Tour de France 2026, Top/Flop del Giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2026.

  • Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG): È vero che Pogačar gli “concede” la vittoria, ma è altrettanto vero che, anche senza il compagno di squadra a fargli da scorta, il talentuoso messicano avrebbe quasi certamente vinto lo stesso. Devastante la sua accelerazione nelle ultime centinaia di metri, alla quale solo lo sloveno avrebbe potuto rispondere, mentre non riescono a farlo né Vingegaard, né Evenepoel. Il 22enne conquista così la sua trentesima vittoria in carriera e la prima al Tour: molto probabilmente, la prima di molte.
  • Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG): Il gran lavoro di Brandon McNulty nei primi due giri del circuito finale sembrava finalizzato a un attacco del fenomeno sloveno, che invece aveva un’altra idea in testa. Nel finale ne avrebbe per togliersi tutti quanti di ruota, invece sceglie di lasciare spazio al compagno di squadra Del Toro, controlla che nessuno possa insidiarlo e chiude secondo festeggiando, prendendosi anche 6″ di abbuono che gli permettono di dimezzare lo svantaggio da Vingegaard.
  • Mattias Skjelmose (Lidl-Trek): È praticamente l’unico a tentare di inventarsi qualcosa nel finale, attaccando in contropiede a circa 1700 metri dalla conclusione. Il tentativo non va a buon fine a causa di un super Del Toro, ma nelle ultime centinaia di metri ha la forza per andare a prendersi un buon piazzamento, regolando il resto dei big con un distacco di 3″ dai primi quattro.
  • Antonio Tiberi (Bahrain Victorious): Ieri, nella cronosquadre, era riuscito a contenere abbastanza bene i danni, oggi invece paga un passivo pesante al traguardo, cedendo quasi sei minuti agli altri big e compromettendo così le sue possibilità di fare classifica. Il circuito finale non era particolarmente adatto alle sue caratteristiche, ma perdere contatto già al primo giro (e, dopo essere riuscito a rientrare, anche al secondo) da un gruppo di una quarantina di corridori non è certamente un buon segnale.
  • Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team): L’arrivo era proprio uno dei suoi e lui ci credeva parecchio, tanto da aver messo in testa al gruppo anche qualche compagno di squadra in alcuni frangenti della tappa. Poi, però, nel momento in cui il gioco si fa duro sembra faticare a tenere la posizione necessaria per ambire a qualcosa di grande. Si vede a sprazzi, ma quando i “pesi massimi” accelerano a lui rimane il decimo posto sull’ordine d’arrivo.
  • Kévin Vauquelin (Netcompany Ineos): Le strategie della squadra britannica non parevano chiarissime fin dalla vigilia, tanto che si è parlato anche di prendere le 21 tappe del Tour come “21 corse separate”. La prestazione del francese, settimo nella generale del Tour 2025, non fa altro che dare corpo a questa strategia, visto che il divario incassato lungo le rampe del Montjuïc è davvero pesante. Contando che Egan Bernal era già saltato durante la cronosquadre e che Thymen Arensman ha accumulato ritardo in entrambe le tappe disputate finora, la classifica generale sembra ora l’ultimo dei pensieri della formazione inglese.

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