Picnic PostNL, il rinnovo della licenza WorldTour è bloccato perché al momento non c’è un fornitore ufficiale di biciclette
Non è stata una stagione facile per la Picnic PostNL e anche per il periodo post-gare si sta rivelando particolarmente accidentato. La stagione, quella 2026, già molto avara di soddisfazioni, si è conclusa con la pubblicazione di un servizio giornalistico che ha raccolto molte voci critiche nei confronti della gestione negli anni squadra neerlandese. Successivamente, l’Unione Ciclistica Internazionale ha reso noto l’elenco delle formazioni già in regola per l’iscrizione a livello WorldTour, sia maschili che femminili, e il nome della Picnic PostNL (o comunque della società che ne detiene la proprietà) mancava in entrambe le liste.
Per quel che riguarda le accuse ai dirigenti e ai loro metodi, però, si sono levate nel frattempo diverse voci discordanti rispetto a quanto pubblicato, fra cui quelle di corridori molto esperti come il francese Warren Barguil e il tedesco John Degenkolb. E la licenza? Secondo quanto filtra dalla squadra, ci sarebbe un problema di tipo “tecnico” alla base della temporanea esclusione della Picnic PostNL.
“Stiamo completando il processo di iscrizione al WorldTour – le parole riportate da Domestique – Dobbiamo ancora fornire all’UCI le informazioni relative alla finalizzazione di un contratto di collaboorazione con un fornitore di biciclette per la prossima stagione, a seguito dei problemi economici che ha avuto il nostro precedente fornitore”.
Già, perché nell’arco del cupo 2026 della squadra neerlandese c’è stato spazio anche per le difficoltà che ha incontrato l’azienda Lapierre, che a inizio anno si era legata alla squadra neerlandese e che nei mesi successivi è finita in amministrazione controllata, anche per via dei problemi che hanno scosso Accell Group, la società che detiene le quote di maggioranza del costruttore francese.
Da qui alla scadenza data dall’UCI per regolarizzare la propria posizione, la Picnic PostNL dovrà quindi completare un contratto con un fornitore di biciclette che possa garantire la continuità dell’attività nell’arco, almeno, dell’annata 2027. E chissà che l’operazione non possa rivelarsi ancora più difficile per via del polverone alzato dall’inchiesta giornalistica di cui sopra…
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