Tour de France 2026, non buttate quella pipì: serve per ottimizzare le prestazioni!

Ogni dettaglio conta al Tour de France 2026. Con il caldo torrido che colpisce l’intera carovana, tutti gli aspetti sono studiati per cercare di supportare al meglio i corridori, che sono chiaramente coloro che soffrono maggiormente in queste lunghe giornate estive della Grande Boucle (tifosi, ovviamente, attenzione a coprirvi bene e restare il più all’ombra possibile, senza dimenticare di idratarvi). Dopo il materasso che gestisce la temperatura ideale fornito ai corridori della UAE Team Emirates XRG, oggi a far parlare è una innovazione che riguardo un altro aspetto fisiologico del nostro corpo, qualcosa che tutti ci troviamo a produrre: l’urina. Un fluido fondamentale che può essere misurato per monitorare alcuni parametri fondamentali (no, non si parla di doping), in particolare riguardo la disidratazione.

Ed è per questo che alcune squadre si sono organizzate e in partenza chiedono ai propri corridori di fare l’ultima minzione sul bus, in modo da poter monitorare i loro parametri e poter adeguare in funzione il programma nutrizionale del giorno, con particolare attenzione ovviamente alla quantità di acqua da bere, ma non solo. A parlarne è il Corriere della Sera, che spiega come sia qualcosa che sta prendendo sempre più piede in gruppo, anche se non tutti, come spesso accade alle novità, sono intenzionati a parlarne per non rivelare aspetti importanti che possono portare benefici.

“Quelli della Caja Rural sono i soli a dichia­rare di aver mon­tato sul bus due Kama­leon, ori­na­toi olan­desi che vanno per la mag­giore in altri sport: ci fai pipì un attimo prima del via e in pochi secondi capi­sci se sei disi­dra­tato e quanto devi bere per non col­las­sare”, scrive dunque Marco Bonarrigo, rivelando un dettaglio non da poco che fa ancora una volta capire quanto l’attenzione sia davvero in ogni piccolo aspetto.

Le urine diventano dunque ora “l’arma migliore per proteggere i loro pupilli dal solleone e dal cambiamento climatico”, anche perché bisogna cercare di evitare l’effetto opposto, ovvero il bere troppo finendo così per avere problemi intestinali che tutti possiamo facilmente immaginare. Chi non si è fornito di questi nuovi strumenti, come la Total Energies, usa sistemi più all’antica, ma che conferma quella che ormai è una attenzione particolare e una necessità crescente: “La pipì viene dosata nelle classiche provette due volte al giorno con un densitometro” per valutare il rischio disidratazione, con il medico che a quel punto decide eventuali soluzioni per aiutare il corridore, non solo con borracce, ma eventualmente fornendo nutrienti “tagliati con sodio e potassio”, oltre a interventi per cercare di abbassare la temperatura corporea.

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