Red Bull – BORA – hansgrohe, il progetto ciclocross è decollato: “Abbiamo iniziato con le basi, gli sponsor sono entusiasti”
La Red Bull – BORA – hansgrohe punta con decisione sul suo progetto ciclocross. La formazione World Tour si sta affacciando per la prima volta nella specialità, dopo aver messo insieme un roster di giovani talenti. Guidati dal coordinatore tecnico Sven Vanthourenhout, la squadra comprende, oltre all’italiano Matteo Gualtieri (16 anni), altri prospetti come Delano Heeren (17 anni), Lars Peers (16 anni) e Benjamin Huber (16 anni). Già dalla “carta d’identità” dei protagonisti si capisce come, almeno per il momento, la squadra guardi soprattutto al futuro. Nonostante questo, però, la struttura è già solida, con un camper, un meccanico, un medico e appunto il coordinatore tecnico a disposizione dei corridori in ogni trasferta della stagione di ciclocross. Un modo per guardare al futuro, certo, ma anche per capitalizzare una disciplina che dal 2027 darà anche punti UCI validi per le squadre su strada.
In un’intervista a Wielerflits, il coordinatore tecnico della sezione ciclocross della Red Bull – BORA – hansgrohe Sven Vanthourenhout ha spiegato: “È solo negli ultimi mesi che abbiamo davvero iniziato a costruire questo progetto. Abbiamo iniziato con le basi, i giovani. Forse a lungo termine punteremo più in alto e guarderemo tutto questo da una prospettiva diversa. Per ora sappiamo solo che dobbiamo lavorare su una base molto bella e avere fiducia in questo progetto. Sia la Red Bull sia tutti gli altri sponsor sono stati subito entusiasti e pronti a entrare in questo progetto per darci un supporto adeguato“.
Il tecnico, però, non vuole sentire paragoni con il progetto della Alpecin – Premier Tech di Mathieu Van Der Poel, attiva da anni nel mondo del ciclocross: “No, non è per niente un copia-incolla del progetto Alpecin-Premier Tech. La traiettoria che hanno preso i fratelli Roodhoft è molto diversa. Sono attivi in tutte le discipline del ciclismo da più di venti anni. Per noi non è possibile fare quello che fanno loro. Diciamo che potremmo avere una visione condivisa, ma non possiamo fare paragoni né provare a copiarli. Se guardi i risultati delle categorie giovanili nel ciclocross o nella mountain bike, capisci quanto sia importante fare queste discipline per poi andare forte su strada. Si parla spesso di Wout Van Aert, Tom Pidcock e Mathieu Van Der Poel, ma l’elenco è molto più lungo. In Francia hanno Paul Seixas, Aubin Sparfel e Léo Bisiaux, in Spagna sta arrivando Benjamin Noval. Penso sia importante capire subito l’importanza del progetto”.
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