Tokyo 2020, azzurri sul percorso: “Oltre alla durezza, colpiscono caldo e umidità”

Gli azzurri cominciano a provare di persona il percorso della prova in linea di Giochi di Tokyo 2020. La nazionale maschile ha potuto ieri affrontare i 140 chilometri conclusivi del tracciato che sabato 24 luglio, a partire dalle 4:00 italiane, assegnerà il primo oro del ciclismo, nonché una delle primissime corse della intera rassegna nipponica. Reduci dal lungo viaggio e dalla differenza climatica, a colpire gli azzurri è stato soprattutto il caldo, un clima afoso e umido che rappresenterà sicuramente una variabile in più con cui doversi confrontare, oltre all’adattamento al fuso orario giapponese (con ben sette ore di differenza rispetto a noi).

Gli azzurri alla guida di Davide Cassani hanno dunque potuto provare ieri la parte finale del percorso disegnato lungo le pendici del monte Fuji. “I ragazzi hanno percorso gli ultimi 140 km della prova in linea ad eccezione del tratto in autodromo che vedranno domani (oggi, ndr) – commenta il CT al termine della sessione di allenamento – Come già sapevamo, oltre alla durezza dell’ultima salita, a colpire è stato il caldo afoso di Tokyo; si farà sentire e questo renderà la gara ancora più difficile. Ritorno in hotel dopo 4 ore e mezza ad eccezione di Gianni Moscon e Damiano Caruso che invece hanno pedalato 30’ in più”.

Sicuramente uno degli uomini più attesi, della nostra nazionale e non solo, Vincenzo Nibali è pronto ad apportare la sua fondamentale esperienza in una gara che si preannuncia particolarmente impegnativa: “Abbiamo pedalato con tranquillità. Ci siamo fatti un’idea del percorso. Per noi è il secondo giorno e ci stiamo ancora adeguando al fuso orario. Abbiamo notato che si suda parecchio e, arrivati in cima alla salita, sembrava di aver fatto una doccia”.

L’altro siciliano della spedizione, Damiano Caruso, autore quest’anno di un secondo posto al Giro d’Italia, commenta a sua volta percorso e condizioni meteo: “La nostra uscita è servita a 3 cose. Ad assorbire il jet lag, a continuare ad allenarci e visionare le salite. Il percorso è impegnativo e il clima tropicale. Quando si scende sotto il 1000 metri di quota l’umidità aumenta esponenzialmente. Abbiamo pedalato tutti assieme e ci siamo confrontati tra noi, scambiandoci le impressioni, e continueremo dopo cena”.

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