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Pagelle Tour Down Under 2019, Impey perfetto e Porte una garanzia – Bevin sfortunato, Ewan ingenuo

Daryl Impey (Mitchelton-Scott), 10: Fa tutto quello che deve fare per vincere. Nelle prime tappe guadagna diversi secondi di abbuono tra sprint intermedi e bonus al traguardo, non si distrae mai e vince anche la quarta tappa con una bella volata di forza. Nella frazione finale di Willunga Hill sa che deve difendersi, ma riesce addirittura a non perdere nessun secondo nei confronti di scalatori come Porte e Poels. Se l’anno scorso aveva vinto grazie ai piazzamenti, quest’anno ha trionfato da padrone, dimostrando una consapevolezza nei propri mezzi sempre maggiore.

Patrick Bevin (CCC Team), 8,5: Il suo sogno di conquistare la classifica generale si infrange il penultimo giorno. Il neozelandese, che stava subito dando grande visibilità alla nuova squadra, cade nella quinta tappa mentre indossa la maglia di leader e ne paga le conseguenze il giorno seguente, naufragando nel primo passaggio a Willunga Hill. Rimane comunque una settimana molto positiva per lui, vista anche la vittoria nella seconda tappa, e la conferma di poter ambire al ruolo di capitano della sua squadra in alcune corse di questo lungo anno che ci attende.

Richie Porte (Trek-Segafredo), 8,5: Come sempre gli abbuoni nelle prime tappe lo penalizzano in termini di classifica generale. Il tasmaniano, neanche a dirlo, si impone a Willunga Hill per la sesta volta consecutiva, pur non facendo il vuoto come successo negli anni passati. Per lui si tratta del quarto secondo posto finale, con il successo del 2017 che per ora rimane l’unico. In questa edizione, per il modo in cui ha corso, è sembrato accontentarsi di vincere per l’ennesima volta in cima alla salita simbolo della corsa.

Wout Poels (Team Sky), 8: Anche lui corre in attesa di Willunga Hill. Nella frazione finale decide di mettere la squadra alla frusta, aprendo le ostilità per primo, addirittura nel primo passaggio della salita, e dando spettacolo per i tifosi. Alla fine arriva un secondo posto di tappa e un terzo in classifica generale. Visto il percorso, era difficile chiedergli di più. Riesce comunque a sfruttare una delle rare chance che avrà per correre per la gloria personale.

Luis León Sánchez (Astana), 7,5: Grande protagonista per tutta la settimana, alla vigilia dell’ultimo giorno era tra i favoriti per la vittoria finale. Su Willunga Hill, però, non riesce a tenere le ruote dei primissimi e alla fine si vede sfuggire il podio per appena due secondi. All’alba della sua 17ª stagione da professionista, dimostra di esserci ancora, sia fisicamente che mentalmente, lottando a lungo per ripetere il successo ottenuto ormai 15 anni fa.

Peter Sagan (Bora-hansgrohe), 7,5: Non è ancora nelle migliori condizioni, ma riesce comunque a lasciare subito il segno. In una corsa in cui non era mai riuscito a brillare particolarmente, lo slovacco sfrutta una tappa mista, in cui i velocisti più puri non riescono a tenere il ritmo, per far valere la sua potenza nel finale. Considerando che punta a riconquistare la maglia iridata nello Yorkshire a settembre, per lui si prospetta un lungo 2019, che è comunque cominciato sotto i migliori auspici.

Rohan Dennis (Bahrain-Merida), 7,5: Si vede poco, soprattutto a causa del percorso a lui poco consono, ma a Willunga Hill dimostra di essere già pimpante. Chiude quarto la frazione conclusiva, dove invece ci si attendeva un Domenico Pozzovivo (5,5) andato un po’ fuorigiri, salendo del suo passo e portandosi a casa un incoraggiante quinto posto finale. In attesa di corse a lui più adatte, la prima corsa a tappe con la nuova maglia può lasciarlo soddisfatto.

Chris Hamilton (Team Sunweb): 7,5: La squadra tedesca si affida ai giovani di casa e viene ben ripagata. Insieme a Jai Hindley (7) e Michael Storer (6,5) è grande protagonista durante tutta la corsa, chiude sesto finale, e si aggiudica anche la maglia di miglior giovane. La Sunweb può dormire sonni tranquilli, sapendo di avere giovani di talento tra le proprie fila.

Elia Viviani (Deceuninck-Quick-Step), 7: Il veronese riparte da dove aveva chiuso l’anno passato. Vince la prima volata in scioltezza, ma poi non riesce a ripetersi il giorno dopo e soprattutto nella quinta tappa, quando non riesce a sfruttare il grande lavoro dei suoi compagni. Dopo il 2018 stellare, le aspettative su di lui sono ovviamente altissime. Anche l’anno scorso, comunque, aveva cominciato con una vittoria in Australia…

Jasper Philipsen (UAE-Emirates), 7: È il vincitore a sorpresa della quinta tappa, dopo la squalifica di Ewan. Il 20enne belga debutta nel WorldTour nel miglior modo possibile e per tutto il resto della stagione sarà inevitabilmente un osservato speciale. Il picco di velocità in volata dimostrato questa settimana è davvero notevole: siamo di fronte ad uno dei migliori sprinter della nuova generazione?

Ruben Guerreiro (Katusha-Alpecin), 7: Un altro giovane talento che si è messo in luce. Già l’anno passato aveva dimostrato di apprezzare questa corsa, ma quest’anno ha fatto un passo avanti chiudendo ottavo finale. Corre perlopiù di rimessa, ma il portoghese dimostra di avere le qualità per ritagliarsi il suo spazio in questo mondo.

Diego Ulissi (UAE-Emirates), 6,5: Raramente nel vivo della corsa, rimane comunque sempre a ridosso dei migliori e alla fine porta a casa un discreto nono posto che può dargli nuova linfa per il resto della stagione. In passato era riuscito a fare anche meglio su queste strade, ma dopo un 2018 abbastanza negativo, era importante portare a casa subito un piazzamento. Per la UAE, nella Top 20 hanno chiuso anche Tadej Pogačar (6,5), che nella prima uscita da professionista coglie subito un discreto piazzamento, e Jan Polanc (6).

Danny Van Poppel (Jumbo-Visma), 6,5: Tanti piazzamenti ma niente gloria per l’olandese. Per quanto ci provi, trova sempre qualcuno di più veloce sulla sua strada. Encomiabile anche il fatto di provare ad andare in fuga nella tappa di Willunga Hill, dove tra l’altro è il penultimo ad arrendersi al ritorno del gruppo, per cercare, invano, di guadagnare punti e ribaltare la classifica a punti, vinta da Bevin.

Michael Woods (Education First), 6: Tra i grandi favoriti per la frazione conclusiva, non riesce a seguire l’allungo di Porte, rimbalzando poi al settimo posto. Visti i segnali lanciati nelle prime tappe, in cui era pronto a farsi vedere non appena la strada si inerpicava un po’, era lecito attendersi qualcosa in più. Ancora una volta, però, la medaglia di bronzo di Innsbruck dimostra di non volersi tirare mai indietro.

Jakub Mareczko (CCC Team), 6: Riesce a sprintare solo una volta, nella prima tappa, e conclude terzo alle spalle di Viviani e Max Walscheid (6,5). Aveva dichiarato di voler vincere, non ci è riuscito, ma ha dato prova di aver un discreto colpo di pedale. Deve riuscire a trovare sintonia col suo treno, in modo da arrivare a fare le volate con più costanza.

George Bennett (Jumbo-Visma), 5,5: Queste sono le sue latitudini, ma stavolta non riesce a brillare. Complice un percorso poco adatto alle sue caratteristiche, fa fatica a mettersi in mostra e trovare un terreno adatto alle sue doti di scalatore. A Willunga Hill, però, era uno dei favoriti, e invece è una delle sorprese in negativo, visto che paga l’attacco di Porte e chiude 16°.

Tom-Jelte Slagter (Dimension Data), 5: L’olandese negli ultimi anni ci aveva abituato ad andare forte in questa corsa (praticamente solo in questa), ma stavolta non si vede neanche qua. Perde diverso tempo nelle prime tappe e non gli basta un discreto nono posto in cima a Willunga Hill per portarsi a casa la sufficienza.

Caleb Ewan (Lotto Soudal), 5: L’enfant du pays era attesissimo e invece si vede costretto a tornare a casa con un pugno di mosche in mano. Nella prima tappa rimane intasato in mezzo al gruppo e non riesce a disputare lo sprint, nella seconda, invece, viene sverniciato a sorpresa da Bevin. Nella quinta, quando finalmente riesce a sprigionare tutta la sua potenza e vincere con apparente facilità, viene squalificato dalla giuria per un doppia testata a Philipsen (poi dichiarato vincitore) durante la preparazione dello sprint, nel cercare di prendere la posizione. Un’ingenuità che rende amara la sua trasferta sulle strade di casa, a maggior ragione dopo il successo nel Down Under Classic di apertura.

Mathew Hayman (Mitchelton-Scott), 10: Chiude la sua lunga carriera sulle strade di casa, una festa di una settimana in cui si conferma grande professionista al servizio del team, partecipando così attivamente al lavoro in favore del suo capitano, capace di bissare il successo dello scorso anno.  Chiudere la carriera vincendo è sempre speciale.

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