Red Bull-Bora-hansgrohe, Patrick Evenepoel parla del figlio: “Remco si è scrollato di dosso un peso enorme”
Remco Evenepoel quest’anno ha cambiato per la prima volta squadra e il padre ne sottolinea i benefici. Il corridore belga ha lasciato la Soudal-Quick Step dopo molti anni di militanza, in un trasferimento molto chiacchierato e di cui si parlava da diverso tempo, per accogliere la nuova sfida in maglia Red Bull-Bora-Hansgrohe: una nuova sfida che rappresenta certamente rinnovati obiettivi sportivi e contribuisce a ridisegnare un po’ alcuni scenari, anche famigliari. Su questo cambiamento è intervenuto per Het Nieuwsblad anche suo padre Patrick Evenepoel, che ha riflettuto sulle diverse sfaccettature che ruotano attorno alla questione.
“All’inizio volevo forse interferire troppo – racconta Evenepoel sr ripercorrendo la storia famigliare – Ma cosa ti aspetti? Remco è diventato un pro a 19 anni. Inoltre, io stesso ero stato nell’ambiente ciclistico. Sapevo quanto forte devi essere per restare in piedi”. Un elemento che accomuna anche altre famiglie, non solo quella del campione belga. “Non siamo gli unici – spiega infatti l’ex corridore classe 1968 – Spesso mi scrivo con Adrie Van der Poel. Per lui è lo stesso, nelle prime fasi con Matthieu era molto più coinvolto. Se invece dà ora un consiglio a Mathieu la reazione immediata è ‘ma tu cosa ne sai?’”
Patrick Evenepoel si sofferma anche sul cambiamento di ambiente intercorso tra la vecchia e la nuova compagine. “Alla Soudal Quick-Step conoscevamo chiunque – sottolinea il belga – Se Remco aveva bisogno di qualcosa dal servizio di assistenza, potevamo guidare rapidamente là. Se arrivavi a una gara, salivi sul bus e stringevi le mani a tutti. Questa cosa non succede più ora, c’è più distacco”. Una distanza che il quasi 60enne fiammingo considera tale “letteralmente e figurativamente”, senza però per forza attribuire un’etichetta di negatività alla nuova situazione.
Circa i programmi del 26enne, però, “li leggo sul giornale come tutti gli altri”, commenta il padre, rimarcando un po’ questa idea di distanza, un processo che sicuramente ha preso del tempo a concretizzarsi. “Forse prima ero troppo coinvolto e forse eravamo troppo amici con alcune persone – aggiunge – Ora ci sono altre persone che si prendono maggiormente cura di lui. Quando gli parlo ormai non parliamo quasi più del lato sportivo. Come è andato l’allenamento? Come era la corsa? In passato gli facevo spesso queste domande. Oggi so che non sono il suo allenatore o preparatore. Ci sono altre persone per queste cose”.
Una distanza che non implica però una minore attenzione. Patrick Evenepoel non è certo sorpreso della grande forma del figlio, già dimostrata in questo inizio di stagione. “L’ultima volta che abbiamo visto Remco era la vigilia di Natale – commenta il padre – Mi haveva a già dato un’impressione di notevole rilassatezza, e non ha fatto che rafforzarsi. Lo vedo in televisione, nei nostri messaggi quotidiani, o quando gli parlo. È come se si fosse scrollato di dosso un peso enorme”.
Una situazione ben diversa da un anno fa “quando lo abbiamo quasi perso come persona – racconta Evenepoel sr – Ma insieme con Oumi (sua moglie, ndr) è uscito da quel dirupo”. Tutto questo, per il padre, conta più dei possibili ottimi risultati che il classe 2000 potrà ottenere in questa stagione, iniziata decisamente bene, come d’altronde spesso era accaduto al duplice campione olimpico quando aveva avuto modo di fare un buon inverno.
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