UAE Team Emirates XRG, Isaac Del Toro: “Vincere il Tour de France? Perché no? Non lo vedo né lontano, né impossibile. Ho esattamente le stesse possibilità degli altri”
Isaac Del Toro non si vede poi tanto lontano dal poter vincere il Tour de France. Terzo classificato della scorsa edizione, che ha rappresentato il suo esordio assoluto alla Grande Boucle, il messicano della UAE Team Emirates XRG non nasconde l’ambizione di salire sul gradino più alto del podio di Parigi nel prossimo futuro e diventare così il primo corridore del suo Paese a conquistare la Maglia Gialla. Del resto, dopo il già ottimo 2025, il 22enne ha fatto ulteriori passi in avanti durante questa stagione, durante la quale ha conquistato dodici vittorie, compresa proprio una tappa al GT transalpino, il GP de Montréal e le classifiche finali di UAE Tour, Tirreno-Adriatico e Tour Auvergne – Rhône-Alpes.
“Sono molto contento, a dire il vero – ha dichiarato Del Toro in un’intervista a Marca commentando il suo 2026 – Felice di aver vissuto tutte le esperienze di quest’anno e soddisfatto perché so che potrò metterle a frutto in futuro per migliorare sempre un po’ di più. Ovviamente, con l’intenzione di continuare a lavorare sodo“.
Il 22enne è ormai sempre più leader all’interno della UAE: “È una cosa che ho cercato di fare fin dal momento in cui ho firmato il contratto. Non sapevamo quanto tempo ci sarebbe voluto, né se fosse possibile in una squadra così competitiva, dove tutti hanno un livello altissimo. È iniziato al Tour Down Under. Ho cercato di rimandare il più possibile il ruolo di leader per imparare e non essere solo una figura di facciata. Dopo un anno, ho acquisito maggiore sicurezza nel capire che tipo di corridore sono; me la cavo bene in diverse situazioni, anche se non so se sono specializzato in qualcosa“.
Davanti a lui, in squadra c’è solo Tadej Pogačar, che in più occasioni ha elogiato il messicano: “Il fatto che lui possa vedere qualcosa che forse io non vedo è lusinghiero, ma anche impegnativo. Vuole far parte del mio percorso e mi sostiene in ogni occasione. È una cosa molto bella e mi sento davvero privilegiato […] Gran parte di ciò che vedete in televisione rispecchia esattamente com’è lui. È una persona molto autentica e trasparente, ed è per questo che molte persone si identificano con lui. Si concentra molto sull’essere una brava persona e persegue obiettivi diversi da quelli che la gente potrebbe immaginare. Poter stare vicino a lui e vivere tutto questo è fantastico… a volte facciamo fatica a mantenerlo con i piedi per terra (ride, ndr)”.
Del Toro è poi tornato su quanto accaduto al Giro d’Italia 2025, quando nella penultima tappa, sul Colle delle Finestre, perse la Maglia Rosa: “Non ho alcun trauma né ho bisogno che qualcuno mi racconti ciò che ho vissuto, ma parte di ciò che è accaduto quel giorno mi ha plasmato come persona, nel bene e nel male. Mi ha costretto a tirare fuori un carattere un po’ più grintoso di quello che ho sempre avuto dentro di me. Molti potrebbero pensare che sia stata una sconfitta, ma io sento di aver guadagnato moltissimo in quei 21 giorni. Mi sento sereno. Indossare la Maglia Rosa è qualcosa che ti tempra il carattere e ti aiuta a goderti il momento; dopo quello che ho vissuto quel mese, tutto il resto è più semplice”.
Riguardo al 2027, il direttore sportivo della UAE Jotxean Matxin ha fissato l’obiettivo di vincere tutti e tre i Grandi Giri, cosa che dunque dovrebbe portare il messicano a essere il capitano in almeno uno dei tre: “A seconda di quale sarà il piano generale della squadra, cercheremo di seguirlo. Tutte le squadre vogliono vincere i tre Grandi Giri nello stesso anno, quindi non è nulla di nuovo. Vedremo quale ruolo mi spetterà nel 2027 e cercheremo di fare del nostro meglio“.
Al Tour de France il leader sarà quasi certamente ancora Pogačar, ma il 22enne si vede pronto a prendere il testimone dello sloveno nel prossimo futuro per cercare di conquistare la Grande Boucle: “Perché no? Se gli altri l’hanno vinto, perché non dovrebbe farlo un messicano? Abbiamo due gambe, due braccia, una testa… Non lo vedo né lontano, né impossibile. È difficile, ma vedo esattamente le stesse possibilità degli altri. Ho vinto la mia prima tappa a Barcellona, sono salito sul podio al Giro e so di poter essere competitivo. Con il passare degli anni arriveranno altri atleti; non mi riferisco solo a me, ma al fatto che, come messicani, possiamo certamente farcela”.
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