Mondiali Kigali 2025, la prova in linea Uomini Élite sarà la seconda più dura della storia: solo Sallanches 1980 aveva un dislivello maggiore

Sui numeri della prova in linea Uomini Élite dei Mondiali di Kigali 2025 si è detto parecchio. Al netto di eventuali discrepanze fra i vari calcoli effettuati, dovuti anche a un percorso di base molto ondulato, una cosa è certa: la gara in programma domenica 28 settembre sarà durissima. In tutto i chilometri da affrontare, per i corridori in gara, saranno 267,5, ma quello che spicca sono i metri di dislivello positivo complessivamente da mandar giù fra partenza e arrivo: il dato in questione, basandosi sull’altimetria diffusa dall’Unione Ciclistica Internazionale arriva a 5475 metri. Più di uno di quei classici “tapponi” alpini o pirenaici che spesso fanno danni nelle classifiche generali dei Grandi Giri.

Il numero assume un connotato ancora più esigente se si pensa che nella storia dei Mondiali, dal 1927 a oggi, solo una gara presentava un dislivello maggiore: si tratta quella di Sallanches 1980, che è entrata negli annali come una giornata tremenda per i partecipanti. A vincere quell’anno fu Bernard Hinault; dietro di lui arrivò Gianbattista Baronchelli, a un minuto, mentre il terzo classificato, lo spagnolo Juan Fernández, chiuse 4′ più tardi. In tutto furono solo 15 (!) i corridori a completare la gara.

In Rwanda si affronterà un circuito di 15 chilometri, da ripetere 15 volte, con due strappi, la Côte de Kigali Golf (800 m all’8,1%, max. 14%) e la Côte de Kimihurura (1,3 km al 6,3%, max. 11%). Intorno a metà gara, però, verrà inserito un anello più ampio, che prevederà il passaggio, una volta sola, sulla Côte de Péage (1,8 km al 5,9%, max. 9%),, sul Mont Kigali (5,9 km al 6,9%, max. 20%) e sul Mur de Kigali (400 m in pavé all’11%, max. 15%).

La prova ruandese potrebbe causare quindi sconquassi, anche se molto dipenderà dal ritmo a cui vorranno muoversi i corridori e anche dalle scelte tattiche che verranno fatte. Non è da scartare, in ogni caso, che venga fuori una gara ad “eliminazione”, come successo a Sallanches – dove peraltro si tornerà per il Mondiale 2027… – e come successe anche a Duitama 1995. Quella gara, vinta dallo spagnolo Abraham Olano davanti a Miguel Indurain e Marco Pantani, aveva un dislivello positivo molto simile, seppur di poco inferiore, a quella ruandese, e anche quel giorno viene ricordato come un momento segnante della storia del ciclismo.

Quella che al momento è la Top 5 dei Mondiali più duri si completa con le due prove che vennero disputate al Nürburgring, in Germania, rispettivamente nel 1966 e nel 1978. Vinsero prima Rudi Altig e poi Gerrie Knetemann, che ebbe ragione di Francesco Moser in un infuocato duello conclusivo.  Più recentemente, la prova con il maggiore dislivello prima di Kigali è stata quella di Innsbruck 2018 (5020 metri su 258 chilometri complessivi), vinta da Alejandro Valverde.

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