Tim Merlier (Soudal Quick-Step): E sono tre. Il belga non ripete gli errori che gli sono costati caro nella volata di ieri e si muove perfettamente, partendo al momento giusto per sfoderare tutta la sua enorme potenza. Nono sigillo stagionale, il terzo in questa edizione della corsa: il punto di riferimento per le volate in questa Grande Boucle è chiaramente lui. La gioia di condividere questo successo con la moglie e il figlio, poi, è la ciliegina sulla torta. E per fortuna che non ha avuto una preparazione invernale semplice.
Filippo Ganna (Netcompany INEOS): Il piemontese va all’attacco per provare a scrivere un finale diverso rispetto a quello, apparentemente già scritto, di una volata di gruppo. Alla fine la sua azione non va in porto e una foratura nel momento chiave della tappa non gli permette di provare un altro attacco nel finale. Finora il suo Tour de France non è stato particolarmente fortunato, ma in più di un’occasione “Top Ganna” sta dimostrando di avere un’ottima gamba.
Lidl-Trek: È vero, ancora una volta il risultato non arriva, ma oggi la formazione tedesca ha il grosso merito di provare a sparigliare le carte in ogni modo. Gee, Skjelmose, Simmons e Pedersen in prima persona cercano a più riprese di non arrendersi a una trama piuttosto scontata, nella quale il danese avrebbe avuto poche possibilità di giocarsi il successo di tappa. Alla fine tutti i tentativi vengono rintuzzati e la maglia verde si deve accontentare di un nono posto: non è detto che avrebbero ottenuto di più, se avessero corso diversamente. Di sicuro ci hanno provato.
Jasper Philipsen (Alpecin – Premier Tech): Niente da fare. Anche stavolta il belga non riesce a capitalizzare un ottimo lavoro di squadra, che gli mette a disposizione ben tre uomini nell’ultimo chilometro. Lanciato egregiamente da Mathieu Van Der Poel, che lo lascia scoperto a poco più di 200 metri dall’arrivo, non trova la velocità di punta per avere la meglio sui due rivali più credibili, da cui viene battuto anche oggi. Se a tappa 12 il terzo posto eguaglia il suo risultato migliore di quest’edizione, vuol dire che qualcosa continua a non funzionare. E di sicuro questo qualcosa non è nel suo treno, almeno oggi.
Biniam Girmay (NSN Cycling Team): Pur sfruttando tutti gli uomini a sua disposizione, l’eritreo non riesce a ottenere il successo di tappa nemmeno oggi. Con il quarto posto di oggi, si piazza per la quinta volta nelle prime sei posizioni di tappa in questo Tour, senza però mai centrare il bersaglio grosso. In una volata secca ogni dettaglio fa la differenza, ma 0 vittorie su 5, con una squadra costruita (quasi) interamente intorno a lui, è uno score da dimenticare. Da apprezzare la costanza, meno l’efficacia.
Max Kanter (XDS Astana Team): La sorpresa di inizio Tour sta piano piano tornando nell’anonimato. Il tedesco, che aveva iniziato con il secondo posto a Pau, fa lavorare la squadra per buona parte della giornata, salvo poi scomparire nel momento decisivo della corsa. Settimo sul traguardo, anche oggi non trova il varco giusto per portare a casa un risultato personale quanto meno auspicabile, visti gli sforzi del team sia nel tenere chiusa la corsa sia nel portarlo nella posizione migliore. Il ridimensionamento prosegue, stavolta in termini negativi.
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