Volta a Catalunya 2026, Jonas Vingegaard: “La caduta di Evenepoel mi è sembrata assurda. Non ho voluto approfittarne, così ho aspettato il gruppo”

Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel sono stati i due grandi protagonisti della terza tappa della Volta a Catalunya 2026. In una tappa che all’apparenza sembrava destinata ad uno sprint di gruppo, il vento nel finale ha cambiato le carte in tavola e il belga ha sfruttato la situazione per attaccare ai -30 dalla conclusione. A quel punto, il capitano della Visma | Lease a Bike ha subito reagito e si è portato alla ruota del rivale; un’azione non seguita dagli altri e così è rimasta al comando una coppia fino a 500 metri dall’arrivo, quando Evenepoel è caduto nell’imboccare una rotonda e a quel punto anche il danese si è rialzato, venendo riassorbito dal gruppo.

Subito dopo il traguardo, Vingegaard ha spiegato ai nostri microfoni quanto avvenuto nel finale di tappa: “Evenepoel è volato sopra il manubrio e spero solo che stia bene. È sembrato davvero assurdo, ma spero non si sia fatto niente. Ovviamente non volevo approfittare di una situazione del genere, quindi in quel momento ho deciso di aspettare il gruppo. Quindi spero che stia bene e che possa continuare domani”.

Il danese ha ammesso poi di non aspettarsi l’attacco del belga in una giornata apparentemente di transizione come questa, ma comunque ha saputo rispondere al meglio: “Non me l’aspettavo così. Pensavo che ci sarebbe stato un gruppo più numeroso, ma lui è partito, io mi sono riportato su di lui e lui era molto forte in pianura. È molto aerodinamico ovviamente. Anche io mi sento molto forte al momento, quindi sono felice di essere riuscito a raggiungerlo e a collaborare un po’ con lui“.

Una collaborazione che però non c’è sempre stata, visto che il leader della Visma | Lease a Bike nel finale è rimasto passivo a ruota, smettendo di tirare e prendendosi anche qualche parola di rimprovero dal belga. Vingegaard sottolinea però che questa è stata una chiara scelta tattica: “Penso che in alcuni punti non fosse molto felice di me, ma è il ciclismo ed è così che va. Noi abbiamo le nostre tattiche“.

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