Bahrain-Victorious, il bilancio del ds Franco Pellizotti: “Caruso sarà difficile da sostituire. Borgo ha qualità notevoli. Tiberi ha disputato molte gare nell’anonimato”
Il direttore sportivo Franco Pellizotti fa il bilancio della stagione degli italiani nella Bahrain-Victorious. L’ultima annata ha visto diversi corridori azzurri mettersi in mostra con la maglia della formazione con licenza bahreinita, con segnali incoraggianti per il futuro. A prendersi la scena è stato certamente Damiano Caruso, che ha chiuso la sua carriera dopo 18 stagioni tra i professionisti, ma non il proprio rapporto con il team, visto che proseguirà in ammiraglia, passando come direttore sportivo.
“Caruso ha dato tanto alla nostra squadra – sottolinea Pellizotti in un’intervista alla Lega del Ciclismo Professionistico – Per molteplici motivi, uno come lui sarà difficile da sostituire, forse impossibile. Sarà sempre un esempio per i numerosi corridori che abbiamo in squadra. Damiano farà il direttore sportivo e sicuramente saprà insegnare tantissimo ai numerosi giovani che avremo in organico”.
Da un veterano che ci congeda, ad un giovane talento in rampa di lancio come Alessandro Borgo, che ha fatto una prima stagione eccellente nel team WorldTour, vincendo il Gran Prix Claude Criquielion e chiudendo terzo alla Bretagne Classic: “Alessandro ha qualità notevoli e anche costanza: è andato forte tutto l’anno e va bene nelle classiche del Nord. Per il 2027 gli chiederemo un ulteriore salto di qualità. È sulla strada giusta».
Non è invece riuscito a reggere al meglio il confronto con i big un altro giovane talento, ovvero il classe 2003 Daniel Skerl: “Purtroppo Daniel ha sofferto il confronto con i corridori di massimo livello. Skerl è un bel velocista; nelle categorie giovanili ha mostrato doti importanti. Inutile negarlo: nelle gare professionistiche fa assai fatica in salita. Purtroppo, tra i professionisti sono poche le gare completamente prive di salite. Ci sono tappe dell’AlUla Tour e dell’UAE Tour senza salite, ma si disputano a inizio stagione. Lavoreremo per consentire a Skerl di migliorare in salita”.
Pellizotti si aspetta qualcosa di più anche da Edoardo Zambanini, autore di una buona stagione, ma in cui è ancora mancato il primo successo tra i pro’: “Il rendimento di Zambanini nel 2026 è stato altalenante. Ha faticato molto senza vincere. Va bene su tracciati molto differenti tra loro. Zambanini è forte, basti pensare che nel 2025 si è classificato 2° nella tappa di Matera del Giro d’Italia, battuto solo dal grande Mads Pedersen. E al Giro 2026 ha ottenuto il 2° posto di tappa a Pieve di Soligo, preceduto da Magnier, che è un fuoriclasse dello sprint. Edoardo è forte sulle salite di media difficoltà; il meglio lo dà sui percorsi vallonati, ha lo spunto veloce e le classiche fanno per lui. Lo aspettiamo nel 2027″.
Infine il capitolo riguardo ad Antonio Tiberi, partito forte con la vittoria all’UAE Tour ma poi anonimo nella parte centrale di stagione, sopratutto al Tour: “Ci aspettavamo tanto da Antonio e invece ha disputato molte gare rimanendo nell’anonimato. Forse da parte nostra non è stata una scelta felicissima: a un corridore italiano il Giro d’Italia dà più stimoli. Però al Tour de France doveva almeno lottare per vincere delle tappe; poteva entrare nelle fughe. Invece ha corso sempre da inseguitore”.
Nel finale di stagione Tiberi però è tornato protagonista, sia nelle classiche italiane che alla Cro Race, chiusa al secondo posto in classifica: “È vero, abbiamo visto Tiberi nelle prime piazze degli ordini d’arrivo. Tuttavia, le gare italiane di fine stagione non sono l’ideale per lui. Antonio non è un velocista. La Coppa Sabatini e le altre gare tra settembre e ottobre quasi sempre terminano con sprint abbastanza affollati”.
Resta comunque ottimismo sul futuro del corridore laziale, che il prossimo anno dovrebbe tornare al Giro e dovrà dimostarrsi all’altezza: “Con la Bahrain-Victorious Antonio ha un contratto pluriennale; ci teniamo a valorizzarlo e lo aspettiamo. Però, da qui in avanti, potrà concedersi poche battute a vuoto: in organico abbiamo anche altri giovani emergenti. Nel ciclismo bisogna avere costanza e lottare sempre per rimanere all’avanguardia».
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