Federciclismo, aperta un’indagine sui tesserati che hanno partecipato a gare prima del 30 giugno

Con una nota emessa nella giornata di oggi – lunedì 6 luglio – la Federazione Ciclistica Italiana ha comunicato che la sua Procura Federale ha aperto un nuovo fascicolo di indagine. Oggetto del procedimento è la partecipazione di tesserati della FCI a gare che si sono svolte durante il periodo di emergenza sanitaria nazionale. Il massimo organo dirigente del ciclismo italiano fa sapere che i suoi “pubblici ministeri” hanno avviato l’indagine in data 30 giugno 2020, a seguito di segnalazioni ricevute. Le gare in questione si sono evidentemente svolte prima di quella data, quando era ancora in corso la sospensione dell’attività sportiva agonistica per quel che riguarda l’Italia.

Dato che nello Stivale non si sono svolte gare di alcun genere – almeno note al pubblico – probabile che la Procura Federale della FCI abbia avviato il procedimento nei confronti di atleti italiani che sono andati fuori dai confini nazionali per partecipare a competizioni. Il caso più “famoso”, ad esempio, è quello del pro’ Alessandro De Marchi (CCC), che ha partecipato ai Campionati nazionali sloveni, che si sono corsi nella settimana conclusasi il 28 giugno.

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