Bilancio Squadre 2026: Bahrain Victorious – Lenny Martinez si conferma, rivelazioni Eulálio e Omrzel – Deludono ancora Mohorič e Bauhaus

La Bahrain Victorious prosegue nel solco delle stagioni precedenti, ma lascia intravedere alcuni segnali incoraggianti. La formazione con licenza bahreinita, diretta dallo sloveno Milan Eržen, ha chiuso la stagione con sette vittorie, esclusi i campionati nazionali, una in meno rispetto allo scorso anno, aggiornando così il dato più basso mai registrato nella storia della squadra. Il numero dei successi, tuttavia, non restituisce da solo un quadro completo della stagione. Tra i risultati più significativi figurano infatti due vittorie di tappa nei Grandi Giri e una Top-5 al Tour de France, raggiunta con Lenny Martinez. Anche gli altri successi sono arrivati prevalentemente in gare di livello WorldTour e portano la firma di corridori che, in alcuni casi, hanno confermato le proprie qualità, mentre in altri hanno rappresentato il frutto di operazioni di CicloMercato rivelatesi particolarmente azzeccate.

TOP

Lenny Martinez è stata una delle conferme più importanti della stagione. Pur avendo raccolto meno vittorie rispetto allo scorso anno, il giovane francese ha dimostrato di poter competere per le posizioni di vertice anche al Tour de France. Le aspettative sono state rispettate, con il quinto posto nella classifica generale e un secondo posto nella tappa numero 19, alle spalle del solo Tadej Pogačar. La vittoria è comunque arrivata in una tappa della Parigi-Nizza, altra corsa di primo piano, a cui si è aggiunta una lunga serie di podi e piazzamenti. Al di là del minor numero di successi rispetto al 2025, il 23enne ha mostrato ulteriori segnali di crescita, raccogliendo un importante bottino, in termini di punti UCI, per la propria squadra e lasciando intravedere prospettive decisamente incoraggianti in vista del 2027.

Sicuramente di alto livello è stata l’annata di Afonso Eulálio, che al secondo anno nel WorldTour ha dimostrato di aver fatto importanti passi in avanti. Il portoghese non ha ottenuto vittorie, ma resta ovviamente memorabile il Giro d’Italia vissuto da protagonista, dove è andato vicino a un successo di tappa dopo una fuga da lontano e, soprattutto, ha indossato per più di una settimana la Maglia Rosa, chiudendo infine al sesto posto e portando a casa la Maglia Bianca di miglior giovane. Qualche altro buon piazzamento lo si è visto nel finale di stagione, anche in gare di un giorno, segno che potrebbe esserci spazio per ulteriori margini di crescita anche in queste corse.

Senza vittorie, ma sicuramente molto positiva, anche la stagione del veterano Pello Bilbao, che nonostante i 36 anni si è dimostrato ancora in grado di competere ad alti livelli. Il basco ha ottenuto piazzamenti di qualità in importanti gare di un giorno come la Liegi-Bastogne-Liegi, Il Lombardia, la Clasica San Sebastian e il GP Francoforte, chiuse rispettivamente al sesto, al settimo, al quinto e al quarto posto, oltre che al Giro dei Paesi Baschi, dove ha colto la top-10. Lo spagnolo si è inoltre messo in evidenza andando in fuga in diverse giornate alla Vuelta a España, dove però non gli è riuscito di completare la tripletta di successi di tappa nei Grandi Giri, ma nonostante questo non si può dire che abbia concluso la carriera nell’anonimato, dimostrandosi un vero professionista fino all’ultimo giorno.

Per una carriera che si chiude, ce n’è invece una che ha appena iniziato a sbocciare, è quella di Jakob Omrzel, che ha saputo subito lasciare il segno e ricoprire al meglio il ruolo di capitano per la classifica, riuscendo a centrare buoni piazzamenti nelle brevi corse a tappe, con il sesto posto al Tour of the Alps, l’ottavo al Giro di Ungheria e il terzo al Giro di Slovenia. È poi arrivata la grande prestazione alla Vuelta a España, dove a soli 20 anni ha conquistato la sua prima vittoria tra i pro’ in grande stile imponendosi sull’arrivo in salita a Calar Alto, dopo aver staccato tutti i compagni di fuga. Ha quindi tenuto al meglio nelle successive tappe ed è così riuscito a far fruttare il vantaggio conquistato in quella tappa per chiudere al settimo posto in classifica generale, un risultato di sicuro rilievo considerando che si trattava del suo esordio assoluto in un Grande Giro.

Il più vincente della stagione è stato a sorpresa Alec Segaert, l’unico a ottenere più di un successo nel team. Il belga è stato protagonista della stagione delle classiche con diverse azioni, riuscendo poi a concretizzare gli attacchi con la vittoria al GP de Denain. Le sue doti da finisseur sono state poi messe in risalto al Giro d’Italia, dove ha conquistato la vittoria più importante della carriera, precedendo il gruppo sul traguardo di Novi Ligure. Nella seconda parte di stagione è quindi arrivato il successo a cronometro ai Campionati Nazionali e un altro buon piazzamento al Renewi Tour, dove ha chiuso al sesto posto in classifica generale, confermandosi in crescita soprattutto sui percorsi da classiche.

Si sono poi confermati come pedine fondamentali del team sia Antonio Tiberi che Santiago Buitrago, pur non facendo il grande salto di qualità che si poteva attendere. Il laziale ha aperto alla grande la stagione, vincendo una tappa all’UAE Tour battendo Isaac del Toro, ma poi si è perso per strada, con un Tour de France anonimo. Nel finale di stagione, ha poi ritrovato buone sensazioni e risultati nelle classiche italiane e con il secondo posto finale alla CRO Race. Discorso simile per il colombiano, che ha aperto l’annata vincendo il Trofeo Laigueglia e ottenendo buoni piazzamenti tra Tirreno-Adriatico e Catalunya, ma poi si è dovuto aspettare fino alla Vuelta a España per rivederlo protagonista. Nel GT spagnolo ci ha provato più volte a centrare il successo di tappa, che però è sempre sfumato all’ultimo, ma la conquista della maglia di miglior scalatore resta comunque un buon obiettivo centrato.

Nella sua ultima stagione da corridore, prima del passaggio in ammiraglia, non ha poi mancato di dare il proprio prezioso contributo Damiano Caruso. Al Giro d’Italia, infatti, il siciliano è stato fondamentale per difendere il più a lungo possibile la Maglia Rosa di Eulálio e nell’ultima settimana ci ha anche provato in prima persona, centrando diversi piazzamenti in fuga e riuscendo anche a chiudere nono in classifica generale. Da un veterano passiamo invece a un giovane italiano che è stato in grado di dare grandi riscontri nella prima stagione da professionista, ovvero Alessandro Borgo. Il classe 2005 si è confermato corridore veloce e resistente dal grande potenziale, riuscendo a vincere il GP Criquielion e poi mettendosi in evidenza nel finale di annata con i piazzamenti al Renewi Tour, il terzo posto alla Bretagne Classic e la top-10 alla Gooikse Pijl. Buona stagione anche per Edoardo Zambanini, anche se ancora è mancato il primo successo tra i pro’, solo sfiorato a Pieve di Soligo al Giro d’Italia. Il 25enne ha comunque colto diversi buoni piazzamenti durante l’anno, ottenuti in tappe del Tour Down Under, del Giro di Slovenia, del Giro di Germania e della CRO Race, oltre a un bel decimo posto alla Milano-Sanremo.

Buona nel complesso anche la prima stagione nel WorldTour di Pau Miquel. Il 26enne spagnolo ha infatti colto diversi piazzamenti nelle corse di un giorno, sfiorando più volte il primo successo da professionista, visto il secondo posto al GP Castellón, alla Antwerp Port Epic e al Circuito de Getxo, oltre a quello nella tappa di Manosque alla Vuelta a España, dove si è reso protagonista più volte nelle fughe. Nelle semiclassiche belghe si sono ben comportati gli sloveni Žak Eržen e Matevž Govekar, che hanno colto diverse top-10 dimostrando di poter ben figurare in queste corse, ma al secondo è mancato anche quest’anno quello spunto veloce che nel 2024 gli aveva permesso di cogliere tre vittorie.

Si è invece visto meno il connazionale (dopo il cambio di nazionalità), Roman Ermakov, che comunque è riuscito a contribuire al bottino di successi della squadra conquistato il titolo nazionale in linea. Infine, hanno fatto nuovamente intravedere delle buone qualità anche i giovani Vlad Van Mechelen, che ha ottenuto un terzo posto di tappa al Tour Auvergne Rhône-Alpes ed è andato spesso in fuga al Tour de France, e Daniel Skerl, piazzato in top-5 in tappe di UAE Tour e Giro di Polonia, ma da entrambi ci si attende comunque un salto di qualità nella prossima stagione.

+++ Lenny Martinez
++ Afonso Eulálio
+ Jakob Omrzel

FLOP

Anche quest’anno il primo nome del bilancio dei bocciati è quello di Matej Mohorič. Il corridore sloveno non riesce più a tornare a quei livelli di performance che gli avevano permesso di conquistare una Milano-Sanremo nel 2022 e, complessivamente, 25 vittorie in carriera. Il digiuno dal successo prosegue ormai dal 2024 e in questa stagione sono arrivate solo quattro top-10: due nelle corse spagnole di inizio stagione, poi l’ottavo posto al Giro delle Fiandre e il sesto nell’ultima tappa del Tour de France. Un bottino davvero misero se si considerano le qualità di questo corridore, che a 32 anni avrebbe sulla carta ancora la possibilità di tornare protagonista, ma sembra non riuscire più a trovare il giusto feeling nelle corse.

Altro corridore che dal 2024 non trova più il successo è Phil Bauhaus. Il tedesco per diversi anni della carriera è stato uno dei velocisti più presenti negli ordini di arrivo, mentre in questa stagione è stato una comparsa. Qualche buon piazzamento nelle corse WorldTour è arrivato, come il terzo di tappa al Tour Auvergne Rhône-Alpes e il sesto al Tour de France, ma in generale non è mai stato davvero vicino alla vittoria, nemmeno nelle corse minori, diventate ormai il suo bacino principale di raccolta punti. Anche lui ha 32 anni e quindi potenzialmente potrebbe ancora avere delle occasioni, ma con la crescita dei giovani rischia di trovare sempre meno spazio.

Prima stagione nel team piuttosto negativa per Attila Valter. L’ungherese aveva lasciato la Visma | Lease a Bike con l’obiettivo di rilanciarsi e di provare ad essere protagonista in prima persona sui percorsi duri. Invece, dopo la top-10 alla Clásica Jaén di inizio stagione, lo si è visto solo nella corsa di casa, il Giro di Ungheria, dove ha chiuso nono in classifica. Per il resto solo compiti da gregario, senza nemmeno riuscire a piazzarsi con qualche fuga da lontano.

Compiti di supporto che hanno principalmente riguardato anche Nikias Arndt, Kamil Gradek, Fran Miholjević, Mathijs Paasschens, Robert Stannard, Oliver Stockwell e Reiner Kepplinger, che dunque non hanno avuto modo (o comunque non sono riusciti) a mettersi particolarmente in evidenza nel corso della stagione. Solo l’austriaco ha forse avuto qualche possibilità di fare risultato in prima persona in alcune gare minori, ma a parte il quinto posto finale al Giro di Slovacchia non sono arrivati risultati importanti, e a fine anno si chiuderà anche la sua avventura con il team.

Non riesce ancora a far decollare la sua carriera il neerlandese Max van der Meulen, che nelle categorie giovanili era considerato una grande promessa, ma finora si è visto molto poco tra i pro’. Al di là di un infortunio che a inizio stagione lo tenuto lontano dalle corse per circa tre mesi, il 22enne non è mai riuscito a ottenere risultati rilevanti e non si è neanche mai messo particolarmente in evidenza. Qualche top-10 l’ha invece centrata Alberto Bruttomesso, che tuttavia non è mai apparso realmente in grado di lottare per cercare di conquistare la sua prima vittoria in carriera. Da vedere, però, se potrà riprovarci l’anno prossimo, dato che poche settimane fa è stato sospeso dall’antidoping e il suo futuro è dunque incerto.

– Attila Valter
– – Phil Bauhaus
– – – Matej Mohorič

Classifica UCI

La Bahrain Victorious ha chiuso il 2026 al settimo posto della Classifica UCI a squadre, con 14044.02 punti. Il dato del raccolto totale è  migliore rispetto a quello del 2025, migliorato soprattutto grazie al peso delle vittorie colte in questa stagione, che contribuiscono a infondere ulteriore fiducia nel futuro. Al momento i risultati della formazione bahreinita restano comunque lontani da quelli registrati nelle stagioni di inizio decennio, quando si era attestata come una delle più produttive del gruppo. Di seguito il dettaglio dei punti raccolti dai migliori 20 ciclisti nell’arco della stagione appena conclusa.

CORRIDORE NAZIONE PUNTI
MARTINEZ Lenny FRA 2749.4
BILBAO Pello ESP 1416.3
EULÁLIO Afonso POR 1366
TIBERI Antonio ITA 1310.4
BUITRAGO Santiago COL 1293.3
OMRZEL Jakob SLO 1046
SEGAERT Alec BEL 919
MIQUEL Pau ESP 648
BORGO Alessandro ITA 516
ZAMBANINI Edoardo ITA 506
CARUSO Damiano ITA 483.4
MOHORIČ Matej SLO 475.7
ERŽEN Žak SLO 276
GOVEKAR Matevž SLO 268.3
BAUHAUS Phil GER 252.7
ERMAKOV Roman SLO 137
VALTER Attila HUN 135
VAN MECHELEN Vlad BEL 94.7
KEPPLINGER Rainer AUT 76
BRUTTOMESSO Alberto ITA 72

Miglior Momento

La vittoria che ha dato maggiore visibilità alla Bahrain Victorious in questa stagione è stata quella di Jakob Omrzel alla Vuelta a España. Il giovane talento sloveno si è imposto in solitaria sull’arrivo in salita a Calar Alto, dopo aver staccato uno ad uno gli altri componenti della maxi fuga di giornata e chiudendo la sua cavalcata trionfale con quasi due minuti di vantaggio sul secondo classificato. Un risultato che ha ricevuto anche una notevole risonanza per il fatto che Omrzel ha strappato un record a Tadej Pogačar, diventando il corridore sloveno più giovane di sempre a vincere una tappa in un Grande Giro.

Bilancio Bahrain Victorious 2026

Volate - 6.2
Classiche - 6.4
Grandi Giri - 7.4

6.7

Stagione altalenante per la Bahrain Victorious, che rimane però una formazione rilevante sulla scena dei Grandi Giri e, in generale, delle corse a tappe. Alcuni giovani hanno fatto un bel passo avanti nel loro processo di crescita, ma, nel contempo, altri stanno ancora facendo fatica nel trovare la loro dimensione. Per quel che riguarda le gare "secche", il panorama è stato meno piacevole, considerando che i risultati di spicco, almeno rimanendo alle prove WorldTour, sono arrivati da un corridore che chiude la sua carriera proprio in questi giorni.

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