© Lotto Soudal

Giro d’Italia 2018, Hansen e Wellens giocano a nascondino col gruppo

Divertente siparietto al Giro d’Italia 2018. Ricordando gesta d’altri tempi, narrate dai cantori del ciclismo d’antan, Adam Hansen e Tim Wellens hanno attaccato da lontano, per poi nascondersi e risbucare alle spalle del gruppo una volta che questo era transitato sulla strada. Un’azione puramente goliardica (avvenuta nella ottava tappa, ma che è emersa pubblicamente solo ieri) che ricorda soprattutto le gesta di mitici corridori del passato, in particolare in lotta per la maglia nera, quando si faceva (quasi) di tutto, per non farsi beccare dall’avversario e arrivare dopo di lui. Questa volta la coppia lo ha fatto senza interessi di classifica, esclusivamente per divertimento, in un frangente della corsa in cui è stato possibile senza creare problemi a nessuno (anche se qualcuno non ha completamente apprezzato).

“La fuga era partita e Tim voleva entrarci, anche se ormai era già lontana – racconta Hansen a CyclingWeekly – Quindi mi ha chiesto cosa ne pensavo e gli ho detto che avremmo dovuto provarci. Siamo partiti e abbiamo ottenuto un buon vantaggio, riuscendo a distanziare il gruppo, ma quando abbiamo sentito che eravamo ancora a 2’40” dai fuggitivi abbiamo capito che non ce la potevamo fare”.

A quel punto normalmente ci si rialza e si aspetta il ritorno del gruppo. Ma questa volta nella testa dell’australiano, corridore che sui social in questi anni ha spesso mostrato il suo estro, scatta l’idea che da un professionista non ti aspetti. “Il vantaggio dal gruppo era alto e abbiamo deciso di nasconderci per vedere cosa sarebbe successo. Abbiamo preso una curva secca a sinistra in un parcheggio per camper e ci siamo nascosti dietro l’angolo. Quando il gruppo è passato siamo rientrati in corsa nella scia delle ammiraglie per rientrare in gruppo”.

La comicità è aumentata quando i due hanno risalito il gruppo per portarsi nelle posizioni di testa, affiancando i corridori che stavano tirando per riprenderli. “Siamo arrivati davanti che stava tirando la Mitchelton-Scott – racconta il recordman di GT corsi consecutivi – Guardavano avanti, poi a noi, poi di nuovo avanti e poi di nuovo noi… Ci hanno chiesto ‘Ma da dove sbucate fuori?‘”

A commentare l’episodio, sempre il portale britannico, è Valerio Piva, direttore sportivo della BMC. “Per radio abbiamo sentito che Hansen e Wellens stavano attaccando. Ho pensato stessero rientrando su Manuel Senni che aveva attaccato da poco. Poi più niente, la radio ha smesso di nominarli, quindi abbamo pensato che il gruppo li avesse ripresi”. Non proprio, ma il diesse italiano l’ha presa bene, ridendo della situazione e ricordando come “è il genere di cose che facevamo quando ero professionista io”.

Meno divertito invece Svein Tuft, che stava tirando in gruppo proprio in seguito al loro attacco in favore della Maglia Rosa Simon Yates. “L’ho fatto anche io in corse amatoriali, con gli amici, ma mai a questo livello – commenta l’esperto canadese – Probabilmente stanno così bene che possono mettersi a giocare in corse WorldTour. Complimenti a loro. Quando son partiti, sono andati a tutta. Inizialmente non volevamo che la fuga diventasse troppo grande e con corridori forti come loro, ma a un certo punto ci siamo dovuti arrendere. Poi, mi guardo in gruppo e vedo che Wellens è accanto a me. Ero abbastanza confuso. Non mi ha fatto ridere, perché ho speso energie. Correre è divertente, no?”

 

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