Giro d’Italia 2025, colpo di mano di Isaac Del Toro! 5° Pellizzari, 7° Caruso, crollo di Tiberi, Bernal perde ancora terreno

Isaac Del Toro risponde col piglio del campione al Giro d’Italia 2025. Dopo le difficoltà di ieri, il giovane messicano anche oggi sembra meno brillante, ma alla fine è lui a piazzare la zampata con l’accelerazione decisiva sull’ultimo GPM e un ulteriore scatto prima dell’ultimo chilometro che gli consente di arrivare da solo al traguardo, dove anticipa di 4 secondi Romain Bardet (Team Picnic PostNL), ultimo degli attaccanti di giornata, e Richard Carapaz (EF Education – EasyPost), unico capace di seguirne lo scatto in salita dopo aver precedentemente provato ad attaccare staccando tutti sul Mortirolo. A 15 secondi arriva Simon Yates, seguito dagli altri uomini di classifica, ad eccezione di Egan Bernal (Ineos Grenadiers), che perde 1’10”, Michael Storer (Tudor Pro Cycling), che ne perde 4’05”, e Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), che va in difficoltà già nelle prime rampe del Mortirolo e perde 10’31”.

Nella nuova generale il leader della UAE Team Emirates XRG ha così ora un vantaggio di 41 secondi sull’ecuadoriano e 51 su Yates, che completano dunque ancora il podio provvisorio, seppur a parti invertite. Stabili le tre posizioni successive, con Damiano Caruso (Bahrain Victorious) a completare la Top5 dietro Derek Gee (Israel  Premier Tech), ma Bernal vede ora avvicinarsi un Giulio Pellizzari (Red Bull – Bora – hansgrohe) che si conferma tra i più pimpanti in questa terza settimana. Maglia Bianca in pectore, il marchigiano è dunque ora settimo a 5’02”, davanti a un altro corridore in crescita come Einer Rubio (Movistar), anche lui più volte all’attacco quest’oggi.

Il video dell’arrivo

https://www.youtube.com/watch?v=GrNPvaedSBI

Il racconto della tappa

Partenza a ritmo altissimo, con la consueta folla di corridori che prova l’attacco da lontano. La corsa rimane però cucita fino al traguardo volante di Cles, dove Mads Pedersen (Lidl-Trek) passa per primo. Nel frattempo, però, si segnalano subito le difficoltà di Juan Ayuso (UAE Emirates XRG), che non riesce a tenere le ruote del gruppo principale. Gli attacchi continuano e un frazionamento induce la Maglia Rosa Isaac del Toro (UAE Emirates XRG) a muoversi in prima persona per andare a raggiungere la parte più avanzata del plotone.

Il frazionamento comunque viene ricomposto, ma l’andatura rimane altissima e sono gli uomini della Visma|Lease a Bike a promuovere un nuovo attacco. Si forma così un maxi-drappello di attaccanti, che riesce ad avvantaggiarsi: Nico Denz, Daniel Martinez, Jan Tratnik (Red Bull – Bora – Hansgrohe), Kaden Groves, Fabio Van Den Bossche (Alpecin-Deceuninck) Laurens Huys (Arkea-B&B Hotels), Pello Bilbao, Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) Stefano Oldani (Cofidis) Stan Dewulf, Dries De Bondt, Andrea Vendrame (Decathlon Ag2r La Mondiale), Georg Steinhauser (EF Education – EasyPost), Kévin Geniets (Groupama-FDJ) Kim Heiduk (Ineos Grenadiers) Louis Meintjes, Francesco Busatto (Intermarché – Wanty), Hugo Houle (Israel – Premier Tech), Mads Pedersen, Mathias Vacek (Lidl-Trek), Lorenzo Milesi (Movistar) Damien Howson (Q36.5), Mattia Cattaneo (Soudal Quick-Step), Chris Harper, Paul Double, Filippo Zana (Team Jayco AlUla), Romain Bardet (Picnic PostNL) Steven Kruijswijk, Bart Lemmen, Dylan van Baarle, Wilco Kelderman (Team Visma | Lease A Bike), Marco Brenner, Rick Pluimers, Florian Stork (Tudor), Brandon McNulty (UAE Team Emirates XRG), Manuele Tarozzi (VF Group Bardiani CSF – Faizanè) Diego Ulissi, Lorenzo Fortunato, Max Kanter (XDS Astana).

Gli attaccanti iniziano il Tonale (lungo le cui rampe si ritira Luke Plapp – Jayco AlUla) con poco più di 3′ su un gruppo tirato dagli uomini della Polti-Visit Malta, evidentemente scontenti di non essere riusciti a entrare nel tentativo di attacco. È Fortunato ad alzare decisamente il ritmo in testa, con Kruijswijk che riesce a prendergli subito le ruote. L’azione della Maglia Azzurra seleziona di molto il gruppo di attaccanti e le stoccate proseguono con l’accelerazione di Harper e Kruijswijk. Rimangono così in testa in 19, con i Visma|Lease a Bike sempre molto attivi. Con sempre la formazione italo-spagnola a tirare la situazione resta abbastanza stabile, così come il ritardo visto che il gruppo scollina con un gap sostanzialmente invariato da Lorenzo Fortunato, che passa agevolmente per primo.

La situazione non cambia né in discesa, dove comunque il gruppo inizia a recuperare molti dei corridori che hanno perso contatto dalla fuga, né nel lungo falsopiano discendente che porta ai piedi del Mortirolo. Il cambiamento arriva quando nel corso della mitica salita alpina arriva la Ineos Grenadiers a fare il ritmo in testa al gruppo, portando così al cedimento di Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), che poi arriverà al traguardo con oltre dieci minuti di ritardo. Compreso il pericolo davanti cominciano ad allungare e si registrano le prime accelerazioni con Fortunato che prova a muoversi, così come Martinez e Bardet, ma sarà il sorprendente Eulalio a scollinare per primo, pur con un vantaggio minimo che nella discesa Cattaneo e Bardet riescono velocemente a colmare, imitati successivamente anche da Fortunato e Stork, non appena la strada torna a salire.

In gruppo invece si registra un rallentamento quando i compagni di Egan Bernal (Ineos Grenadiers) finiscono il lavoro, ma il loro capitano non ne ha per partire. Giulio Pellizzari (Red Bull – Bora – hansgrohe) decide quindi di prendere in mano la situazione e alza il ritmo, provocando un frazionamento che vede perdere contatto anche Simon Yates (Visma|Lease a Bike) e Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG). Con il giovane scalatore marchigiano restano in pochi, ma fra questi c’è anche Jefferson Cepeda (EF Education – EasyPost), che alza così il ritmo in favore del suo capitano, rendendo così dura la vita a Simon Yates, che riesce comunque a riportarsi sotto, con Bernal e Del Toro a ruota.

Richard Carapaz decide così di ripartire subito, con la sua consueta esplosività che fa male a tutti. Pellizzari decide di salire del proprio ritmo, assieme a Derek Gee (Israel Premier Tech) e a loro si accodano Damiano Caruso (Bahrain Victorious), Einer Rubio (Movistar) e Max Poole (Team Picnic PostNL). Dietro di loro Simon Yates e Del Toro sembrano studiarsi, finché il britannico non decide di scattare, riportandosi abbastanza facilmente sui primi inseguitori. Lo stesso fa poco dopo anche la Maglia Rosa, mentre Bernal deve proseguire del suo passo.

In cima Carapaz transita con un ritardo di 2’30” dalla testa della corsa, anticipando di 15 secondi il gruppetto Maglia Rosa, che a sua volta ha un margine simile su Bernal. In contropiede si muovono Pellizzari e Rubio, che nella discesa rientrano su Carapaz, uomo di riferimento di un gruppetto ora tirato dal suo compagno Steinhauser, pronto ad aspettarlo per dargli man forte. Purtroppo per loro, anche la Maglia Rosa ritrova un compagno da davanti, ovvero Brandon McNulty, ma anche due uomini da dietro visto che Rafal Majka e Adam Yates rientrano assieme a Bernal e Tom Pidcock (Q36.5 Pro Cycling). La lotta è così impari e il tedesco non può impedire il rientro degli altri uomini di classifica, che a 30 chilometri dalla conclusione si ritrovano così quasi tutti assieme.

Al comando intanto rientrano anche Vacek, Martinez e Kelderman, mentre tutti gli altri sono ormai ripresi dal gruppo Maglia Rosa, forte quasi di una trentina di unità, tra i quali Howson, anche lui reduce dalla fuga, che si adopera per tenere chiusa la corsa in favore di Pidcock. Finito il compito del suo compagno, il britannico scatta poco dopo il Red Bull KM, ma la UAE non concede spazio alla sua azione. Con la fuga ormai a 1’25”, anche la Movistar comincia a pensare che la vittoria di tappa sia possibile e Milesi dà una mano a Howson nell’approccio all’ultimo GPM di giornata, breve, ma intenso. Ai piedi il ritardo è ormai ridotto a 30 secondi e davanti Fortunato spara le sue ultime cartucce, ma a fare la differenza, in reazione ad uno scatto di Stork, è Romain Bardet, che ben presto resta da solo al comando, inseguito dal gruppo che, tirato dai compagni della Maglia Rosa, riprende tutti gli altri, molti dei quali decidono di rialzarsi forse troppo presto.

I ritmo infatti inizialmente non è trascendentale perché McNulty ha già speso molto. Ad alzare l’andatura è così la Red Bull con Martinez, che prova una accelerazione secca per lanciare Pellizzari. L’azzurro alza così il ritmo, mandando in difficoltà Bernal e Pidcock, ma quando si volta a chiedere un cambio dopo aver ripreso Eulalio, Stork e Cattaneo, nessuno contribuisce all’azione. L’attimo di attesa favorisce Rubio, che a sua volta prova una offensiva, rintuzzata da Eulalio, pronto a lavorare per Caruso. Il colpo deciso lo piazza invece Del Toro, che sfrutta al meglio la sua esplosività nell’ultimo chilometro di salita per guadagnare qualche secondo assieme a Carapaz. Vedendo che Yates non risponde i due trovano subito l’intesa, riuscendo così a scollinare a 12 secondi da Bardet, ma soprattutto con un’altra dozzina di vantaggio sugli altri uomini di classifica.

Malgrado gli sforzi degli uomini dietro, che si affidano ancora molto a un Eulalio inevitabilmente stanco, il distacco resta sostanzialmente invariato con Carapaz e Del Toro che si riportano su Bardet a cinque chilometri dal traguardo, provando subito a distanziarlo. Il francese però si accoda e stringe i denti, sperando di poter dire la sua in un finale tecnico che potrebbe favorirlo. Purtroppo per lui, la mossa vincente la piazza Del Toro, che pennella le curve alla perfezione, riuscendo a guadagnare quei pochi metri che gli permettono di anticipare i rivali.

Risultato e Classifiche Tappa 17 Giro d’Italia 2025

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