Veneto Classic 2026, prima vittoria in maglia iridata per Brandon McNulty! 6° Christian Scaroni, 9° Diego Ulissi
Brandon McNulty chiude in bellezza la stagione conquistando la Veneto Classic 2026. Primo successo in maglia di campione del mondo per lo statunitense della UAE Team Emirates XRG, che si è imposto in solitaria sul traguardo di Bassano del Grappa dopo aver distanziato Anthon Charmig (Uno-X Mobility) a poco più di dieci chilometri dalla conclusione. I due si erano avvantaggiati a circa 50 chilometri dall’arrivo da un gruppetto di una ventina di unità contenente diversi altri nomi grossi, che in sostanza ha rappresentato la fuga di giornata essendosi formato dopo 60 chilometri percorsi a tutta velocità.
Charmig ha poi chiuso secondo a 1’06” da McNulty, mentre sul terzo gradino del podio sale un altro corridore della UAE, Pavel Sivakov, giunto a 1’32” dal compagno di squadra. Due gli italiani in top-10, Christian Scaroni e Diego Ulissi (XDS Astana), rispettivamente sesto e nono a 2’09”.
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
Avvio a ritmo sostenuto e molto combattuto, con tanti corridori che provano ad andar via dal gruppo. Fra attacchi e contrattacchi, però, la situazione rimane in stallo fino al chilometro 35, quando provano ad allungare Andrea Mifsud (Team Polti VisitMalta) e Clément Berthet (Groupama-FDJ United). Mifsud però finisce a terra proprio nel momento propulsivo dell’azione e deve evidentemente rinunciare, mentre Berthet invece insiste e viene raggiunto da Finlay Pickering (Team Jayco AlUla), Gorka Corres (Caja Rural-Seguros RGA) e Davide De Cassan (General Store-Essegibi-F.lli Curia). Il ritmo molto alto causa comunque una frattura del gruppo, con una ventina di corridori che si riportano sui quattro attaccanti e con il resto del plotone costretto a inseguire.
Si forma così il drappello di attaccanti composto da Brandon McNulty, Filippo Baroncini, Benoît Cosnefroy e Pavel Sivakov (UAE Team Emirates XRG), Brieuc Rolland e Clément Berthet (Groupama-FDJ United), Jon Barrenetxea (Movistar), Pau Marti (NSN Cycling Team), Finlay Pickering e Riccardo Colombo (Team Jayco AlUla), Anthon Charmig (Uno-X Mobility), Christian Scaroni, Diego Ulissi e Matteo Scalco (XDS Astana Team), Filippo Turconi (Bardiani CSF 7 Saber), Gorka Corres (Caja Rural-Seguros RGA), Marcel Camprubi e Quinten Hermans (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Dario Giuliano (Team Polti VisitMalta), Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling Team) e Davide De Cassan (General Store-Essegibi-F.lli Curia), con Colombo che però fatica subito a tenere il passo degli altri.
Il gruppo principale si trova a pagare circa 1’30” al momento di iniziare il secondo passaggio sul muro di La Tisa, dove McNulty fa pesare il suo recente lignaggio e mette in difficoltà buona parte degli attaccanti: con lui rimangono solo Baroncini, Sivakov, Charmig, Scalco e Turconi. Nel successivo tratto riescono poi a rientrare anche Scaroni, Ulissi, Rolland, Pickering e Camprubi e, poco prima del seguente passaggio su La Tisa, anche gli altri attaccanti, fatta eccezione per De Cassan. Il gruppo viaggia invece con 2′ pieni di ritardo e non sembra riuscire a organizzarsi per inseguire gli uomini al comando.
Sullo strappo successivo, a circa 50 chilometri dal traguardo, Charmig accelera portando con sé McNulty. I due accumulano una trentina di secondi di vantaggio sugli altri attaccanti, mentre il gruppo scivola sempre più indietro. Da lì provano quindi a muoversi Alessandro Covi (Team Jayco AlUla) e Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility), che scelgono di organizzare di persona l’inseguimento. Intanto, l’iridato e l’ispirato danese proseguono nella loro azione ed entrano negli ultimi 40 chilometri di gara con una trentina di secondi in dote, rispetto ai precedenti compagni di avventura.
McNulty e Charmig proseguono di gran lena e concludono al comando anche la penultima ascesa de La Tisa, mentre alle loro spalle si forma un terzetto composto da Berthet, Sivakov e da Hermans, che si ritrovano a dover recuperare una trentina di secondi ai due battistrada. Poco più dietro, si sgancia un altro terzetto composto da Scaroni, Rolland e Cosnefroy, con l’italiano che si ritrova ovviamente a fare tutto il lavoro dato che gli altri due hanno dei compagni di squadra davanti. Nonostante ciò, questo secondo terzetto riesce a riavvicinarsi al primo (il cui ritardo è nel frattempo salito a un minuto), tanto che, sull’ultimo passaggio da La Tisa, Cosnefroy riesce a tornar sotto da solo con un’accelerata.
Il francese, poi, rilancia e si ritrova da solo all’inseguimento della coppia di testa, dove McNulty aveva provato, senza successo, a staccare Charmig sul muro in pavé. Il campione del mondo ci riprova appena iniziato lo strappo in sterrato della Diesel Farm, a poco più di dieci chilometri dal traguardo, e questa volta riesce a mandare in difficoltà il danese, facendo rapidamente il vuoto su di lui. McNulty scollina infatti con una ventina di secondi di vantaggio sull’ex compagno d’avventura, mentre dietro Cosnefroy viene ripreso e staccato da Hermans, Berthet e Sivakov, tutti però ormai troppo lontani per poter sperare di lottare per la vittoria.
Il finale è infatti una cavalcata trionfale per l’iridato statunitense, che aumenta ulteriormente il proprio vantaggio su tutti gli inseguitori lungo l’ultima difficoltà di giornata, lo strappo di Contrà Soarda, da lui superata senza problemi, e si lancia verso il traguardo di Bassano del Grappa, dove giunge in solitaria con più di un minuto di margine su Charmig. Alle spalle del danese, è Sivakov a spuntarla per la terza posizione staccando nel finale Berthet e un Hermans in difficoltà, che viene infatti ripreso e superato anche da Hirschi e da Scaroni, primo italiano all’arrivo.
Risultato Veneto Classic 2026
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