Antidoping, prende corpo lo studio sui dati di potenza: alcuni corridori di Visma|Lease a Bike e Decathlon CMA CGM stanno partecipando, su base volontaria, alle analisi
Se ne parla da un po’ e la cosa prende sempre più corpo. La nuova frontiera dei procedimenti anti-doping è quella dell’analisi dei cosidetti “power data”, o, per dirla in italiano, dati di potenza. Da tempo l’attività sportiva professionistica (e non solo) è vissuta con un approccio sempre più scientifico, tanto che, restando al ciclismo, il monitoraggio di quel che si fa in sella, e anche giù dalla bicicletta, è costante e quasi tassativo. Ecco, quindi, che le autorità chiamati a sorveglianre sulla correttezza dei protagonisti hanno preso anche questa strada, in modo da avere, almeno sulla carta, una strada in più a disposizione per scoprire eventuali frodi.
Come anticipato qualche settimana fa, l’Agenzia Internazionale per i Test Antidoping (ITA), in collaborazione con l’Università del Kent e l’University London College, sta conducendo uno studio pilota biennale di fattibilità per valutare se l’analisi nel tempo dei dati di potenza dei corridori professionisti possa contribuire come strumento informativo supplementare per la lotta al doping nel ciclismo. Secondo quanto riporta la stessa ITA (l’agenzia indipendente a cui l’UCI ha in pratica delegato i controlli), circa 60 corridori di quattro squadre WorldTour e di una Professional partecipano attualmente al progetto, che “si concentra sulla validazione scientifica, sulla modellizzazione delle prestazioni e sulla valutazione della possibilità di implementare il monitoraggio della potenza in modo affidabile e operativamente significativo nel ciclismo su strada professionistico“.
Dall’ITA fanno inoltre sapere che “l’iniziativa è uno studio di ricerca e fattibilità. Il suo scopo non è quello di accertare violazioni delle norme antidoping attraverso i dati sulle prestazioni, bensì di valutare se determinati modelli o evoluzioni nelle prestazioni possano, in futuro, fornire informazioni utili in ambiti quali strategie di controllo mirate, decisioni sulla conservazione dei campioni, analisi di laboratorio aggiuntive o indagini”.
Nel dettaglio, il progetto, a cui stanno attualmente partecipando, su base volontaria, corridori di Picnic PostNL, Jayco AlUla, Visma|Lease a Bike, Decathlon CMA CGM e Cofidis, ha come obiettivo centrale quello di comprendere meglio la tipica variabilità delle prestazioni nel tempo e tra diversi profili di ciclisti e fasce d’età. Anche Uno-X Mobility, Tudor e TotalEnergies hanno già fatto sapere di approvare i termini del progetto.
I ricercatori studiano come le prestazioni si evolvono nel corso della carriera di un ciclista, come le prestazioni in gara si relazionano ai dati di allenamento e come gli sforzi ripetuti possono essere analizzati in modo significativo e riproducibile, nonostante le numerose variabili che caratterizzano il ciclismo. “Il lavoro esamina in particolare ciò che viene definito come ‘prestazione in eccesso’, ovvero la traiettoria di prestazione individuale di un atleta, aggiustata in base alla prestazione media di tutti gli atleti della stessa fascia d’età all’interno della popolazione, nonché a eventuali fattori che possono influenzare i dari. Il modello, pertanto, analizza il cambiamento nelle prestazioni di un atleta nel tempo, anziché concentrarsi esclusivamente su una singola prestazione eccezionale“.
Al momento, il progetto dell’ITA è nella sua fase iniziale e si concentra sull’analisi di quel che è già successo, utilizzando i dati storici messi a disposizione dai corridori per capire se i “principi sono scientificamenete e operativamente validi”. Poi, si passerà, secondo il programma stabilito, a una “fase pilota di implementazione utilizzando i dati della stagione in corso”.
“Ci impegniamo costantemente per rendere il programma antidoping del ciclismo più intelligente ed efficace – le parole del direttore generale dell’ITA, Benjamin Cohen – I dati di potenza sono oggetto di discussione nel ciclismo da molti anni. Sono uno degli strumenti di analisi delle prestazioni più utilizzati in questo sport, eppure fino ad ora il loro potenziale contributo all’antidoping è rimasto in gran parte inesplorato. Grazie all’impegno di corridori, squadre ed esperti riconosciuti, ora abbiamo l’opportunità di valutarne il potenziale attraverso un processo scientifico strutturato e determinare se possa integrare in modo significativo gli strumenti antidoping”.
In attesa dei risultati dello studio, la strada pare comunque tracciata: “Se convalidato dall’ITA e approvato sia dal Comitato Finanziamenti che dal Comitato di Gestione dell’Unione Ciclistica Internazionale, il regolamento UCI verrà modificato per rendere obbligatoria la condivisione con l’ITA dei dati individuali di potenza per tutti i corridori professionisti su strada maschili. Sulla base dei principi di modellazione sviluppati attraverso il progetto, la potenziale applicazione di questo approccio potrebbe essere successivamente considerata per il WorldTour femminile e per tutto il panorama Continental, nonché estesa ad altri sport correlati, come il triathlon”.
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