I 10 neopro’ più attesi del 2026, 1: Jarno Widar
Andiamo a scoprire anche per il 2026 chi sono i 10 neoprofessionisti più attesi. Come per ogni inizio di stagione, la redazione di SpazioCiclismo è andata ad analizzare tutti i giovani talenti che si affacciano per la prima volta in gruppo, selezionando i dieci da cui ci possiamo attendere i risultati più interessanti non solo quest’anno, ma anche nella loro carriera. La classifica sarà proposta a ritroso fino ad arrivare al primo, che verrà indicato domenica sera. Ricordiamo che, come sempre, la nostra graduatoria si basa su una votazione interna della redazione, in cui è stata stilata una media delle top-10 proposte da ogni redattore: non sono solo i risultati ottenuti finora a stabilire le gerarchie indicate da ogni votante.
1. Jarno Widar (Lotto-Intermarché)

Negli Under-23 ha dominato in lungo e in largo, vincendo su più terreni. Adesso arriva il difficile, ovvero ripetersi tra i professionisti. Il classe 2005 però sembra avere tutte le qualità necessarie per fare benissimo anche tra i grandi: talento in salita, una voglia di vincere talmente forte da sembrare ossessione e la sfrontatezza giusta per lottare con i migliori. Tra gli Under 23 ha vinto un po’ tutto: Giro Next Gen 2024 (mancando la doppietta nel 2025 solo per una brutta caduta), Flèche Ardennaise, Liegi-Bastogne-Liegi, Campionato Europeo, Giro della Valle d’Aosta, due tappe all’Avenir (dove ha chiuso secondo nella generale), e chi più ne ha più ne metta. L’anno scorso, a 19 anni, ha sfiorato la vittoria tra i pro’ con il secondo posto di tappa alla Coppi e Bartali, dove ha vinto la volata di gruppo dietro Paul Double. Insomma, il belga è in cima a questa classifica perché siamo convinti che abbia la qualità per vincere tra i pro’ anche da subito e fare molto bene in futuro. Lui allontana le voci di chi vorrebbe indicarlo come uomo di classifica nei Grand Tour, spiegando di preferire le Classiche delle Ardenne. E se riuscisse a essere protagonista in entrambi già nei prossimi anni?
2. Jakob Omrzel (Bahrain Victorious)

Per evitare ogni tipo di equivoco, e anche per scansare, comprensibilmente, delle pressioni non necessarie, lui ha già detto più volte di non sentirsi il nuovo Tadej Pogačar, etichetta a dir poco pesante. Con il fenomeno della UAE Team Emirates XRG, ha sì in comune la nazionalità e l’approdo al professionismo in giovanissima età, ma le caratteristiche sembrano essere abbastanza diverse. Al netto di uno sviluppo ancora da completare, il 19enne di Novo Mesto fa della regolarità il suo punto di forza, potendo anche contare su capacità di fondo già abbastanza spiccate. Con questi ingredienti ha saputo vincere il Giro d’Italia Next Gen 2025 (pur non vincendo neppure una tappa) e ha saputo ottenere piazzamenti rilevanti, da “aggregato” nelle corse dei grandi, chiudendo al quarto posto finale il Giro di Slovenia e al settimo la CRO Race. Insomma, i numeri ci sono, soprattutto per le corse a tappe, ma non si può non considerare, in tema di esperienze già maturate, la splendida cavalcata solitaria con cui ha conquistato il titolo nazionale in linea durante la passata estate (Pogačar, però, non c’era…). Insomma, gambe e classe sembrano esserci: da vedere se e come procederà l’ambientamento al piano più alto del ciclismo mondiale.
3. Jakob Söderqvist (Lidl-Trek)

Il classe 2003 passa professionista con forse già un anno di ritardo, dato quanto aveva già dimostrato nel 2024. Il 2025, in effetti, è stata una stagione di ponte tra l’ultimo anno da Under23, in cui ha vinto il mondiale a cronometro e concluso secondo nella Parigi-Roubaix (lasciando la vittoria al compagno di squadra), e il primo da professionista. Per la verità, lo svedese si presenta nella categoria dei grandi con già tre vittorie da professionista: il campionato nazionale in linea e a cronometro e la cronometro individuale del Giro di Danimarca 2025, competizione di categoria .Pro. L’impressione è che non ci metterà molti anni a diventare una stella mondiale nelle prove contro il tempo e, chissà, anche nelle classiche del nord, Parigi-Roubaix su tutti. Intanto la Lidl-Trek lo ha inserito nella squadra che supporterà Mads Pedersen nella campagna del nord questa primavera. Un anno da apprendista e gregario, poi… Chissà. Dalle sue parti un talento così cristallino non si vedeva da tanto tempo. Adesso è il momento di metterlo a frutto.
4. Senna Remijn (Alpecin-Premier Tech)

Un altro dei giovanissimi diamanti classe 2006 pronti a prendersi la scena nei prossimi anni. Nonostante la giovanissima età, il neerlandese ha già brillato tra gli Under con piazzamenti su più campi: terzo nella Parigi-Roubaix, secondo nella Liegi-Bastogne-Liegi, piazzato tanto alla Flèche Ardennaise quanto alla Gent-Wevelgem. Il motore è speciale e nella squadra in cui arriva sapranno valorizzarlo, con maestri del calibro di Mathieu Van Der Poel e Jasper Philipsen. La posizione in classifica è alta perché, nonostante abbia appena 19 anni, ha già dimostrato di sapersi muovere bene anche tra i professionisti nella sua unica apparizione, la Coppa Bernocchi 2025, che ha concluso in quattordicesima posizione. E fare top 15 alla prima .Pro in carriera non è da tutti, anzi.
5. Maxime Decomble (Groupama-FDJ United)

Se in Francia si è parlato un po’ meno di lui è colpa (o forse merito) di Paul Seixas, che si è preso i riflettori delle giovani promesse transalpine. Il classe 2005 però passa professionista dopo un 2025 ricchissimo di gioie su più terreni: quinto nella classifica generale del Tour de l’Avenir, bronzo mondiale a cronometro, secondo nella prova in linea agli Europei, vincitore della Parigi-Tours Espoirs. Insomma, un crescendo continuo, con l’impressione che se la stagione fosse durata un pochino di più avrebbe aggiunto altre vittorie alla collezione. In casa Groupama-FDJ United troverà un ambiente adatto per la sua crescita, con tanti corridori esperti pronti a fare da chioccia ma anche abbastanza libertà da potersi ritagliare qualche occasione personale. Siamo sicuri che non gli servirà molto tempo per far conoscere il suo nome anche tra i professionisti: a soli 20 anni, il futuro sembra essere dalla sua.
6. Luke Tuckwell (Red Bull-Bora-hansgrohe)

Chi ha seguito il Giro Next Gen 2025 sa benissimo di chi stiamo parlando e perché abbiamo grosse aspettative su di lui. L’australiano è stato grande protagonista della corsa rosa riservata agli Under-23, dove ha sorpreso tutti non solo per le sue capacità in salita, ma anche per una gestione tattica ben sopra la media dei classe 2004. Alla fine si è dovuto accontentare del secondo posto in classifica generale, dietro solo a un altrettanto brillante e scaltro Jakob Omrzel, ma nella settimana italiana ha dimostrato di poter gestire i gradi di capitano di uno squadrone (con Lorenzo Finn al suo servizio) e di saper lottare anche quando non è il più forte. Tutte qualità che gli torneranno utili tra i professionisti, a maggior ragione in una corazzata dove lo spazio per brillare non sarà moltissimo. Certo avere come riferimento in squadra fenomeni del calibro di Remco Evenepoel e Primoz Roglic non è da tutti e il 21enne sembra avere la testa giusta per sfruttare l’occasione. Ne sentiremo parlare: bisogna solo capire tra quanto.
7. Noah Hobbs (EF Education – EasyPost)

A 21 anni, il britannico è uno dei talenti più interessanti della sua generazione. Velocista in grado di tenere sugli strappi, a suo agio anche sul pavé, tra gli U23 ha vinto tantissimo e l’impressione è che possa fare molto bene anche tra i professionisti. Arriva in una squadra dove i corridori con le sue caratteristiche non sono molti e potrebbe anche trovare il suo spazio, magari con l’aiuto di corridori più esperti come Kasper Asgreen e Michael Valgren o dell’altro giovane sprinter Luke Lamperti. Dovrà sicuramente lavorare sulla costanza, dato che tende ad alternare prestazioni sontuose a qualche giornata abbastanza anonima (vedi Giro Next Gen 2025), ma sono difetti di gioventù che si possono correggere strada facendo. Intanto approda tra i pro’ dopo aver vinto 11 gare tra gli Under-23, comprese una tappa al Tour de l’Avenir, tre al Tour de Bretagne e due all’Alpes Isère Tour. Scusate se è poco.
8. Mattia Agostinacchio (EF Education – EasyPost)

Lo sappiamo, l’ottava posizione in questa classifica farà discutere e in fondo non accontenta nessuno. Perché il classe 2007 italiano è uno dei prospetti più interessanti nel mondo del ciclismo e quindi, secondo alcuni, meriterebbe un piazzamento più importante in graduatoria. È anche vero, faranno notare altri, che è difficile immaginare che possa avere un impatto nel mondo dei professionisti nel 2026, ad appena 18 anni (ne farà 19 a settembre). Che senso ha, allora, inserirlo tra i neopro’ più attesi? L’ottavo posto in questa graduatoria è un po’ la media tra queste due fazioni, che hanno entrambe argomenti validi dalla loro parte. L’unica certezza è che questo ragazzo è andato fortissimo tra gli juniores, vincendo tanto su strada e diventando campione del mondo nel ciclocross. Il doppio salto in avanti, saltando la categoria U23, presenterà il suo conto nel breve periodo, ma siamo tutti convinti che abbia davanti a lui una carriera importante. Per questo l’unica speranza per il suo 2026 è che venga fatto crescere con calma, senza pressioni inutili e a volte dannose. Per il resto la rosa del suo talento fiorirà, se verrà riparata dalle pericolose intemperie di chi giudica tutto molto presto.
9. Callum Thornley (Red Bull-Bora-hansgrohe)

Il britannico è uno dei tre giovani che la formazione tedesca ha promosso dalla propria squadra di sviluppo in questo 2026, ma il suo passaggio tra i pro’ era già stato già annunciato a fine aprile, meno di cinque mesi dopo il suo approdo nel team. Una rapida ascesa quella del 22enne, che aveva quindi già convinto la squadra nonostante i risultati migliori siano arrivati dopo quella firma e dopo aver anche superato un brutto infortunio riportato alla Parigi-Roubaix U23. Decimo al Giro Next Gen, corso soprattutto in supporto a Tuckwell e Finn, il classe 2003 ha poi vinto il titolo nazionale a crono di categoria e, sempre contro il tempo, ha ottenuto anche la sua prima vittoria in una gara professionistica al Sibiu Tour, oltre al quinto posto nella prova iridata a soli 7″ dal podio. Nel finale di stagione si è inoltre imposto al Lombardia U23 dimostrando, oltre alle abilità a crono e in salita, di avere anche un buono spunto veloce, che ne fa un corridore piuttosto completo e in grado potenzialmente di dire la sua in diversi tipi di corse.
10. Adrià Pericas (UAE Team Emirates XRG)

A nemmeno 20 anni, lo spagnolo approda tra i professionisti dopo una sola annata tra gli Under-23, peraltro trascorsa con la maglia della formazione di sviluppo della compagine emiratina, cosa che ha permesso ai dirigenti del team di visionarlo da vicino e, evidentemente, di ritenerlo pronto al grande salto. Del resto, nel 2025 il catalano ha dato seguito alle buone cose già viste nella categoria juniores, mettendosi in evidenza con buoni piazzamenti sia nelle gare U23 (sesto alla Liegi, nono al Mondiale e settimo al Giro Next Gen) che in qualche appuntamento tra i “grandi”, oltre che con un successo di tappa in una gara UCI 2.2, l’Istrian Spring Tour. Abile in salita e piuttosto bravo anche a cronometro, il giovane corridore iberico sembra avere un futuro per le gare a tappe e nella UAE avrà la possibilità di svilupparsi con i giusti tempi, visto che con la squadra ha un contratto fino al 2030.
| Crea la tua squadra per il FantaClassiche di Primavera 2026: montepremi minimo di 4.500€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |










