Bilancio Squadre 2026: Netcompany Ineos – Vittorie in aumento, Ganna timbra a crono e sul pavé, ma nel confronto con le grandi manca ancora qualcosa
La Netcompany Ineos ha vissuto un 2026 particolarmente intenso. La squadra britannica, che ha vissuto anche un cambio di identità ad annata in corso con l’ingresso del nuovo sponsor danese, ha provato a continuare il suo percorso di ristrutturazione, affidandosi alla freschezza mentale di Geraint Thomas, appena sceso di sella, ed a tanti corridori arrivati dal CicloMercato. Il verdetto finale però è incerto: il numero delle vittorie è andato aumentando (sono 36 nell’arco della stagione), ma il loro peso è invece parso in calando, fatta eccezione per le zampate di alcuni corridori che si sono confermati veri specialisti del timbro di giornata. Nell’arco dei Grandi Giri, però, che sono lo storico terreno di caccia della squadra, è arrivata un’unica vittoria di tappa e, di nuovo, nessuna presenza nelle foto-podio conclusive.
TOP
Il più vittorioso della stagione è stato il neo arrivato Dorian Godon, capace di migliorare il bottino già cospicuo della scorsa annata e chiudere a quota sette vittorie. Il francese è stata una vera e propria garanzia nelle brevi corse a tappe WorldTour, facendo sempre risultato quando è stato schierato. Due vittorie alla Parigi-Nizza, altrettante al Giro di Catalogna e al Romandia, mentre al Tour Auvergne – Rhône-Alpes è arrivato comunque un sesto posto di tappa. Al Tour de France invece è stato fermato dalla sfortuna, con la caduta nella dodicesima tappa in cui ha subito la frattura di quattro costole, che sono state diagnosticate solo successivamente, portando così il transalpino a chiudere comunque la Grande Boucle con grandi dolori. Al rientro in corsa a fine stagione è tornato subito a brillare nelle corse italiane, con una top10 al Memorial Marco Pantani, i piazzamenti al Giro d’Abruzzo e soprattutto le vittorie a GP del Lazio e Gran Piemonte, inframezzate dal quinto posto alla Coppa Bernocchi. Una costanza di risultati fondamentale per essere il vero riferimento in volata del team.
L’exploit della stagione è stato sicuramente quello di Andrew August, che il prossimo anno però lascerà il team, in cerca di maggiore spazio alla Pinarello Q36.5. Il 21enne statunitense ha conquistato la prima vittoria da professionista alla Volta Comunitat Valenciana all’esordio a febbraio e poi ha chiuso la stagione a quota cinque. Infatti è arrivata poi la convincente vittoria nell’ultima tappa del Giro dei Paesi Baschi e il dominio al Czech Tour, in cui ha conquistato due tappe e la generale. In questa corsa August ha dimostrato di avere un potenziale importante non solo come scalatore, ma anche come corridore da classifica. Una stagione che lo ha quindi lanciato in modo definitivo nel professionismo e il prossimo anno potrebbe riuscire a fare il definitivo salto di qualità.
Altro corridore destinato a lasciare il team è Filippo Ganna, che anche nella sua ultima stagione, prima del passaggio alla Lidl-Trek, si è confermato una pedina fondamentale del team. Il piemontese ha ovviamente timbrato il cartellino nelle cronometro, riuscendo a conquistare le prove contro il tempo alla Volta ao Algarve, Tirreno-Adriatico e Giro d’Italia, ma soprattutto cogliere la prima vittoria in una Classica WorldTour. Infatti ha saputo imporsi nella Dwars door Vlaanderen in grande stile, rimontando e superando negli ultimi metri Wout Van Aert e cogliendo così il successo più importante in termini di prestigio per la squadra in questa annata. Nel finale di stagione ha saputo anche essere un ottimo riferimento per il team nella “corsa di casa”, ovvero il Tour of Britain, piazzandosi sempre con i migliori e chiudendo settimo in generale. La sua assenza peserà moltissimo dal prossimo anno.
Per quanto riguarda le Grandi Corse a Tappe, può considerarsi positivo il bilancio per Thymen Arensman. Il quarto posto al Giro d’Italia è il miglior risultato della sua carriera fino a ora ed evidenzia una crescita nella gestione dello sforzo. Il neerlandese ha sfruttato pienamente l’occasione della cronometro, adatta alle sue caratteristiche, per acquisire un tesoretto che ha gestito fino all’ultima tappa. Peccato per il podio sfiorato, ma c’è comunque margine per proseguire a lavorare. Per lui c’è stata poi la partecipazione al Tour de France, ma non sono arrivate le vittorie dello scorso anno.
Sospeso il giudizio per Oscar Onley: troppa sfortuna per il britannico che, a causa di una caduta al Giro del Delfinato, ha dovuto saltare la Grande Boucle, grande obiettivo dopo il quarto posto del 2025. Rientra alla Vuelta a España (dopo aver vinto una tappa alla Vuelta a Burgos), dove disputa una corsa di alti e bassi: si laurea miglior giovane e conclude al sesto posto, ma i presupposti erano altri. Per Egan Bernal un giudizio particolare: che non sia più quello del 2019 penso sia chiaro. Il quinto posto alla Liegi-Bastogne-Liegi aveva fatto sperare, poi corre Giro e Tour, ci prova, ma non raccoglie moltissimo, anche se riesce a entrare tra i primi dieci della Corsa Rosa. Purtroppo quando le annate girano male, bisogna fare i conti anche con questo. Da seguire anche la crescita di Embret Svestad-Bårdseng che si è mosso bene nei Grandi Giri in veste di gregario d’alta montagna.
Tra le note liete della stagione anche la crescita di Axel Laurance. Il 25enne è riuscito a esprimersi ad alto livello nei primi mesi, vincendo quattro corse tra le quali una tappa al Giro dei Paesi Baschi. Non è riuscito a replicare nella seconda parte, anche se ha raccolto qualche piazzamento qua e là. Difficile invece valutare la stagione di Joshua Tarling: ha avuto molti problemi nei mesi iniziali del 2026, poi il dramma personale con la scomparsa del fratello Finlay in corsa. L’averlo visto giocarsi la prima tappa della Vuelta a España, dopo tutto quel che ha vissuto, può bastare per salutarlo con un applauso, auspicando che possa tornare protagonista nel 2027.
Abbastanza positiva, soprattutto nella prima parte e a cronometro, l’annata del giovane Artem Shmidt, che però lascerà anche lui la compagine britannica a fine anno. Il 22enne statunitense ha trovato un bel successo alla Classique Dunkerque e si è confermato nella prova contro il tempo dei campionati nazionali, raccogliendo poi qualche piazzamento qua e là. Ha fatto intravedere qualcosa di positivo anche il danese Peter Øxenberg, sebbene soprattutto in corse di secondo piano. Corridore ancora un po’ acerbo, il 21enne ha comunque messo insieme buone esperienze che gli saranno utili nel prossimo futuro. E rispetto agli scorsi anni si è visto un po’ di più Kim Heiduk, che soprattutto a inizio estate ha ottenuto qualche buon risultato. Anche se da un corridore che è ormai professionista da diversi anni ci si attendeva probabilmente di più.
Per concludere, salutiamo Ben Swift e Bob Jungels, due veterani che concluderanno ufficialmente la propria carriera il 31 dicembre 2026. L’ultima stagione non ha regalato particolari acuti, ma sono stati lì, sempre pronti a mettersi al servizio della squadra. Un po’ come fatto dall’altro veterano, Michal Kwiatkowski, che ha anche provato a mettersi in evidenza con qualche fuga al Tour de France, senza tuttavia raccogliere molto. Più che ai risultati personali, però, l’esperto polacco guarda ormai a quelli di squadra, anche se è comunque riuscito a lasciare il segno conquistando il titolo nazionale a cronometro. Stesso risultato per Brandon Rivera, che ha anche colto un terzo posto finale al Tour de la Provence prima di svolgere il solito ruolo di gregario per i compagni di squadra.
+++ Dorian Godon
++ Andrew August
+ Filippo Ganna
FLOP
Non pervenuto ancora una volta Carlos Rodríguez. Sono due stagioni che lo spagnolo è l’ombra di sé stesso. E pensare che a inizio stagione ci eravamo illusi con quel secondo posto al Tour de la Provence che lasciava presagire alla stagione del riscatto. E invece nulla: eccezion fatta per qualche lampo in appuntamenti di secondo piano, lo spagnolo non si vede quasi mai. Fa fatica e non sembra esserci una spiegazione fisica dietro tutto questo. Il tempo stringe: tutti abbiamo negli occhi il talento visto nei primi anni nel WorldTour, ma tutto questo sembra essere un ricordo. Il 2027 è il suo ultimo con il contratto con la Netcompany Ineos. Se non ora, quando?
Il primo anno di Kévin Vauquelin è stato tutt’altro che indimenticabile. Il francese era stato ingaggiato dal team britannico per provare a crescere nel reparto Grandi Giri, ma le cose non sono andate come sperato. Purtroppo anche qui ci è andata di mezzo la sfortuna: un virus al Tour Auvergne Rhône-Alpes ha condizionato il percorso di avvicinamento al Tour de France, grande obiettivo stagionale. Va detto però che anche in precedenza il 25enne di Bayeux non aveva fatto cose indimenticabili. Una buona Parigi – Nizza, ma alle Classiche delle Ardenne (era reduce da due secondi posti alla Freccia Vallone), ha reso al di sotto delle aspettative. ‘Salva’ la stagione con la vittoria al Giro d’Abruzzo. Ma le aspettative erano ben altre.
E a proposito di aspettative deluse, anche Magnus Sheffield non ha reso in maniera degna del suo nome. Va detto che lo statunitense è ormai da qualche anno un po’ al ribasso. Qualche lampo, ma il talento intravisto nei primi anni di carriera non si è più confermato. Parte con i migliori presupposti, ma dopo il Giro delle Fiandre non trova più il colpo di pedale e chiude la sua avventura alla corte di Dave Brailsford in maniera piuttosto anonima. Toccherà alla Uno-X Mobility, la sua nuova squadra, provare a rilanciare un ragazzo che qualche anno fa sembrava destinato a fare grandi cose.
Ormai è qualche stagione che Jack Haig ha messo da parte le ambizioni personali, ma non sempre è sembrato pimpante anche nel ruolo di gregario. Un po’ il discorso che si può estendere a Laurens De Plus, relegato in una sfera di anonimato, tanto che il belga proverà a rilanciarsi nel 2027 con la Decathlon CMA CGM. Probabilmente la Netcompany Ineos sperava di ottenere parecchi risultati, in brevi corse a tappe e non solo, da Ben Turner, Samuel Watson e Sam Welsford. Nessuno di loro, per motivi diversi, è riuscito a impattare sulla stagione: qualche raro lampo qua e là, con gli ultimi due che sono quantomeno riusciti ad alzare le braccia al cielo, ma senza avere la continuità auspicata. Turner, in particolare, dopo il bel 2025 ha raccolto davvero poco, chiudendo negativamente la sua esperienza con la squadra, dato che il prossimo anno correrà con la Soudal.
Altra annata abbastanza negativa per Tobias Foss, che a eccezione del quarto posto finale al Giro di Svizzera (e del solito titolo nazionale a cronometro) ha raccolto davvero poco, confermandosi ormai da un po’ in parabola discendente. Non sono infine riusciti a dare un particolare contributo alla squadra i vari Lucas Hamilton, Connor Swift (che però è stato terzo ai Mondiali di Gravel), Victor Langellotti (che a metà anno ha poi lasciato la squadra per trasferirsi alla XDS Astana) e Óscar Rodríguez; per quest’ultimo, però, c’è da segnalare l’infortunio che lo ha tenuto lontano dalle gare per tutta la prima parte di stagione e che sicuramente ha influenzato il suo 2026.
– Magnus Sheffield
— Kévin Vauquelin
— Carlos Rodríguez
Classifica UCI
Dopo i cali delle stagioni precedenti, la Netcompany Ineos ha per certi versi contenuto la discesa in atto. La squadra britannica ha chiuso all’ottavo posto della Classifica UCI a squadre, una posizione più giù rispetto alla settima del 2025, ma con un totale punti in leggera crescita confrontato a quello dello scorso anno (12863.59 nel 2026, 12096.93 nel 2025). Di seguito i 20 corridori che hanno contribuito al punteggio di squadra nella stagione appena conclusa.
| CORRIDORE | NAZIONE | PUNTI |
| ARENSMAN Thymen |
NED
|
1499.75 |
| GANNA Filippo |
ITA
|
1433.75 |
| ONLEY Oscar |
GBR
|
1364.28 |
| GODON Dorian |
FRA
|
1311.03 |
| BERNAL Egan |
COL
|
1158.75 |
| VAUQUELIN Kévin |
FRA
|
1050.03 |
| AUGUST Andrew |
USA
|
641 |
| LAURANCE Axel |
FRA
|
584 |
| WELSFORD Sam |
AUS
|
488 |
| FOSS Tobias |
NOR
|
468.08 |
| TURNER Ben |
GBR
|
393 |
| SHMIDT Artem |
USA
|
391 |
| HEIDUK Kim Alexander |
GER
|
360 |
| RODRIGUEZ CANO Carlos |
ESP
|
352.28 |
| SVESTAD-BÅRDSENG Embret |
NOR
|
333.33 |
| SHEFFIELD Magnus |
USA
|
292 |
| WATSON Sam |
GBR
|
230.28 |
| TARLING Joshua |
GBR
|
208.03 |
| RIVERA Brandon |
COL
|
155 |
| LANGELLOTTI Victor |
MON
|
150 |
Miglior Momento
L’annata non è stata ricchissima di soddisfazioni per la Netcompany INEOS. Qualche lampo qua e là, ma complessivamente il rendimento è stato al di sotto delle aspettative. Uno dei momenti più emozionanti è arrivato con il successo di Filippo Ganna alla Dwars door Vlaanderen 2026. Un grande successo al Nord per il piemontese che confeziona un piccolo capolavoro. Con Wout Van Aert in fuga, lancia una lunghissima volata con la quale riesce ad agganciare la ruota del belga negli ultimi 100 metri, trovando poi la forza per rilanciare e tagliare il traguardo braccia al cielo. Un risultato che forse va oltre la semplice vittoria: il modo in cui è maturato infatti resta una delle emozioni più forti di questo 2026.
Bilancio Netcompany Ineos 2026
Volate - 7.8
Classiche - 6.6
Grandi Giri - 6.8
7.1
Difficile sintetizzare la stagione di una squadra che ha grandi corridori al suo interno, ma che sembra spesso non riuscire a raccogliere quello che potrebbe. Le vittorie non sono mancate, anzi, e ben 13 di queste sono maturate su palcoscenici WorldTour; manca però il colpo da "superpotenza", che sia una grande Classica o un risultato memorabile sullo scenario dei Grandi Giri, soprattutto parlando di classifiche generali. È quello che la squadra britannica cerca ormai da tempo e che, anche quest'anno, non è arrivato.
| Crea la tua Fantasquadra per la stagione di Ciclocross: montepremi fino a 2.000€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |












