Picnic PostNL, Bram Welten ai box da quasi un anno a causa di un problema fisico sconosciuto – Il 29enne teme per la sua carriera: “Se la situazione dovesse protrarsi per altri 5 mesi, forse dovrei iniziare a riflettere seriamente”
Bram Welten sta attraversando un periodo molto complicato della sua carriera e della sua vita. Da ormai quasi un anno, precisamente dal 22 giugno 2025, il portacolori del Team Picnic PostNL non gareggia a causa di un problema fisico che ancora non è stato individuato con precisione e che gli provoca dolore alla schiena e intorpidimento alle gambe, impedendogli non solo di correre ed allenarsi, ma anche di fare una semplice passeggiata in bici. Il 29enne, che oltretutto è in scadenza di contratto con la formazione neerlandese e, di conseguenza, difficilmente potrà avere un rinnovo se non tornerà a correre, ha raccontato il calvario che sta vivendo in un’intervista a Wielerflits.
Tutto è iniziato poco prima del Giro d’Italia 2025, gara dalla quale si è ritirato nella settima tappa: “Durante la preparazione al Giro, quando ero da solo al ritiro in Spagna, ho iniziato ad avere un po’ di fastidio alla parte bassa della schiena sinistra – ha raccontato Welten – Come faccio spesso quando ho qualche fastidio, sono andato dall’osteopata. Pensavo che si sarebbe risolto in un attimo. Ma poi non è passato. Continuava a darmi un po’ fastidio. Tornato a casa, sono andato dal mio osteopata di fiducia. Una seduta per sciogliere i muscoli e via. Ma anche allora il problema è rimasto“.
“Il dolore alla schiena non era tale da darmi davvero fastidio – ha proseguito il neerlandese – Era solo una sensazione un po’ fastidiosa. Nella prima settimana la situazione è rimasta invariata. Fino alla prima vera tappa di montagna verso Tagliacozzo. Sulla prima salita di giornata ho avvertito una sensazione nella gamba sinistra che non riconoscevo. Come se la gamba fosse addormentata. Non se ne andava, nemmeno pedalando più piano. Per questo motivo alla fine non sono arrivato al traguardo. A casa ho subito fatto degli accertamenti. Ovviamente ho pensato subito a un problema vascolare“.
Le analisi hanno però chiarito che non si trattava di un restringimento dell’arteria iliaca, problema che negli ultimi anni ha colpito molti corridori: “Successivamente mi sono rivolto a una lunga serie di specialisti e medici […] Tutti hanno notato qualcosa nelle quattro o cinque risonanze magnetiche che ho fatto. A un certo punto mi hanno fatto un’iniezione epidurale […] In realtà, non ne ho tratto alcun beneficio. All’inizio ho cercato di mantenere la forma fisica, perché pensavo che fosse un problema minore. Che avrei potuto tornare a gareggiare già la scorsa stagione. Ma la cosa si è protratta a lungo […] Ho deciso quindi di prendermi una pausa. Ma quando a novembre sono tornato da un giro in bici e ho sentito di nuovo così tanto dolore, ho deciso che prima dovevo trovare una soluzione. Solo dopo potrò permettermi di andare avanti e ricominciare a pensare agli allenamenti“.
Il 29enne ha quindi continuato a rivolgersi a specialisti per individuare la causa del suo problema: “A un certo punto sono andato da un ortopedico ad Amsterdam. Ha riscontrato la stessa cosa degli specialisti. Ma, visti tutti i trattamenti a cui mi ero già sottoposto e che non avevano dato risultati, in realtà voleva mandarmi da un neurochirurgo. Anche un intervento chirurgico era un rischio. Non sanno cosa potrebbero trovare. E dato che nella vita quotidiana non ne risento quasi per niente… È davvero solo e unicamente nel momento in cui vado in bicicletta“.
La causa del dolore resta però al momento sconosciuta e al momento non sembra esserci una via di uscita: “Non c’è alcuna possibilità di miglioramento. Per fare un esempio: se vado a fare una passeggiata di due ore, non ho alcun fastidio. Ma se vado in bicicletta con la mia ragazza a prendere un gelato quando c’è bel tempo, penso subito che non è stata una grande idea. Quella sensazione di formicolio e intorpidimento ritorna quasi immediatamente. Quello che vedono nelle scansioni è una sorta di rigonfiamento in una delle vertebre. È come una mini-ernia. Solo che nella risonanza magnetica non si vede alcuna compressione. Dalle immagini risulta che il dolore e quella strana sensazione non possono derivare da lì“.
Welten è comunque in attesa degli esiti di un ennesimo esame al quale si è sottoposto negli scorsi giorni: “L’ho fatto la settimana scorsa e riceverò i risultati il prima possibile, per sapere se hanno riscontrato qualcosa di particolare. Se così non fosse, dovrò continuare a cercare eventuali soluzioni in un altro modo. Finché non le troverò […] Io continuo a cercare finché non trovo una soluzione. Questo non è normale. Forse arriverò alla conclusione che non c’è una soluzione. Che è qualcosa che non riescono a definire con precisione. Allora dovrò imparare a conviverci in un altro modo. E poi vedremo. Ma al momento lo affronto passo dopo passo, per trovare la mia strada in tutto questo”.
Il ritorno alle gare appare quindi ancora molto lontano: “Posso sperare quanto voglio, ma prima bisogna riuscire a salire in sella e fare un giro. Ancor prima di potersi allenare. Solo dopo si può ripensare alle gare. Sono fuori gioco da un anno ormai. Nei primi mesi continuavo a rimandare il mio progetto. Ora la mia visione è leggermente diversa. Mi concentro maggiormente sul fatto di voler pedalare senza dolori. Che si tratti di una gara o di un giro di piacere: poter pedalare senza dolori è la cosa più importante. Questo deve essere risolto”.
“Naturalmente, più di ogni altra cosa vorrei tornare a gareggiare – ha aggiunto il neerlandese – Solo che in questo momento non è semplicemente realistico. È molto dura, ma è la realtà. E non è assolutamente facile. Immagina che la tua vita lavorativa e privata consista al 90% di ciclismo e all’improvviso ti ritrovi più impegnato a risolvere un problema… È semplicemente un cambiamento enorme che comporta la necessaria frustrazione. Inoltre, sta per scadere anche il mio contratto. Questo mi preoccupa molto. Non ho la testa tra le nuvole e so bene come funziona il mondo dello sport. Se qualcuno non rende, semplicemente non c’è spazio per lui”.
Il 29enne teme quindi per il prosieguo della sua carriera: “Non è che per me sia già finita, ma forse dovremo guardare oltre la fine di quest’anno. Supponiamo che la soluzione venga trovata all’improvviso la prossima settimana, di tornare in sella e dimostrare di poter tornare a un livello ragionevole – mi riferisco al portare a termine le gare e apportare un valore aggiunto – allora non vedo molti ostacoli. Ma se la situazione dovesse protrarsi per altri cinque mesi, forse dovrei iniziare a riflettere seriamente“.
Il portacolori della Picnic PostNL non vuole però arrendersi e proverà in tutti i modi a tornare a essere un corridore: “Mi rifiuto di rassegnarmi. Dire adesso che getto la spugna, per me è semplicemente impensabile. Immagina che le cose non vadano bene. Allora voglio potermi guardare allo specchio tra dieci anni e dire: ‘Bram, hai davvero fatto tutto il possibile’. E allora potrò accettarlo. Ma fino ad allora non è così. Al momento non riesco a farmene una ragione”.
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