Ciclismo giovanile, chi vince da “piccolo” poi diventa un campione? Le pietre della Roubaix dicono “Sì, ma anche no…”

Il ciclismo su strada attuale vive un momento di grande qualità, dal punto di vista dei grandi campioni che lo stanno animando e, in generale, dal punto di vista delle prestazioni. Da più parti si sottolinea come il livello medio non sia mai stato così alto e quanto si vada veloce nelle gare di questo periodo storico. Non è però tutto idilliaco, sotto questo aspetto, visto che il ciclismo sembra “masticare” sempre più rapidamente i giovani che lo praticano, che siano essi molto talentuosi o meno. In casi che ultimamente stanno diventando decisamente frequenti, inoltre, i ragazzi in questione finiscono per essere “sputati” dallo sport, visto che il numero di carriere che si chiudono, in giovane età, è in netto aumento.

Ovviamente, non tutti possono diventare campionissimi e, guardando al gruppo professionisti nel suo complesso, non ci può essere spazio per tutti. Quel che però sorprende è che alcuni ragazzi decidono di lasciar da parte la bicicletta da strada in età ancora molto giovane, arrivando peraltro da percorsi giovanili di tutto rispetto. Precisato che non è pensabile stabilire tendenze generali in un tema condizionato da decisioni molto personali e spiccatamente individuali, in termini statistici qualche dato di rilievo si può sicuramente estrapolare, rispetto al periodo degli ultimi 10 anni, quindi dal 2016 al 2025.

Rimanendo nel campo delle versioni giovanili, quindi di categoria Under 23 o, quando organizzate, Under 19, delle Classiche Monumento, si nota come tanti talenti siano riusciti a sbocciare, ma l’occhio cade anche su alcuni ragazzi che del mondo del ciclismo non fanno più parte. Una delle corse che ha una maggiore impronta giovanile è la Parigi-Roubaix, che da tempo ha sia l’appuntamento per U23 che quello per U19: ebbene, per quel che riguarda i vincitori delle ultime sette gare di categoria “Espoirs” (nell’anno 2020, 2021 e 2022 non si è disputata), sei fanno tuttora parte del WorldTour, ovvero Filippo Ganna (2016), Nils Eekhoff (2017), Stan Dewulf (2018), Tom Pidcock (2019), Tim Torn Teutenberg (2024) e Albert Withen Philipsen (2025). Va purtroppo annotato che, il settimo dell’elenco, Tijl De Decker, primo nel 2023, è tragicamente scomparso a seguito di un incidente in allenamento.

Allargando il discorso ai podi delle ultime sette gare, ci sono due corridori che hanno chiuso da tempo la loro carriera: si tratta del neozelandese Hamish Schreurs (terzo nel 2016), che ha chiuso a 25 anni dopo tre anni nella Israel, e il francese Guillaume Millasseau, secondo nel 2017, che non è mai passato professionista. C’è poi Jens Reynders, oggi 27enne, che nel 2025 ha fatto parte della Wagner Bazin WB e che arriva da una serie di stagioni di medio livello a livello Professional: il belga ha appena chiuso la sua carriera pro’ scegliendo di intraprendere l’avventura Gravel. È di poche settimane fa, invece, la notizia del ritiro definitivo di Jordi Warlop, terzo nell’edizione 2017.

Spostandoci nella prova di categoria Junior, che negli ultimi anni si è svolta con continuità, eccezion fatta per il 2020, spicca il podio dell’edizione 2019. Vinse il neerlandese Hidde van Veenendaal, che ha chiuso giusto qualche mese fa, a 24 anni, la sua carriera, mai decollata oltre il panorama Continental. Nella foto ricordo finale, sul podio con lui c’erano il francese Hugo Toumire, anche lui appena fattosi da parte, a 24 anni, dopo un’esperienza di quattro stagioni in Cofidis, e il neerlandese Lars Boven. Pure quest’ultimo, altro classe 2001, ha da poco salutato il gruppo, dopo il percorso fatto, fra giovanili e WorldTour, con la Alpecin-Deceuninck.

Fra i recenti vincitori della Roubaix U19 ci sono inoltre il lussemburghese Niels Michotte (primo nel 2022) e il neerlandese Jarno Mobach (2016), mai approdati fra i pro’. Fra quelli che si sono fatti notare nelle ultime edizioni e che non hanno poi fatto strada fra i “grandi” ci sono il francese Tanguy Turgis (terzo nel 2016, ora è direttore sportivo alla Groupama-FDJ, ma nel suo caso il punto di svolta è stato un problema cardiaco congenito), il danese Mathias Larsen (terzo nel 2017, rimasto sulla scena Continental del suo paese e attualmente senza squadra). Purtroppo, va registrato un altro incidente che ha drammaticamente interrotto il percorso sportivo di un giovane atleta: è quello che ha coinvolto Samuele Manfredi qualche mese dopo il podio ottenuto nella gara del 2018. 

Spostando invece i riflettori verso quelli che “ce l’hanno fatta”, eccome, spiccano i nomi di Filippo Ganna e di Tom Pidcock. L’italiano è diventato uno dei corridori più rilevanti sul panorama mondiale ed ora vanta un sesto posto come miglior piazzamento al velodromo, nella prova dei “grandi” del 2023, che è anche il miglior risultato ottenuto nella prova “massima” da parte dei corridori che sono saliti sui podio delle edizioni giovanili degli ultimi dieci. Parlando di Pidcock, invece, l’inglese si è invece imposto sia da Junior che da Under 23, ma, per ora, la gara Senior l’ha affrontata una sola volta, chiudendola 17esimo (nel 2024).

Nei corridori che sono andati a “medaglia” da giovani sulle pietre della Roubaix ci sono anche due atleti che si sono ritagliati un posto importante sulla scena internazionale e che però da allora, il pavé non l’hanno più rivisto: sono Thymen Arensman, terzo fra gli U23 nel 2018, e Mattias Skjelmose, di “bronzo” nella prova di categoria Under 19 dello stesso anno.

Parigi – Roubaix U23 – I podi recenti

Anno Primo Secondo Terzo
2016 Filippo Ganna (Italia) Jenthe Biermans (Belgio) Hamish Schreurs (Nuova Zelanda)
2017 Nils Eekhoff (Paesi Bassi) Guillaume Millasseau (Francia) Jordi Warlop (Belgio)
2018 Stan Dewulf (Belgio) Julius van der Berg (Paesi Bassi) Thymen Arensman (Paesi Bassi)
2019 Tom Pidcock (Gran Bretagna) Johan Jacobs (Svizzera) Jens Reynders (Belgio)
2023 Tijl De Decker (Belgio) Gil Gelders (Belgio) Robin Orins (Belgio)
2024 Tim Torn Teutenberg (Germania) Robert Donaldson (Australia) Robin Orins (Belgio)
2025 Albert Withen Philipsen (Danimarca) Jakob Sõderqvist (Svezia) Senna Remijn (Paesi Bassi)

(in corsivo gli atleti non più in attività, per quel che riguarda il ciclismo su strada)

Parigi – Roubaix U19 – I podi recenti

Anno Primo Secondo Terzo
2016 Jarno Mobach (Paesi Bassi) Nils Eekhoff (Paesi Bassi) Tanguy Turgis (Francia)
2017 Tom Pidcock (Gran Bretagna) Daan Hoole (Paesi Bassi) Mathias Alexander Larsen (Danimarca)
2018 Lewis Askey (Gran Bretagna) Samuele Manfredi (Italia) Mattias Skjelmose (Danimarca)
2019 Hidde van Veenendaal (Paesi Bassi) Hugo Toumire (Francia) Lars Boven (Paesi Bassi)
2021 Stien Fredheim (Norvegia) Alec Segaert (Belgio) Per Strand Hagenes (Norvegia)
2022 Niels Michotte (Lussemburgo) Romet Pajur (Estonia) Leandre Lozouet (Francia)
2023 Matys Grisel (Francia) Oscar Chamberlain (Australia) Theodor Storm (Danimarca)
2024 Tim Torn Teutenberg (Germania) Robert Donaldson (Australia) Robin Orins (Belgio)
2025 Michel Mouris (Paesi Bassi) Ashlin Barry (Stati Uniti) Mikita Babovich (Bielorussia)

(in corsivo gli atleti non più in attività, per quel che riguarda il ciclismo su strada)

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