Presentazione Percorso e Favoriti Prova in Linea Uomini Élite Drôme-Ardèche 2025
Una settimana a dir poco intensa sul piano delle competizioni internazionali si chiude con la prova in linea degli Europei di Drôme-Ardèche 2025. Diversamente da quanto avvenuto nel passato, in questa edizione i Campionati continentali strizzano l’occhio a corridori forti in salita e comunque capaci di fare la differenza su percorsi mossi ed esigenti, come quello francese su cui si correrà domenica 5 ottobre. Ecco quindi che a caccia della maglia stellata andranno i campioni che vincono le corse a tappe e gli atleti più adatti a prove dure e logoranti, lasciando quindi fuori campo le ambizioni dei velocisti. Si annuncia quindi una giornata altamente spettacolare, viste le qualità e il talento che contraddistinguono i protagonisti più attesi della gara.
ORARIO DI PARTENZA: 11:45
ORARIO DI ARRIVO PREVISTO: 17:00
DIRETTA TV E STREAMING: 12:00-14:00 RaiSport / 14:00-17:10 Rai 2 / 11:35-17:25 Discovery+ / 15:00-17:30 Eurosport 1
HASHTAG UFFICIALE: #EuroRoad25
Albo d’Oro recente Prova in Linea Uomini élite Europei
2024 MERLIER Tim
2023 LAPORTE Christophe
2022 JAKOBSEN Fabio
2021 COLBRELLI Sonny
2020 NIZZOLO Giacomo
2019 VIVIANI Elia
2018 TRENTIN Matteo
2017 KRISTOFF Alexander
2016 SAGAN Peter
Percorso Prova in Linea Uomini élite Europei 2025
Privas – Guilherand-Granges (202,5 km)
La partenza in salita, dopo aver lasciato Privas, è un primo assaggio di quel che verrà. I 4,2 chilometri al 4,3% del Col du Moulin à Vent non sono chiaramente quelli che decideranno la corsa e difficilmente avranno un reale peso, anche se potrebbero da subito consentire alla fuga di giornata di formarsi, soprattutto se immaginiamo che le grandi nazionali potrebbero restare inizialmente tranquille, ma potrebbero anche, al contrario, dar fastidio se si partirà subito a tutta e la fuga non riuscisse a formarsi, aprendo a una serie di attacchi che nella discesa seguente potrebbero tenere il gruppo allungato e magari isolando qualche uomo di riferimento.
A seguire ci saranno tuttavia 40 chilometri di pianura, gran parte dei quali per arrivare una prima volta al traguardo, da dove si inizieranno i tre giri lunghi (35,1km) che comprendono la ascesa di Saint Romain de Lerps (6,7 km al 7,4%, max 13,5%) che sono tutt’altro che da sottovalutare. Anche se l’ultima scalata sarà relativamente lontana dal traguardo, visto che dopo il terzo passaggio resteranno ancora poco più di 70 chilometri di gara ma è qui che le squadre e i capitani più attesi cominceranno le loro manovre e chissà che non possa già nascere l’azione decisiva, visto che nelle gambe ci saranno anche da mettere le prime due ascensioni della terribile rampa di Val d’Enfer, la salita che maggiormente segna questa edizione degli Europei di Drôme Ardèche 2025.
Strappo di 1,3 chilometri con una pendenza media dell’11,3% e punte al 14,5%, verrà affrontata un totale di sei volte (così come sei volte bisognerà percorrere quel dentello che precede la discesa che non va preso sottogamba visto che anche lì le pendenze si avvicinano alla doppia cifra). Le prime tre nel circuito lungo, mentre le ultime tre saranno una rapida ripetizione di un circuito più breve, di 17 chilometri, segnati esclusivamente da questo muro, che verrà dunque così affrontato quattro volte di fila negli ultimi 60 chilometri.
Una prova dunque logorante che potrebbe esplodere da un momento all’altro, ma che comunque, visti anche i 12 chilometri pianeggianti fra una scalata e l’altra, potrebbero rivelarsi più tattici del previsto. L’ultima ascesa, invece, sarà a soli 6,1 chilometri dall’arrivo, dove si passerà in precedenza per ben sei volte, quindi quel finale sarà ormai ben conosciuto a tutti. Se la corsa non sarà ancora decisa, quegli ultimi 1300 metri di salita potrebbero dunque essere teatro di una battaglia all’ultima cartuccia visto che una volta scollinati c’è la rapida discesa che porta ad appena tre chilometri dall’arrivo. Una distanza che potrebbe bastare per conservare anche solo pochi secondi di vantaggio in vista del traguardo, posto a Guilherand-Granges.
Favoriti Prova in Linea Uomini élite Europei 2025
Alla prima uscita in maglia iridata, Tadej Pogačar è ovviamente, ancora una volta, l’uomo più temuto. Lo sloveno è chiaramente in grande forma, fermo restando che ormai appare evidente che qualora non fosse al meglio avrebbe comunque modo di dire la sua visto l’ampio margine che mostra su questo tipo di terreni. Considerato che gran parte dei rivali che si trova ad affrontare sono gli stessi che a Kigali, su un percorso che non somiglia ma che resta molto duro, difficile non vedere nello sloveno l’uomo da battere e anche il fatto che al suo fianco non avrà una squadra di primissimo piano non sembra essere necessariamente un problema, visto quel che è capace di fare partendo dalla grandissima distanza e asfissiando gli avversari.
Il primo rivale è colui che in Rwanda non ha avuto l’occasione di esprimersi al meglio, perdendo la possibilità di quantomeno provare a giocarsi le sue carte in un confronto diretto. I due cambi bici di Remco Evenepoel sono infatti avvenuti nel momento peggio, permettendo tuttavia a tutti di vedere insieme e il meglio e il peggio del prodigio belga, che ha mostrato come il suo carattere fumantino può essere il suo punto debole, così come il suo punto di forza, se preso nel modo giusto. Per quanto fatto nel finale dei mondiali, il leader del Belgio appare a sua volta praticamente intoccabile, anche se chiaramente gli servirà la giornata perfetta per vincere il confronto con il due volte iridato. La squadra sarà quasi certamente al suo servizio, anche se non da escludere che un corridore come Maxim Van Gils, se nella giornata giusta, possa essere usato diversamente e magari trovare lo spiraglio fortunato (per il quale servono comunque grandi gambe) per creare la sorpresa.
Tra i pochi ad esserci riusciti in salita, anche se mai in una classica di un giorno, contesto in cui è ben poco avvezzo, c’è Jonas Vingegaard. Casualmente, l’unica vittoria in una classica del danese è avvenuta proprio da queste parti, alla Drôme Classic, il che è di buon auspicio e poco più, anche se chiaramente mostra la sua capacità su queste strade, sempre molto nervose e sinuose, non necessariamente di facile interpretazione. Tra i pochi big a non aver fatto parte della trasferta verso Kigali, il classe 1996 potrebbe essere più fresco, fisicamente e mentalmente dei rivali, e le sue qualità in salita sono indubbie. Da capire come riuscirà ad applicarle in una giornata secca, in cui la sua grandissima capacità di recupero conta decisamente meno, ma resta un rivale da non sottovalutare, visto anche la sua crescita in esplosività e allo sprint. Riassumendo, è la grande incognita, anche tatticamente visto l’atteggiamento che spesso mette in atto in Visma, potendo rappresentare anche un possibile ago della bilancia.
La Danimarca peraltro, a sua volta, ha anche un secondo uomo di prestigio visto che Mattias Skjelmose ha appena chiuso i Mondiali da protagonista, con una quarta posizione più che lusinghiera (oltre ad essere stato l’unico, al di fuori del pavé, a battere il campione del mondo sul suo terreno – peraltro concedendosi il lusso di mettersi alle spalle anche Remco Evenepoel – conquistando in primavera la Amstel Gold Race in una volata che ricorderà per sempre).
Punteranno invece decisamente sul collettivo i padroni di casa della Francia, che si presentano con una selezione molto interessante in cui forse manca l’uomo di primissimo piano, ma di certo non le alternative e le soluzioni tattiche. In salita l’uomo più temibile appare il gioiellino Paul Seixas, a sua volta capace di brillare già fra i big ai Mondiali malgrado sia poco più che maggiorenne. Molto pericoloso anche Romain Grégoire, che sa reggere bene gli strappi e far pesare poi il suo spunto veloce, ma anche corridori come Aurélien Paret-Peintre, Nicolas Prodhomme e Pavel Sivakov possono essere pedine tattiche spendibili in situazioni disparate per provare magari a giocarsi la carta sorpresa ed eventualmente superiorità numerica.
L’Italia ha invece chiaramente designato Christian Scaroni come suo uomo di riferimento e prendendo il via della corsa in cinque, difficilmente sarà la squadra che vorrà tenere chiusa la corsa con i suoi uomini. I vari Alberto Bettiol, Marco Frigo, Gianmarco Garofoli, e Diego Ulissi diventano così possibili elementi di disturbo in una corsa che difficilmente si vincerà in contropiede, ma che comunque possono provare a dare fastidio ai grandi favoriti, sperando in una situazione tattica favorevole.
Potrebbe avere più frecce al proprio arco anche la Svizzera di Jan Christen e Marc Hirschi, che sembrano avere caratteristiche complementari per giocarsi le rispettive carte in momenti diversi della corsa, così come il Portogallo di João Almeida, Rui Costa e António Morgado, che ha nel primo il terminale offensivo più atteso, ma in uno stato di forma incerto, potendo così lasciare spazio ai compagni per qualche azione coraggiosa in cerca di fortuna.
La gara europea rappresenta una nuova occasione per Juan Ayuso (Spagna), che al recente Mondiale ha provato a reggere il passo del quasi-ex compagno Pogačare che ha finito per pagare decisamente la mossa. Il prossimo capitano della Lidl-Trek ha gambe e fiato per essere protagonista fino in fondo, ma dovrà interpretare la gara in un modo probabilmente creativo per riuscire ad eccellere, a fronte di una concorrenza davvero molto qualificata.
Proverà poi a ritagliarsi il suo spazio, a fronte di una condizione ancora da ritrovare del tutto dopo i gravi problemi avuti nei mesi scorsi, il tedesco Lennard Kämna, che in passato ha dimostrato qualità indiscusse, soprattutto quando c’era da attaccare da lontano, e che potrebbe spingersi in avanscoperta per poter poi gestire la situazione, puntando quantomeno a un piazzamento importante. Un ruolo simile potrebbe averlo anche Georg Zimmermann, il quale però in questo periodo non è parso attraversare un momento di grande brillantezza.
Tra le possibili sorprese nelle nazionali minori Lukáš Kubiš (Slovacchia), autore sinora di una stagione di grande solidità dimostrando tenuta sugli strappi e un bello spunto veloce, il monegasco Victor Langellotti, atteso al salto di qualità, e un Artem Nych che al mondiale, sempre indossando i colori degli Atleti Neutrali Individuali, ha già mostrato una bella pedalata. Infine, Toms Skujiņš non può certo essere più considerato una sorpresa, ma una garanzia di rendimento e di risultato, soprattutto nelle corse di un giorno e ancor di più quando indossa la maglia della sua Lettonia.
Borsino Favoriti Prova in Linea Uomini élite Europei 2025
***** Tadej Pogačar
**** Remco Evenepoel, Jonas Vingegaard
*** Juan Ayuso, Romain Grégoire, Mattias Skjelmose
** João Almeida, Christian Scaroni, Paul Seixas, Maxim Van Gils
* Alberto Bettiol, Jan Christen, Marc Hirschi, Toms Skujiņš, Pavel Sivakov
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