Tadej Pogačar (UAE Team Emirates – XRG): Anno dopo anno dobbiamo aggiornare l’elenco degli aggettivi per questo straordinario corridore. Sul Tourmalet ci regala un’altra impresa straordinaria, con una azione storica che gli permette di mettere subito una seria ipoteca sulla corsa. Nessuno dà l’impressione di poter tenere il suo ritmo e lui fa il bello e il cattivo tempo. Una superiorità disarmante, ma la sensazione è che stiamo vivendo qualcosa di storico per il ciclismo.
Isaac Del Toro (UAE Team Emirates – XRG): Quando un corridore come Pogačar può contare su un apripista di questo livello, diventa davvero difficile per tutti. Il messicano è perfetto in sostegno del capitano e nel finale dimostra di avere ancora energie vincendo la volata dei battuti. Siamo ancora alle prime salite, tutto può cambiare, ma a questo punto viene da pensare che sarà un brutto cliente per tutti coloro che sperano di salire sul podio di Parigi.
Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team): Forse in Francia sognavano di vederlo rispondere agli attacchi di Pogačar, ma bisogna essere realisti. Era il primo vero test in alta montagna in un Grande Giro e lui si è ben comportato. Ha evitato di strafare, tenendo il suo passo e sul Tourmalet si è difeso alla grande, tenendo testa a gente con più esperienza. È un primo passo e non è da escludere che sulle prossime salite possa crescere ulteriormente. Notevole comunque la lucidità con cui ha gestito una tappa durissima.
Jonas Vingegaard (Team Visma – Lease a Bike): Se avesse corso a questo livello tre anni fa, avrebbe guadagnato quasi due minuti su sé stesso e il Pogačar del tempo. Purtroppo per lui è un’epoca diversa. Lo sloveno sembra di un altro pianeta e il danese è costretto a correre di rimessa. Sul Tourmalet era riuscito a limitare i danni, poi tra discesa e finale è naufragato a più di 2 minuti. La corsa verso la doppietta Giro-Tour si fa dura, anche se lui non è disposto ad alzare bandiera bianca.
Remco Evenepoel (Red Bull – BORA hansgrohe): Cambia la preparazione, cambia la squadra, ma il suo livello in salita non è quello dei migliori. Si difende come può, anche con un pizzico di nervosismo, ma la sensazione è che gli manchi qualcosa. Tutte le scusanti del caso, considerando il livello mostruoso che ha espresso Tadej Pogačar, ma quando la corsa è esplosa ha fatto fatica a tenere le ruote anche del compagno di squadra Lipowitz e altri uomini di classifica. Limita i danni, ma non sarà semplice salire sul podio di Parigi.
Tobias Hallad Johannessen (Uno-X Mobility): È il grande assente nel gruppo degli uomini di classifica. Paga oltre 8 minuti da Pogačar in una debacle forse inattesa. Il danese soffre sul Tourmalet e la sua performance è lo specchio di una giornata da dimenticare in casa Uno-X. Oltre al suo risultato negativo, va registrato il crollo, con tanto di caduta, di Torstein Træen che questa mattina era partito in Maglia Gialla.