Vuelta a España 2026, Tadej Pogačar chiude terzo: “Ho reagito con un po’ di ritardo all’attacco di Wout van Aert. Ho cercato di stargli a ruota e avevo già l’acido lattico nelle gambe”
Tadej Pogačar si deve accontentare del terzo posto nella seconda tappa della Vuelta a España 2026. Il fuoriclasse della UAE Team Emirates – XRG, dopo aver vinto la cronometro inaugurale di Monaco aveva messo nel mirino anche l’arrivo di Manosque, cercando subito il bis. A complicare i piani del campione del mondo è stato però l’attacco lanciato da Wout van Aert poco dopo i due chilometri all’arrivo. L’accelerazione secca del belga ha costretto lo sloveno a reagire, anche se non è riuscito subito a prendergli la ruota, dovendo fare un ulteriore sforzo in cima al tratto duro dello strappo. Raggiunto Van Aert però non c’è stata collaborazione, visto che il corridore della Visma | Lease a Bike aveva alle spalle il compagno Matthew Brennan per lo sprint. Il gruppo è così rientrato, ma Pogačar non si è rassegnato, provandoci comunque in volata, dove però non ha potuto nulla contro il britannico.
Nell’intervista dopo l’arrivo Pogačar ha sottolineato come non avesse parlato con Van Aert dell’attacco, rispondendo con un secco “no” e non nascondendo poi di un po’ di frustrazione per non aver reagito al meglio: “C’era da aspettarselo, ma ho reagito con un po’ di ritardo. Ha guadagnato un buon vantaggio. In cima alla salita, sul tratto in pianura, ho dovuto continuare a spingere. Alla fine l’ho raggiunto e dovevo andare a tutta se volevo avere una possibilità di vincere, ma sapevo anche che aveva Matthew Brennan alle spalle, quindi non sapevo cosa fare. Ho cercato di stargli a ruota, sperando che fosse lui a tirare. Avevo già l’acido lattico nelle gambe e sono contento di aver conquistato il terzo posto”.
Una tappa in cui Ethan Hayter (Soudal – Quick-Step) aveva provato anche a strappare la Maglia Rossa dalle spalle di Pogačar, dopo la beffa per soli 9 centesimi nella cronometro. Il britannico è andato in fuga ed è riuscito a conquistare l’abbuono di 6” al traguardo volante. Alla fine Hayter ha perso terreno anche a causa della caduta nel finale, ma il campione del mondo sembrava non essere al corrente che per un tratto non era più virtualmente leader della corsa: “Non lo sapevo”. Nel finale lo sloveno era infatti concentrato solo sull’obiettivo maggiore: “Ho semplicemente dato il massimo per la tappa.”
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