Tour de France 2027, il direttore di corsa: “Vogliamo le sfide dirette fra i grandi già nella prima settimana – 71 chilometri a cronometro? Aumenteranno l’incertezza”
Il Tour de France 2027 si svolgerà su un percorso abbastanza peculiare. Nell’arco delle 21 tappe disegnate dagli organizzatori del Grande Giro francese i corridori che saranno in gara si troveranno ad affrontare, rispetto a quella che potrebbe essere la “tradizione”, un numero maggiore di tracciati buoni per i cosidetti “puncheur”, ovvero quegli atleti capaci di fare la differenza su percorsi misti e variegati, caratterizzati soprattutto da salite brevi e spesso con pendenze in doppie cifre. Le grandi ascese, comunque, non mancheranno, soprattutto nella “fetta pirenaica” della prossima Grande Boucle. E soprattutto, sono previsti ben 71 chilometri di cronometro individuale, spalmati in due occasioni. Guardando al recente passato, è quasi un primato.
“”La prima parte di questo Tour de France 2027 si preannuncia molto incisiva – le parole del direttore di corsa, Christian Prudhomme, in un’intervista concessa a L’Équipe – Ha lo stesso spirito di quello del 2025, quaddo partimmo da Lille. La tappa gallese (la terza – ndr) è simile alla Liegi-Bastogne-Liegi, con molte salite ripide, l’ultima delle quali è la Côte de Caerphilly, il cui ultimo chilometro ha una pendenza del 12 pe cento. Poi c’è la tappa del Cotentin, quella di Plumelec e anche quella di Creusot, dove nel 2021 assistemmo a quella magnifica tappa con la fuga di Mathieu van der Poel in Maglia Gialla”.
Prudhomme sottolinea il criterio alla base di questo disegno: “Così abbiamo una serie di tappe pensate non solo per gli scattisti, ma anche per quelli che puntano alla classifica generale. L’idea è quella di trovare ‘salite in pianura’, in modo da permettere a tutte le tipologie di corridori di provare a mettere in mostra le proprie capacità. Noi speriamo che i grandi campioni si facciano vedere sempre, in salita, in pianura, quando c’è vento e nelle cronometro: il sogno è sempre quello di avere i favoriti per la Maglia Gialla in lotta fin dall’inizio e non solo sulle montagne”.
Parlando di cronometro, spiccano, come detto, i 71 chilometri previsti, tutti in gare individuali: “Dal 2012 non ne proponevamo così tanti – le parole di Prudhomme – Ho sempre sognato di vedere sfide fra grandi scalatori e specialisti della cronometro, come succedeva con Bahamontes e Anquetil. Nei nostri anni stiamo assistendo a una sorta di riequilibrio, quando c’è un evidente dominio di un corridore nelle gare contro il tempo, come può essere con Remco Evenepoel. Noi siamo portati a pensare che così ci sia maggiore possibilità che la battaglia duri fino alla fine, sapendo comunque che Tadej Pogačar negli ultimi anni è stato talmente forte da riuscire a volgere i percorsi, qualsiasi questi fossero, a suo vantaggio“.
E le grandi montagne? Non sembrano essere un pensiero primario nella mente di Prudhomme: “Ci sono 6 tappe di montagna, che è un numero abbastanza classico. Poi, però, se guardi alla Montpellier-Mende (la tappa numero 14 – ndr), leggi i posti e non ti viene in mente una tappa di montagna. Ma sarà una giornata con 4300 metri di dislivello, con pendenze ripide, da far girare la testa. Le Alpi e i Pirenei rimangono fondamentali, ma noi vogliamo anche continuare a esplorare e trovare posti nuovi da proporre. Le Alpi? Forse è la prima volta nella storia che non andiamo oltre i 2000 metri quando le tocchiamo, ma alcune combinazioni che ci saranno come quelle del finale della tappa di Les Saisies (la numero 11 – ndr) varranno oro”.
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