Francia, la Lega Ciclismo rischia di sparire per un conflitto con la federazione

Anche in Francia volano gli stracci tra Lega Ciclismo e Federazione. Il conflitto è diverso da quello italiano, ma anche Oltralpe fra le parti la situazione è molto tesa e si potrebbe arrivare a dirimere le questioni per vie legali. Secondo quanto riportato da Ouest-France, “la convenzione di delega concessa dalla Federazione francese di ciclismo alla Lega nazionale di ciclismo non sarà rinnovata” al termin della scadenza attuale, fissata per il prossimo 1° marzo. Se così fosse, “il legislatore dovrà quindi nominare un mediatore per ascoltare le parti ed evitare che la ‘famiglia’ del ciclismo comprometta ciò che è stato costruito”. Le tensioni sono emerse lo corso inverno e nel corso della stagione non si sono placate, aumentando evidentemente fino ad arrivare a quella che sembra ormai una rottura, che potrebbe creare non pochi problemi.

Dopo il rinnovo arrivato lo scorso anno solo per una stagione, anziché quattro, la delega che attualmente permette, dal 2008, alla Ligue National de Cyclisme di gestire il ciclismo professionistico francese (gare, calendario, competizioni, corridori), appare dunque ormai destinata a saltare, creando una opposizione che al momento vede gli organizzatori molto preoccupati. Questi ultimi al momento sembrano schierati soprattutto al fianco della Lega, che con l’organizzazione della Coppa di Francia garantisce loro una struttura comune, spendibile per diritti televisivi e partecipazione delle grandi squadre.

Il sindacato di settore, ROCC, presieduto da Thierry Gouvenou di ASO, si batte per il mantenimento della Lega, ma la Federazione, presieduta da Michel Callot (la crisi è iniziata con il suo arrivo) sembra avere altri progetti. Secondo quanto riporta il quotidiano francese, i problemi sarebbero di natura economica in quanto “i partner individuati dalla Lega interessano la Federazione, sempre alla ricerca di finanziamenti”. Ma intanto i dirigenti coinvolti cominciano a preoccuparsi di una situazione che rischia di restare in stallo molto a lungo, creando problemi a tutti e in una economia in difficoltà, tanto per gli organizzatori che per le squadre, questo “caos istituzionale” non fa che aumentare l’incertezza del futuro.

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