Sicurezza, Matthew Brennan: “Vergognoso che non sia cambiato nulla dopo la morte di Finlay Tarling”

Poco più di un mese fa il ciclismo veniva colpito da una terribile tragedia, la morte di Finlay Tarling durante l’ottava tappa del Giro del Portogallo 2026. Il corridore 19enne della NSN Development Team era stato travolto da un furgoncino che si trovava sul percorso chiuso e andava in senso contrario alla marcia dei corridori. Un fatto molto grave che riguarda la sicurezza in corsa, ma che non è purtroppo un episodio circoscritto, essendo capitato anche a inizio settembre alla Sauerlandrundfahrt, gara tedesca di categoria UCI 2.2, in cui fortunamente non è avvenuto l’impatto. Molti sono stati gli appelli per maggiori misure di sicurezza da parte di associazioni e singoli corridori e tra questi ha parlato in modo chiaro Matthew Brennan, corridore della Visma | Lease a Bike che è reduce dalle cinque vittorie alla Vuelta a España.
In un’intervista a BBC Sport, il velocista britannico ha così commentato la tragedia: “È stato molto triste quello che è successo a Finlay. Stavamo seguendo il suo funerale e ho detto a un amico: ‘È così triste aver perso una persona così speciale e vedere che, allo stesso tempo, non è cambiato nulla‘. Lo trovo davvero vergognoso. Invece di sentire qualcuno, all’interno di queste organizzazioni, dire: ‘Ok, una cosa del genere non deve mai più accadere’, si ha la sensazione che il mondo sia andato avanti come se nulla fosse cambiato; ci sono ancora gare in cui si vedono auto sul percorso”.
Brennan ha poi sottolineato come serva maggiore attenzione sul tema della sicurezza da parte degli organizzatori e dell’UCI: “È incredibile: perdi un amico e il fatto che nulla cambi è davvero scioccante. Credo che queste grandi organizzazioni e l’UCI debbano valutare quali misure adottare per migliorare la sicurezza. A mio avviso, dovrebbe esistere un organismo indipendente in grado di imporre agli organizzatori, all’UCI e a tutte le parti coinvolte il rispetto di regole molto severe, garantendo che la sicurezza dei corridori sia sempre la priorità assoluta”.
La richiesta del britannico è quindi quella che venga posta maggiore attenzione all’aspetto fisico e all’incolumità dei corridori, piuttosto che a quello medicato, facendo come esempio quanto accaduto alla Vuelta con temperature insostenibili in diverse tappe: “Ci sono fattori esterni rilevanti, come la televisione… direi che è un aspetto fondamentale. Penso a quanto accade in Spagna: invece di anticipare la partenza alle 9:00 del mattino, si corre alle 15:00, nel pieno della calura pomeridiana”.
La necessità di un organismo super partes è quindi motivata dal conflitto di interessi che spesso è presente: “Credo che un organismo realmente indipendente, capace di stabilire con autorità se le condizioni siano sicure o se occorra apportare modifiche, gioverebbe allo sport. Si spera che ciò possa prevenire eventi tragici e dolorosi come quelli verificatisi anche ai Mondiali (la morte di Muriel Furrer nel 2024 n.d.r), l’incidente di Finlay e tutti gli altri tristi episodi che purtroppo segnano questo sport”.
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