Vuelta a España 2025, Oscar Guerrero (DS Israel): “Abbiamo paura, riceviamo minacce di morte. Ma il nostro obiettivo è arrivare fino in fondo”
La Israel-Premier Tech prosegue la Vuelta a España 2025 nonostante le proteste. Dopo quanto già avvenuto negli scorsi giorni, quando la squadra è stata bersaglio di diverse manifestazioni contro la sua partecipazione al GT iberico, e dopo quanto accaduto nell’undicesima tappa, quando la corsa non ha potuto raggiungere il traguardo di Bilbao a causa della massiccia presenza di manifestanti che metteva a rischio la sicurezza dei corridori, la formazione israeliana ha ribadito l’intenzione di continuare comunque la gara spagnola, sottolineando in un comunicato che il suo ritiro “costituirebbe un pericoloso precedente nel mondo del ciclismo”. La situazione resta tuttavia complicata sia attorno che dentro il team, come confermato dal direttore sportivo Oscar Guerrero in un’intervista a Onda Cero.
“Stiamo ricevendo insulti, ogni tipo di attacco verbale – le parole di Guerrero – È difficile per noi, ma siamo una squadra professionistica e non possiamo dire che ce ne andiamo, perché la stessa cosa potrebbe succederci in un’altra gara. Se decidessimo di ritirarci, si creerebbe un precedente per altri casi, per motivi diversi, di proteste contro altre squadre. Ci siamo preparati molto bene per la Vuelta e il nostro obiettivo è arrivare fino in fondo“.
“Sapevamo che Bilbao era il posto più critico, spero che d’ora in poi le cose vadano molto meglio”, ha proseguito il direttore sportivo, che ha aggiunto di comprendere le proteste ma ha invitato i manifestanti a “non attaccare la squadra”, i cui corridori hanno anche ricevuto delle “minacce di morte” che ovviamente non creano un clima sereno all’interno del team: “Abbiamo paura“, ha ammesso Guerrero.
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