Giro d’Italia 2026, Damiano Caruso saluta col sorriso: “Ho raggiunto il mio obiettivo e posso ritirarmi felice”

Damiano Caruso chiude il Giro d’Italia 2026 da protagonista. Come per gran parte della sua carriera, è da uomo squadra che l’esperto siciliano lascia il segno sulla sua ultima Corsa Rosa scortando Afonso Eulalio verso la conquista della Maglia Bianca, oltre che della sesta posizione finale. Uno splendido lavoro in supporto del portoghese quello che il ragusano ha messo in scena nell’arco di queste tre settimane, facendo da ombra e mentore al corridore lusitano, prima quando era in Maglia Rosa, poi per difendere la sua posizione e un primato comunque prestigioso, che domani gli permetterà di salire sul podio finale di Roma.

Nella penultima salita mi ha detto che non si sentiva benissimo e gli ho detto che oggi non c’era nessuno che si sentiva bene, tranne uno o due corridori – spiega a Eurosport dopo il traguardo – Gli ho detto di non preoccuparsi, che sarei rimasto con lui e avremmo lottato assieme, poi alla fine è stato fortissimo. Quando ho visto anche Piganzoli in difficoltà ho capito che potevamo farcela. Nel finale è anche riuscito a scattare ed stato bellissimo vederlo poi attaccare in quel modo”.

In tutto questo non bisogna tuttavia neanche dimenticare che l’uomo-squadra della Bahrain Victorious ha saputo ritagliarsi comunque a sua volta uno spazio fra l’élite di questo Giro, centrando la quinta Top10 della carriera nel GT italiano (alle quali bisogna aggiungere anche quelle ottenute a Tour de France e Vuelta a España). Senza dimenticare che in questa terza settimana ha conquistato un podio e due top10 parziali, confermandosi fra i migliori in gruppo.

Di che fargli cambiare idea sul suo futuro? Il classe 1987 sembra come il buon vino, ma si schernisce e conferma la sua decisione: “Ho lavorato tutto l’inverno e la prima parte di stagione per questo Giro. Ho raggiunto il mio obiettivo e posso ritirarmi felice“. Al momento il suo programma non è stato svelato e non sappiamo quali altre corse correrà (meriterebbe una partecipazione al Tour de France per inseguire un successo di tappa che lo farebbe entrare in un club ristretto), ma quel che è certo è dovunque sarà potrà ancora lasciare il segno.

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