Pagelle Tirreno-Adriatico 2026: Del Toro e Van Der Poel si confermano al top, Pellizzari fa sognare, Ganna efficace, Valgren memorabile – Van Aert incompiuto, Tiberi e Carapaz nell’ombra
Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG), 10: Il messicano rispetta il pronostico e conquista la Tirreno-Adriatico 2026 al termine di una prestazione complessiva di alto livello. Si è sempre fatto trovare pronto in tutti i momenti chiave delle tappe principali, a partire dallo sterrato di San Gimignano, confermandosi corridore completo. Persa la Maglia Azzurra a Martinsicuro per l’abbuono di Pellizzari, ha subito reagito, staccando i rivali a Mombaroccio e poi centrando il successo a Camerino. Tutto questo è arrivato nonostante non stesse al meglio, come ha spiegato alla fine, altrimenti il suo dominio potrebbe essere stato ancora maggiore.
Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Premier Tech), 9,5: La capacità di centrare sempre l’obiettivo del neerlandese è davvero unica. Anche in questa Corsa dei Due Mari ha saputo trovare l’acuto al momento giusto, dimostrandosi il più forte sugli sterrati di San Gimignano e poi dominando lo sprint sul traguardo di Martinsicuro. Due vere e proprie dimostrazioni di forza sui due terreni a lui più congeniali, superando una concorrenza comunque di alto livello. A questo si aggiunge anche l’ormai consueto lavoro in supporto al compagno Jasper Philipsen nelle tappe meno impegnative, in una settimana in cui è davvero sempre stato presente quando contava.
Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe), 9: Il marchigiano è stato uno dei grandi protagonisti di questa edizione e per il ciclismo italiano si tratta di un’ottima notizia. In questa Tirreno-Adriatico ha potuto provare l’emozione di indossare la prima maglia di leader in una grande corsa, ma sopratutto ha dimostrato a tutti di poter essere il capitano della propria squadra, nonostante la presenza di due campioni come Roglič e Hindley. Oltre al podio finale, ciò che resterà impresso è la determinazione mostrata in tutte le tappe, andando anche oltre i problemi fisici che lo hanno condizionato, con una tendinite emersa durante la corsa. Deve ancora crescere, sopratutto dal punto di vista tattico, ma il futuro può essere suo.
Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike), 9: Lo statunitense chiude in crescendo e si prende il secondo posto grazie all’abbuono nel traguardo volante dell’ultima tappa. Sicuramente la gestione degli sforzi è stata impeccabile, riuscendo a conservare al meglio le energie nelle ultime tappe decisive. Ha reagito bene dopo la caduta nella tappa degli sterrati, facendosi trovare pronto nei due arrivi in salita. Dopo due anni in trionfo alla Parigi-Nizza, riesce quindi a lasciare il segno anche nella Corsa dei Due Mari.
Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), 8: Conferma importante per il norvegese, che parte bene in questa stagione, dopo che lo scorso anno riuscì a chiudere sesto al Tour de France. È stato il più costante a livello di risultati in questa settimana, chiudendo in top5 quattro tappe e restando quindi sempre con i migliori nei traguardi decisivi. Di particolare rilievo la rimonta sulla salita di Camerino, in cui è riuscito a chiudere secondo superando all’ultimo Jorgenson.
Michael Valgren (EF Education-EasyPost) 8: Ritrova il successo dopo cinque anni, riuscendo a resistere al rientro dei migliori dopo una lunga fuga nella tappa di Mombaroccio. Una prestazione eccellente, in cui ha saputo gestire alla perfezione le energie e staccare tutti i rivali di ruota, tra cui un nome del calibro di Alaphilippe. Una vittoria che rappresenta una rinascita dopo anni difficili.
Filippo Ganna (Ineos Grenadiers), 7,5: Fa quello che deve fare dominando la crono di Lido di Camaiore a una media record e gestendo poi le forze in vista della Sanremo, testandosi comunque nella tappa con arrivo a Martinsicuro, dove supera brillantemente l’ultimo strappo assieme ai migliori e poi prova il colpaccio nel finale, e in quella di Camerino, dove va in fuga da lontano.
Jan Christen (UAE Team Emirates RG), 7,5: Il giovane svizzero si dimostra un corridore prezioso per il suo team, dando un grande supporto a Del Toro per centrare il successo. Inoltre ci prova in prima persona nella quarta tappa con una bella azione nell’ultimo chilometro.
Jonathan Milan (Lidl-Trek), 7: Ancora una volta va a segno a San Benedetto del Tronto, con il successo nella tappa finale per il terzo anno consecutivo. Una vittoria che conferma l’ottimo stato di forma, essendo il centro sesto stagionale. A differenza di quanto avvenuto ad AlUla e UAE Tour non riesce però nella doppietta, sbagliando i tempi nello sprint di Magliano de’ Marsi, in cui parte troppo presto e si ferma con il vento contrario.
Giulio Ciccone (Lidl-Trek), 7: La costanza è spesso stata il tallone d’Achille dell’abruzzese, che invece in questa settimana è riuscito a dare continuità alle proprie prestazioni, pur senza trovare l’acuto. Non ha fatto una corsa appariscente come spesso, evitando attacchi forzati e concentrandosi più sulla gestione. Il risultato finale è positivo, piazzandosi sempre con i migliori e ottenendo un sesto posto in generale che fa ben sperare per il prosieguo della stagione.
Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM), 7: La vittoria di tappa a Magliano de’ Marsi conferma la grande crescita del classe 2002 danese ormai diventato un punto di riferimento tra i velocisti del massimo circuito. Nello sprint ha saputo muoversi perfettamente, sfruttando la scia di Jonathan Milan e lanciando la propria volata con un tempismo perfetto. Nella tappa conclusiva chiude invece solamente sesto.
Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team), 7: Il francese nonostante l’età non perde la voglia di provarci sempre e anche in questa corsa lo vediamo protagonista con diversi attacchi, tra cui quello a Mombaroccio dove è stato protagonista dell’azione decisiva insieme a Valgren, pur non riuscendo a restare con lui nel finale.
Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United), 7: Il 26enne francese trova buone gambe in questa settimana e si rende protagonista di una lunga fuga a Camerino, oltre a diversi piazzamenti con i migliori, che lo portano a chiudere in 16ma posizione in classifica.
Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe), 6,5: Lo sloveno si è trovato a dover fare un ruolo atipico in questa corsa: quello del gregario di lusso. Forse sulla carta doveva essere lui il capitano, considerando che aveva già vinto due volte la Corsa dei Due Mari, ma poi Pellizzari si è guadagnato subito la leadership su strada. Bisogna dare atto che ha subito accettato questo ruolo, aiutando anche il marchigiano, anche se in verità non è riuscito a fare la differenza. Con la sua esperienza riesce comunque a chiudere in top5 in classifica.
Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), 6,5: Il colombiano si è ritrovato di fatto il capitano unico del team, vista l’uscita di classifica di Tiberi. Dopo la vittoria del Trofeo Laigueglia ci si poteva aspettare qualcosa di più, sopratutto in termini di tentativi di attacco per centrare la vittoria di tappa. Invece non è riuscito a trovare il colpo di pedale migliore, se non a Camerino, dopo ha chiuso sesto, riuscendo così a risalire al settimo posto in classifica generale.
Ben Healy (EF Education-EasyPost), 6,5: C’è praticamente una certezza quando l’irlandese partecipa a una corsa: almeno una volta proverà a vincere con un attacco. Questa Tirreno-Adriatico non fa eccezione, visto che ha provato l’azione in solitaria nella tappa di Camerino, pur non riuscendo a resistere al rientro dei rivali. Nel complesso la prestazione è positiva, con un ottavo posto in classifica che certifica la sua presenza fissa nel gruppetto dei migliori, anche se la vittoria di tappa era l’obiettivo principale.
Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team), 6,5: Primo risultato significativo per il 22enne dopo il passaggio nel WorldTour in seguito alla crescita con la Bardiani CSF Faizanè. La top10 in classifica generale è sicuramente un piazzamento di spessore, ma probabilmente sono state più importanti le prestazioni, soprattutto quella sullo sterrato di San Gimignano, che lasciano ben sperare per vederlo nuovamente protagoniste nel resto della stagione.
Andrea Vendrame (Team Jayco AlUla), 6,5: Conferma il suo feeling con la Corsa dei Due Mari e ottiene diversi piazzamenti positivi nelle tappe principali tra cui il quinto sullo sterrato di San Gimignano. Arriva infine anche un undicesimo posto in classifica generale.
Alan Hatherly (Team Jayco AlUla), 6,5: Il campione del mondo di mountain bike prosegue il suo percorso di crescita su strada e centra un altro buon risultato, con un tredicesimo posto finale frutto di una prima metà positiva e di una seconda un po’ calante.
Magnus Sheffield (Ineos Grenadiers), 6: Lo statunitense apre con un ottimo quarto posto nella cronometro inaugurale, poi però non riesce a restare con i migliori nelle tappe successive, trovando un parziale riscatto nella tappa di Camerino, riuscendo così a chiudere nono nella generale.
Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike), 6: La sensazione di un altra occasione persa è stata confermata dallo stesso belga, che non è mai riuscito a trovare l’acuto, a differenza dello storico rivale Van Der Poel. Per lui l’unico piazzamento significativo è il quinto posto nello sprint ristretto di Martinsicuro, dove ha però sbagliato i tempi.
Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) 5,5: Le grandi ambizioni di vittoria del belga svaniscono, che interrompe così la striscia di vittorie in questa corsa. Dopo il terzo posto nella volata di Magliano de’ Marsi, viene messo fuori gioco da una caduta in quella conclusiva di San Benedetto del Tronto, dovendo dire addio alle possibilità di giocarsi il successo.
Paul Magnier (Soudal Quick-Step) 5,5: Discorso analogo per il francese, visto che anche lui era tra i favoriti per cogliere un successo allo sprint alla vigilia, mentre dopo il quarto posto a Magliano de’ Marsi deve anche lui dare forfait per la caduta nell’ultima tappa.
Javier Romo (Movistar), 5,5: Ci si aspettava di più dallo spagnolo, che possedeva le caratteristiche per fare bene in diverse tappe, invece si limita ad ottenere dei piazzamenti a ridosso della top10, chiudendo così dodicesimo in classifica.
Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), 5,5: L’ecuadoregno non è di fatto mai protagonista, nonostante partisse con chiari ambizioni di classifica generale. Sempre piazzato nelle prime venti posizioni, ma senza mai riuscire a tenere il passo dei migliori nel momento decisivo.
Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team), 5,5: Anche l’australiano chiude con un risultato finale (14°) decisamente inferiore alle aspettative inziali. Ha pagato dazio soprattutto sullo sterrato di San Gimignano, non riuscendo poi a rientrare tra i migliori.
Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), 5: Il terzo classificato della scorsa edizione parte bene, con una buona prestazione nella crono di Lido di Camaiore, limita le perdite in una tappa insidiosa come quella di San Gimignano, ma poi si spegne gradualmente fino a naufragare. Da capire se abbia avuto qualche problema fisico o di salute o se si tratti di un calo fisiologico dopo l’ottimo inizio di stagione.
Lennert Van Eetvelt (Lotto-Intermarché), sv: Caduto malamente alla Strade Bianche, il belga prova comunque a partire e affronta la crono inaugurale, ma poi deve optare per il ritiro il giorno seguente vista la sofferenza.
Thymen Arensman (Ineos Grenadiers), sv: Partito forte con il secondo posto nella cronometro, ma poi cade nella tappa dello sterrato e compromette così la sua corsa, non riuscendo più a recuperare.
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