Mondiali Montréal 2026, Tom Pidcock può completare uno storico tris di maglie iridate: “È l’opportunità più grande che ho avuto finora – Del Toro e Seixas i due favoriti”
Tom Pidcock è uno che sa come si vincono le gare più importanti. In carriera, l’inglese ha già conquistato tre titoli mondiali nel ciclocross e quattro nella mountain bike, cui vanno aggiunti anche due titoli olimpici. Al momento, quel che gli manca è il grande colpo su strada, settore al quale si è dedicato con particolare determinazione negli ultimi anni e ancor di più da quando è passato a quella che oggi si chiama Pinarello-Q36.5. Lo scenario per Pidcock, però, si fa appetitoso, dato che il Mondiale di Montréal 2026 mette in palio, per quel che riguarda la prova in linea, la maglia iridata su un percorso duro, logorante ed esigente. Proprio uno di quelli che piacciono a lui…
“Vincere un Mondiale su strada sarebbe qualcosa di fantastico per la mia carriera – le parole del corridore inglese riportate da CyclingNews – Soprattutto perché è una gara difficilissima da vincere. Penso che questa di Montréal sia la più grande opportunità che finora ho avuto a disposizione nella mia vita sportiva per centrare questo risultato, senza dubbio”.
Pidcock prova a fare le carte alla gara: “Per me il fatto che ci siano meno passaggi sul circuito di Montréal rispetto a quelli che si fanno durante il Gp è meglio – il commento del britannico – Sarà una corsa più lunga, ma servirà ugualmente esplosività nel finale. Magari, rispetto alla gara WorldTour, ci saranno più corridori che avranno qualcosa da dire nel finale, dato che faremo solo 12 (e non 16, come al Gp de Montréal – ndr). Gli uomini da battere? Isaac Del Toro e Paul Seixas“.
Non Remco Evenepoel: “Sarà sicuramente a lottare, come ha fatto vedere anche nella Classica – sottolinea Pidcock – Lui è uno che sa fare azioni prolungate e questo è dalla sua. Ma penso che Del Toro e Seixas abbiano qualcosa in più in salita e che possano fare la differenza. Mathieu Van der Poel? Ha detto che per lui è troppo dura e non è uno che parla tanto per parlare. Se un percorso gli piace, lo dice apertamente. Però, non credo che abbia fatto questo viaggio per non provarci neanche. Sarà davanti, ma bisognerà vedere fino a che punto”.
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