Lega Ciclismo Professionistico, Roberto Pella dopo il commissariamento: “Dopo aver pedalato tanto con grandi risultati, eravamo quasi arrivati a scollinare e ci hanno bloccato”
Le parole di Roberto Pella dopo il commissariamento. Roberto Pella ha ricoperto il ruolo di presidente della Lega del Ciclismo Professionistico fino al commissariamento, deciso dal Consiglio federale della FCI lo scorso 20 luglio. In un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, Pella ha espresso tutto il suo rammarico per quanto accaduto. “Perché va in fumo un lavoro di due anni, portato avanti con forza e tenacia per amore del ciclismo”. Pella ha poi proseguito ricordando diversi traguardi raggiunti in questi anni come la creazione della Coppa Italia delle Regioni e di corse come il Giro di Lazio, Campania e Sardegna, oltre all’equiparazione dei montepremi di uomini e donne nei campionati italiani.“Dopo aver pedalato tanto con grandi risultati, eravamo quasi arrivati a scollinare e ci hanno bloccato, facendo tornare la Lega al punto di partenza”, ha aggiunto.
Il Consiglio federale della FCI ha disposto il commissariamento della Lega del Ciclismo Professionistico, determinando l’immediata decadenza del presidente Roberto Pella e dell’intero Consiglio direttivo, “in ragione delle ripetute e gravi violazioni delle norme federali e della convenzione sottoscritta in data 13.8.2024”. Attualmente l’incarico di commissario è affidato al generale dell’Arma dei Carabinieri Mauro Capone. Pella ha su questo proseguito: “Faranno quello che abbiamo programmato, a partire dalle corse di settembre e ottobre con diretta tv e servizi già garantiti, ma se le cose non vengono alimentate e supportate ogni giorno poi si perdono. A me dispiace perché questo stop fa male a tutto il ciclismo, io sono sicuro che nel 2027 avremmo raccolto grandi frutti. E so che le perdite saranno ingenti: avevo già raggiunto accordi per 1,8-2 milioni di euro con diversi sponsor privati che mi hanno comunicato che non sono più disposti a entrare. A questi si aggiungono molti dei “vecchi” pronti a lasciare. Se eravamo riusciti a portare la Lega tanto in alto, dando alle corse nuovo risalto e valore anche economico, è stato proprio grazie alla credibilità e all’affidabilità acquisite […]”.
Al vertice delle contestazioni, per cui Pella sarà anche deferito dal procuratore federale, l’aver gestito la trattativa di cessione dei diritti audiovisivi dei campionati italiani donne al posto della Federazione. Pella ha così dichiarato: “Ma va così da quattro anni, ovvero da quando arrivò il commissario nominato dal presidente federale Dagnoni […] Stiamo parlando di diritti da 250 euro, quando noi ne spendiamo quasi 70 mila”.
Parole ancora più dure sono arrivate dall’ex vicepresidente Marco Toni: “Il mio ruolo doveva essere quello della spina nel fianco ma quando ho visto i bilanci ho capito che mi era stata dipinta una situazione che non esisteva. Qui siamo a “specchio specchio delle mie brame”, con una persona che si sente soverchiata da un’altra e dice sono più bello io, devo primeggiare e quindi devo far fuori il mio rivale, altrimenti vengo relegato in un cantuccio. Un atteggiamento irresponsabile, soprattutto se si ha un ruolo di primo piano. Io ho provato a mediare, chiedendo in quattro lettere l’attivazione di un tavolo di confronto, ma non c’è stato modo. Il commissariamento è ingiustificato, non c’è alcun appiglio per un atto così grave. Siamo alla follia più totale. Vediamo cosa succede, temo che alla fine la Lega verrà sciolta”.
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