Team Picnic PostNL, Oscar Onley: “Non sono Pogačar o Vingegaard, devo trovare situazioni in cui attaccare”

Oscar Onley è stato una delle sorprese di questo 2025. Il corridore del Team Picnic PostNL ha cominciato la sua stagione con qualche buon piazzamento a Tour Down Under e UAE Tour, chiusi rispettivamente in quarta e quinta posizione. Dopo il nono posto al Giro dei Paesi Baschi, il podio al Giro di Svizzera (dove è arrivato terzo) lo ha lanciato in gran forma al Tour de France 2025, dove è riuscito a cogliere la quarta piazza in classifica generale dopo una lunga battaglia con Florian Lipowitz (RedBull – Bora – Hansgrohe) per il gradino più basso del podio. E mentre le voci di ciclomercato su di lui, in scadenza nel 2027, impazzano, il classe 2002 si sta già preparando alla prossima stagione, dove cercherà ulteriori conferme.

In un’intervista a Cyclingnews, il britannico ha ripercorso il suo 2025, indicando nella cronoscalata di Peyragudes il punto del Tour de France 2025 in cui ha davvero capito di poter fare una buona classifica: “Da quel momento ho iniziato a crederci un pochino di più. È stato un po’ un effetto palla di neve. Abbiamo fatto la cronoscalata in buona posizione e poi il giorno dopo ho migliorato la mia posizione in classifica generale, a una settimana dalla fine. Da lì, ho guadagnato un po’ di fiducia, perché a volte faccio un po’ fatica ad avere fiducia in me stesso e nel fatto che posso essere lì. Penso di essere arrivato a questo punto qualche anno prima di quanto mi aspettassi. Quando ho parlato con il team negli anni passati, abbiamo sempre avuto il piano di lottare per la classifica generale e i Grand Tour, e in un certo senso lo avevo messo in una parte del mio cervello, ma era solo il mio secondo Grand Tour e non avevo mai fatto classifica sulle tre settimane fino a quel momento”.

Oscar Onley ha poi parlato del suo programma del 2026, che potrebbe partire già al Tour Down Under: “Penso che se tutto andrà bene potrò lottare per vincere il Down Under, almeno spererei di poterlo fare. Ma ora che i miei obiettivi probabilmente guardano verso luglio, dobbiamo discutere quanto è davvero importante il Down Under perché per quanto mi riguarda, amo correrlo e mi piace che sia un bell’obiettivo per l’inizio della stagione, ma è la preparazione migliore per il Tour? Dobbiamo discuterne. Sulla carta, Freccia Vallone e Liegi dovrebbero essere adatte a me. E quando hai fatto così bene al Tour è davvero difficile decidere di andare a fare un altro Grand Tour l’anno dopo”.

Riguardo all’eventualità di fare un altro Grand Tour, l’inglese ha specificato: “In futuro di certo vorrei provare a essere sul podio di un Grand Tour ed è più fattibile farlo alla Vuelta o al Giro prima che al Tour de France, ma devi anche vedere il profilo del percorso. Penso che sulla carta il Tour de France dell’anno prossimo sia adatto a me, con pochi chilometri a cronometro e un po’ di salite che conosco e dovrebbero adattarsi a me piuttosto bene. Ovviamente proverò a migliorare in salita, ho del margine. Anche se penso di aver già un buon livello. Non sono Pogačar o Vingegaard, devo vedere altre situazioni in cui guadagnare terreno“.

Infine Onley ha individuato il suo obiettivo per l’anno prossimo: “Penso che se guardi ai miei risultati quest’anno, sono sempre lì, con diversi piazzamenti, ma non mi sento uno che vince tanto. È qualcosa che vorrei riuscire a fare, alzare le braccia al cielo. Come scalatore, è difficile perché in molte corse in cui vai c’è uno scalatore di primissimo livello, ma ci sono sempre opportunità. Voglio provare a vincere un po’ più spesso“.

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