Le 10 Scommesse del 2025, 1: Tom Pidcock
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Con la stagione ormai iniziata, è arrivato il momento di osservare, tra rinnovi di contratto e trasferimenti clamorosi, quali saranno i corridori più attesi di questo 2025. Anche quest’anno vi proponiamo dunque il nostro ormai consueto articolo riguardo le 10 Scommesse della stagione, che ci permetterà di analizzare alcuni dei movimenti più interessanti del CicloMercato 2025. Sono molti e diversi fra loro i profili degli atleti selezionati dalla nostra redazione al termine di una votazione interna: dal giovane pronto a consacrarsi tra i grandi, al corridore più maturo che vuole rilanciarsi e lasciare ancora il segno, passando per grandi ritorni che possono sbocciare in stagioni magnifiche o in grandi delusioni, o in nuovi matrimoni in cui tutti gli equilibri sono ancora da trovare.
1. Tom Pidcock (Q36.5 Pro Cycling Team)
Anche l’inglese, come altri illustri colleghi presenti in questa classifica, ha scelto di lasciare una formazione WorldTour, peraltro una delle più importanti, per trovare posto in una squadra di categoria Professional, seppur decisamente ambiziosa. Il suo rapporto con la Ineos era arrivato evidentemente al limite e così, nell’arco dell’inverno, si è materializzata la trattativa di CicloMercato che lo ha portato a sposare la causa della realtà svizzera, desiderosa di aumentare il proprio peso in gruppo, anche in termini di inviti. L’inizio della stagione è stato peraltro perfetto, con l’inglese che ha vinto due tappe e la classifica generale della prima corsa affrontata con i nuovi colori, l’AlUla Tou, dando l’idea di essersi calato subito nel nuovo ruolo di capitano indiscusso e di gradire molto l’atmosfera nel gruppo. La forma e le ambizioni del corridore britannico andranno comunque valutate su palcoscenici ancora più qualificati, a fronte soprattutto di una concorrenza più agguerrita. L’altra incognita, pesante, rimane poi il discorso-calendario, dato che le possibilità del 25enne di Leeds dipenderanno molto dalle scelte dei vari organizzatori, soprattutto in chiave Grandi Giri. Il morale, comunque, è alto e il talento è indiscutibile: da questi due ingredienti potrebbero scaturire piatti davvero gustosi, per lui e per la squadra.
2. Simon Yates (Visma | Lease a Bike)
Un cambio di maglia, per un corridore che in carriera ha vinto un Grande Giro, è sempre un momento significativo. Nel caso dell’inglese, rappresenta una vera e propria svolta a una carriera che finora lo aveva visto sempre in azione con i colori di quella che oggi è la Jayco-AlUla e ai tempi del suo primo anno in gruppo si chiamava Orica GreenEdge. Vincitore della Vuelta 2018, terzo al Giro 2021 e quarto al Tour 2023, l’atleta di Bury chiude quindi una fruttuosa esperienza durata 11 stagioni e si getta in un nuovo scenario, decisamente diverso rispetto al precedente. Nella nuova sistemazione, quella di una delle squadre che dominano la scena mondiale, l’inglese dovrà alternarsi fra ruoli di capitano designato e lavori in funzione di un “super-capitano”, ovvero quello Jonas Vingegaard che andrà a caccia del terzo Tour de France della carriera, proprio con Yates accanto a fargli da scudiero. La mossa di Simon ricalca praticamente del tutto quella fatta dal gemello Adam, che nel 2023 scelse di unirsi alla UAE, ottenendo da allora soddisfazioni di peso, sia da uomo di riferimento che da “gregario”. I due peraltro dovrebbero trovarsi di fronte, in ruoli “gemelli”, proprio al Tour, parti integranti della grande sfida Vingegaard-Pogačar: una sfida nella sfida che renderà la stagione ancora più interessante.
3. Julian Alaphilippe (Tudor)
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Dopo un decennio trascorso nelle fila della Soudal Quick-Step e le ultime annate con più bassi che alti, l’ex campione del mondo scende anche lui di categoria come il nuovo compagno di squadra Hirschi e va in cerca di rilancio nella formazione di Fabian Cancellara, che scommette sul recupero di un corridore che nel 2024 è comunque tornato a far vedere un paio di sprazzi del suo grande talento, puntando anche sulla sua esperienza per affiancare i giovani del team. Un nuovo ambiente che potrebbe permettere al 32enne transalpino di ripartire con rinnovate ambizioni e aiutarlo a riavvicinarsi ai livelli di qualche anno fa per tornare a essere competitivo nelle corse più importanti, da affrontare con quella grinta e quello spirito offensivo che spesso hanno caratterizzato i suoi successi più belli e che sono un po’ mancati nelle ultime stagioni.
4. Marc Hirschi (Tudor)
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Lasciare la squadra numero uno al mondo e scendere di categoria per trovare più spazio per le ambizioni personali: è questa la scommessa fatta dal 26enne elvetico, che alla UAE si ritrovava inevitabilmente chiuso dal fenomeno Pogacar nelle classiche più importanti, dovendo così “ripiegare” spesso su corse di secondo piano per poter fare il capitano. Alla Tudor, invece, non ci dovrebbero essere di questi problemi per il nativo di Berna (nonostante la presenza in squadra di Alaphilippe), che potrà così andare a caccia di quella grande classica che ancora manca nel suo palmares. La sfida non sarà semplice, soprattutto perché, pur essendo in crescita, la compagine svizzera non ha sicuramente la stessa profondità del team emiratino, ma nella formazione di Fabian Cancellara il classe 1998 potrebbe trovare l’ambiente giusto per esprimere finalmente il suo massimo potenziale.
5. Ethan Hayter (Soudal Quick-Step)
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Dopo una prima parte di carriera passata tutta nell’alveo della Ineos Grenadiers, il britannico ha deciso di cambiare aria, non facendo mistero del fatto che l’ambiente di quella che era stata la sua casa agonistica non era più di suo gradimento. Reduce da un bienno avaro di soddisfazioni, soprattutto se i risultati venivano paragonati a quanto fatto invece nei primi anni della sua esperienza da pro’, il 28enne londinese ha deciso di intraprendere un nuovo cammino, spostandosi in una squadra tradizionalmente molto adatte agli stoccatori e, in generale, ai cacciatori di tappe. Da vedere se il cambiamento produrrà gli effetti voluti, soprattutto dal corridore, che però ha già avuto qualcosa di ridire sul fatto di non essere stato pre-selezionato per alcuno dei tre Grandi Giri previsti dal calendario. Chissà che la squadra non voglia prima testarlo effettivamente sul campo, prima di ritagliargli addosso il programma definitivo.
6. Caleb Ewan (Ineos Grenadiers)
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Ormai è una scommessa quasi abituale. Il velocista australiano è stato protagonista di uno degli ultimi, in termini cronologici, colpi di scena di CicloMercato, dato che ha lasciato la Jayco-AlUla di fatto a stagione già iniziata, per andare a occupare una casella nell’organico della formazione britannica, che cercava un uomo da poter lanciare nelle volate di gruppo. Le incognite, però, sono tante, vuoi per via di un assetto, quello della squadra, tutto da valutare in termini di finali veloci, e vuoi per quelle che potranno essere le condizioni generali del 30enne di Sydney, che nelle ultime due annate ha portato a casa solo quattro vittorie complessive, per di più in corse non di primissimo piano. Insomma, entrambe le parti sono in cerca di rilancio e sembrano essere spinte dalla voglia di rivincita, rispetto al recente passato: possibile che sia proprio questa la molla che spinga, di nuovo, il velocista australiano verso quei successi che è stato capace di ottenere in passato.
7. Maxim Van Gils (Red Bull – Bora – hansgrohe)
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Il belga è stato uno dei grandi casi del CicloMercato appena concluso, dopo lo strappo che lo ha portato ad allontanarsi dalla Lotto, formazione che lo ha visto crescere e affermarsi, prima della scadenza naturale del contratto e che lo ha invece avvicinato alla superpotenza Red Bull-Bora-hansgrohe. La squadra di licenza tedesca ha fatto un notevole sforzo economico per assicurarsi da subito le sue prestazioni, puntando su di lui per le classiche di un giorno e per le corse a tappe di una settimana più adatte alle sue caratteristiche. Negli anni il corridore di Brasschaat è diventato uno dei migliori stoccatori su traguardi complicati, come ha testimoniato la sua notevolissima primavera 2024, e le aspettative nei suoi confronti sono molto elevate, compatibilmente con quella che potrà essere la divisione dei ruoli all’interno di un organico molto profondo e competitivo.
8. Johannes Staune-Mittet (Decathlon AG2R La Mondiale)
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Ha appena compiuto 23 anni, ma intorno a lui c’è già la latente impressione che non abbia raccolto quel che ci si poteva aspettare. Impressione che peraltro sembra essere consolidata dal fatto che una squadra forte e tradizionalmente molto attenta ai giovani talenti come la Visma|Lease a Bike abbia deciso di non confermarlo alla fine della scorsa stagione. Così, il norvegese, che da giovane ha vinto il Giro Next Gen 2023 ed ha chiuso secondo il Tour de l’Avenir 2022, proverà a rilanciare, o per meglio dire, a lanciare definitivamente la sua carriera da pro’ con la maglia di una formazione sulla cresta dell’onda. Con la nuova maglia, il ragazzo di Lillehammer avrà probabilmente uno spazio di manovra maggiore in termini di gradi di importanza nell’ambito dell’organico e potrà magari modulare a suo piacimento il calendario, andando a caccia di risultati pesanti nelle corse più adatte alle sue qualità da scalatore resistente.
9. Kasper Asgreen (EF Education-EasyPost)
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Tra i protagonisti delle classiche del Nord per un paio di stagioni, tanto da riuscire addirittura a battere Mathieu Van Der Poel al Giro delle Fiandre 2021, il danese è entrato un po’ in una spirale negativa nel momento in cui la Soudal Quick-Step ha iniziato a essere meno competitiva in queste gare. Per il classe 1995, anche buon cacciatore di tappe come dimostra il successo ottenuto al Tour de France 2023, è arrivata quindi la decisione di cambiare aria per provare a rilanciarsi nelle corse del pavé e, più in generale, dopo un 2024 non particolarmente positivo, scegliendo di firmare per la EF Education-EasyPost, a sua volta in cerca di un leader per quelle classiche dopo l’addio di Alberto Bettiol. L’obiettivo, per lui e per il team, è quello di ritrovarsi e tornare a essere quel corridore da primissimi posti nelle gare di un giorno più importanti, dove la squadra non vince da tanto tempo.
10. Lennard Kämna (Lidl-Trek)
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Ottimo scalatore e cacciatore di tappe, capace di vincere in tutti e tre i Grandi Giri, ma anche di piazzarsi nelle corse di una settimana ed essere utile al servizio dei compagni di squadra, il 28enne tedesco arriva da un 2024 che per lui non è praticamente esistito a livello agonistico. Un grave infortunio riportato in allenamento a inizio aprile gli infatti impedito di correre per tutta la scorsa stagione (a eccezione di 13 giorni di gara precedenti all’incidente), costringendolo a un lungo recupero e a ricominciare praticamente da zero. A scommettere sulla sua ripresa è la Lidl-Trek, fiduciosa che l’ex Sunweb e Bora-hansgrohe possa tornare al suo livello e a mostrare quelle qualità che negli ultimi anni lo hanno reso un corridore temibile in fuga e nelle giornate altimetricamente più impegnative, dimostrando, prima dell’infortunio, una continua crescita anche come uomo di classifica.
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