Bahrain-McLaren, Mark Cavendish: “Non voglio smettere, amo questo sport e gli ho dedicato la mia vita”

Mark Cavendish ribadisce di voler continuare la sua carriera. Balzato alle cronache per le lacrime versate al termine della Gand – Wevelgem, corsa che pensava sarebbe potuta essere l’ultima della sua carriera, il britannico ha corso ieri anche lo Scheldeprijs, affrontata con lo stesso spirito offensivo. Consapevole di non essere al livello dei migliori nella corsa che ha segnato il suo primo successo fra i professionisti nel 2007, il portacolori della Bahrain – McLaren ha voluto onorare la partecipazione con un attacco da lontano, inserendosi anche ieri nella fuga di giornata. Un tentativo non andato a buon fine, ma che ha confermato ancora la sua grinta e la sua voglia di continuare una straordinaria carriera.

“Pensavo che le corse successive sarebbero state cancellate, quindi per me era una grande emozione pensare che sarebbe stata l’ultima corsa – commenta ai nostri microfoni (potete ascoltare le sue dichiarazioni anche all’interno della nostra ultima puntata di #SpazioTalk) riguardo le lacrime di domenica scorsa – Improvvisamente, non avendo ancora un contratto per l’anno prossimo, pensavo davvero che sarebbe potuta essere la fine della stagione e della mia carriera, non solo della stagione. Al momento non ho ancora un contratto, quindi non so effettivamente se avrò ancora la possibilità di correre”.

Lontano dal livello che in passato gli ha permesso di ottenere quasi 150 successi, fra i quali spiccano una Milano – Sanremo, un Mondiale, 30 tappe al Tour de France e 15 al Giro d’Italia, il 35enne dell’Isola di Man non vince ormai da oltre due anni. Resta dunque l’interrogativo su quale potrà dunque essere il suo ruolo ora in squadra e con che ambizione si presenterà alle corse (oltre a che richieste possa attualmente fare nel negoziare un nuovo contratto”.

Non voglio smettere, amo questo sport e gli ho dedicato la mia vita, voglio continuare a correre in bici – spiega, consapevole del suo nuovo status – Devo relativizzare quanto successo negli ultimi anni, in fondo 80% dei corridori non vincono una corsa durante la loro carriera. Nel 2016 ho cambiato, volendo dare qualcosa in cambio allo sport che mi ha dato tanto con la Qhubeka, ed è stato emozionante vedere lo sport crescere in GB, vedere i ragazzi e molte persone correre e appassionarsi. So che c’è molto di più che vincere in questo sport. Ovviamente, voglio vincere, ma le cose a volte vanno diversamente”.

Attualmente impegnato nelle Classiche del Nord, nei prossimi giorni potrebbe fare il suo ritorno al Giro delle Fiandre (che non corre dal 2011) ed essere poi anche al via della Bruges – De Panne, ultima corsa stagione per molti corridori. “Sono molto felice di essere qui in Belgio, adoro correre qui, mi sento come se fossi di nuovo un ragazzino – conclude – Spero davvero di trovare un contratto per l’anno prossimo e poter tornare a queste corse. Ho un legame forte con il Belgio e con questa corsa in particolare visto che la prima vittoria da professionista fu qui”.

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