Giro d’Italia 2026, capolavoro di Paul Magnier – Battuti Edoardo Zambanini e Jonathan Milan
Paul Magnier vince la diciottesima tappa del Giro d’Italia 2026. Il corridore della Soudal Quick-Step cala il tris a Pieve di Soligo in un epilogo a sorpresa: il Muro di Ca’ del Poggio, infatti, non ha tagliato fuori i velocisti come si poteva pensare e il francese è stato lesto nel finale, ancora una volta ben pilotato da Jasper Stuyven. Secondo posto per un ottimo Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious), bravo nel tenere la ruota del vincitore nel tortuoso ultimo chilometro. Niente da fare per Jonathan Milan (Lidl-Trek) che deve accontentarsi del gradino più basso del podio, davanti a un altro italiano, Francesco Busatto (Alpecin-Premier Tech), quarto. Buon ottavo posto anche per Filippo Magli (Bardiani CSF 7 Saber). Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike), che nel finale ha anche tentato un timido attacco, resta in Maglia Rosa.
Il video dell’arrivo
Il racconto della tappa
Dopo un inizio controllato, il primo corridore a prendere un po’ di vantaggio è Filippo Magli (Bardiani CSF 7 Saber), subito raggiunto da Johan Jacobs (Groupama-FDJ United), con i due che riescono a guadagnare 25″ di vantaggio sul gruppo. A loro prova a riaccodarsi anche Diego Pablo Sevilla (Team Polti VisitMalta), che però non fa tanta strada e viene riassorbito da un plotone nel quale proseguono gli scatti, con Matyáš Kopecký (Unibet Rose Rockets) a fuoriuscire in solitaria per tentare di colmare il gap con la coppia di testa. Avvicinatosi a 10″, il ceco rimbalza però indietro nell’affrontare il primo tratto di salita di giornata, dove anche Magli va un po’ in difficoltà e perde contatto da Jacobs.
L’azzurro viene poi raggiunto da Juan Pedro López (Movistar), Harold Martin López (XDS Astana) e Chris Hamilton (Team Picnic PostNL) e, in cima alla salita, questi quattro si riaccodano a Jacobs. Il gruppo è però vicino e, continuando a viaggiare a scatti, va a riprendere tutti quanti dopo 27 chilometri di gara, ma subito partono al contrattacco Mattia Bais (Team Polti VisitMalta) e Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step). I due vengono raggiunti da un gruppone di corridori che, sfruttando un tratto con qualche saliscendi, riesce a guadagnare pochi metri di margine sul plotone, ma la situazione si ricompatta quasi subito e l’andatura cala.
Il momento di tranquillità dura poco perché Mattia Bais (Team Polti VisitMalta) riparte all’attacco assieme a Nelson Oliveira (Movistar), ma il portoghese si stacca subito e l’azzurro viene raggiunto dal compagno di squadra Andréa Mifsud. I due riescono a prendere una quindicina di secondi di vantaggio su un gruppo nel quale si verifica una caduta senza conseguenze di Jai Hindley (Red Bull-Bora-hansgrohe) e dove proseguono gli scatti; si registra infatti un tentativo di Darren Rafferty (EF Education-EasyPost), annullato, e poi uno del compagno di squadra James Shaw, che dopo qualche chilometro di inseguimento riesce a raggiungere la coppia al comando.
La stessa operazione riesce, più rapidamente, a Johan Geens (Alpecin-Premier Tech) e a quel punto il plotone finalmente rallenta, lasciando un po’ di spazio agli attaccanti dopo 66 chilometri dal via. Il gap sale infatti a 1’20”, ma Lidl-Trek, UAE Team Emirates XRG e NSN Cycling Team si portano presto in testa al gruppo per tenere sotto controllo il distacco. Questo raggiunge un massimo di 2’30” salendo verso Fastro, ma rapidamente il plotone torna ad avvicinarsi ai fuggivi, che restano sempre sotto tiro.
A poco meno di 50 km dall’arrivo, nella zona di rifornimento fisso, Afonso Eulálio (Bahrain – Victorious) si aggancia con la bicicletta al sacchetto di un massaggiatore e finisce a terra. Con lui anche Hartthijs de Vries (Unibet Rose Rockets) e Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step). Tutti riescono a ripartire e il portoghese, dopo una decina di chilometri di inseguimento si riaccoda al gruppo. E intanto al traguardo volante di Guia, Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG) allunga andandosi a prendere l’unico punto a disposizione per la Maglia Ciclamino.
A 24 chilometri dall’arrivo i fuggitivi si rendono conto di avere il destino segnato. Si rialzano tutti, eccezion fatta per Geens che resta in testa fino all’inizio della salita di Ca’ del Poggio, mentre alle sue spalle esplode la bagarre per prendere la salita davanti. I più lesti sono gli uomini della Maglia Rosa con Victor Campenaerts (Team Visma | Lease a Bike) ottimo nel guidare i compagni. Sulle prime rampe Eulálio prova a scattare, ma dietro di lui c’è Sepp Kuss a tenere un ritmo regolare, che gli impedisce di andar via. Nessun altro si muove, anche se in vista del GPM è Jonas Vingegaard in persona ad alzare il ritmo, transitando per primo allo scollinamento.
L’accelerata del danese spezza il gruppo e davanti restano una quindicina, con tutti gli uomini di classifica, eccezion fatta per Michael Storer (Tudor Pro Cycling) e Davide Piganzoli (Team Visma – Lease a Bike). In una fase di studio, prova ad allungare Jai Hindley (Red Bull – BORA hansgrohe), ma non riesce a prendere il largo. Più decisa la sparata di Johannes Kulset (Uno X – Mobility), sul quale si riporta l’indomito Eulálio. I due guadagnano una quindicina di secondi sugli inseguitori, ma devono fare i conti con la rimonta della seconda parte del gruppo, con all’interno i velocisti. Questi raggiungono la Maglia Rosa e tirano dritti, andando a chiudere sulla coppia al comando a poco più di un chilometro dall’arrivo.
Si arriva così a una volata sostanzialmente a ranghi compatti, scenario che in molti non immaginavano. Gli ultimi mille metri sono tortuosi e non è semplice trovare la posizione. Ancora una volta decisivo è Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) che trova un varco all’interno superando di prepotenza Alessandro Pinarello. Il belga mette Paul Magnier nella posizione ideale per sprintare. E quando il francese apre il gas non c’è modo di reagire: terzo successo di tappa per lui.
Risultato e Classifiche Tappa 18 Giro d’Italia 2026
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