Clásica Jaén Paraíso Interior 2026, Tim Wellens: “Sono partito presto perché avevo buone gambe, ma ho dovuto soffrire per staccare Donovan”

Tim Wellens si prende con una grande azione solitaria la Clásica Jaén Paraíso Interior 2026. Il corridore della UAE Team Emirates XRG ha trionfato dopo un assolo di quasi 55 chilometri, davanti a Tom Pidcock. Determinante è stato il gioco di squadra del team emiratino, con i compagni che hanno stoppato tutti i tentativi di riprendere il belga, permettendogli così di restare al comando. Per Wellens si tratta del primo successo in questa corsa, dopo aver chiuso in top10 le ultime quattro edizioni, tra cui il secondo posto nel 2022.

“Penso che la tattica fosse chiara – il commento di Wellens ai nostri microfoni – eravamo una squadra molto forte e dovevamo utilizzarla, quindi volevamo sempre che ci fosse qualcuno davanti, in modo che gli altri potessero rimanere nel gruppo in attesa. Sono partito abbastanza presto visto che avevo buone gambe. Ho dovuto soffrire un po’ per staccare Donovan, ma poi sono riuscito a mantenere un buon ritmo. Alla fine si sono avvicinati dal gruppo, ma io ho potuto spingere al massimo avendo sempre ottime sensazioni”.

Una vittoria netta, ma che dopo il primo attacco sembrava essere compromessa, quando l’unico a stargli a ruota, il britannico Mark Donovan (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) era riuscito a staccarlo. Quello che poteva sembrare un momento di difficoltà era in verità una precisa scelta tattica, per non sprecare energie. “Non volevo mettere troppa fatica nelle gambe – prosegue il belga – e volevo che soffrisse anche un po’ lui. Penso che sia stata quindi una buona tattica. Era molto lontano dal traguardo, quindi non potevo dare il massimo. In verità ero contento che avesse attaccato, perché poteva andare in difficoltà”.

L’altro momento difficile della corsa è stato a circa 15 km dal traguardo, quando sullo sterrato di San Bartolomé, Wellens ha rischiato di cadere, salvandosi grazie ad un pronto riflesso che gli ha fatto staccare il piede dal pedale per riuscire a restare in piedi. Lo stesso corridore pensava di aver compromesso la gara, ma per sua fortuna è riuscito ad evitarlo: “Avevo già messo il massimo sforzo muscolare per anticipare la caduta, perché pensavo di cadere. Ma alla fine sono stato molto fortunato a salvarmi perché nella mia testa pensavo di essere già a terra sofferente”.

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