Decathlon CMA CGM, il 20enne Aubin Sparfel: “Voglio continuare a fare ciclocross per tutta la carriera”
Aubin Sparfel nella scia dei grandi fenomeni del presente. Un tempo scegliere sembra necessario, ma da qualche anno a questa parte non tutti prendono questa decisione, riprendendo un filo interrotto con il passato. Se da sempre ci sono specialisti del ciclocross che rimangono confinati in quella disciplina, che giustamente è diversa dalla strada e quindi non per forza un corridore è in grado di destreggiarsi con profitto in entrambe le modalità, è anche vero che alcuni grandi big del passato sono riusciti ad ottenere risultati di spessore in entrambe le discipline. Una separazione si era tuttavia progressivamente imposta, così come per la pista, per non parlare della MTB, raggiungendo probabilmente il suo apice nel corso degli anni 2010, quando, per citare l’esempio più eclatante, il tre volte iridato CX Zdenek Stybar la abbandona completamente per lanciarsi in una carriera comunque di alto livello su strada.
L’inversione di tendenza è arrivata subito dopo di lui (lasciandogli sicuramente qualche rimpianto, ma questa è un’altra storia), in particolare con l’approdo di due fenomeni epocali come Wout van Aert e Mathieu van der Poel, che da subito hanno chiarito che in inverno non avevano intenzione di rinnegare il loro primo amore. Certo, a fasi alterne, con un calendario ridotto, ma in un modo o nell’altro, tranne qualche eccezione comprensibile legata a programmazioni condizionate spesso anche da infortuni, hanno cercato di esserci quanto più possibile.
Una decisione che ha portato anche Tom Pidcock a fare la stessa scelta e ora Thibau Nys, ma anche il ventenne Aubin Sparfel, tra le grandi promesse della disciplina. Fresco vincitore del Koppenberg, il corridore della Decathlon CMA CGM ha infatti aperto con successo la sua stagione nel fango e non nasconde alte ambizioni per le prossime settimane, in cui andrà a caccia del titolo U23 sia a livello Europeo che Mondiale. Nel mezzo ovviamente la sua campagna invernale sarà piuttosto ben fornita, cercando l’equilibrio con gli impegni propedeutici alla strada, ma in realtà si è ormai capito che anche il ciclocross può essere considerato tale, se con un programma di allenamento e corse ben ponderato e ragionato.
“Le mie ambizioni su strada non bloccheranno la strada ai miei inverni nel ciclocross – spiega dunque con convinzione a Het Lastse Nieuws il gioiellino francese, che peraltro ha come agente David van der Poel, e la cosa difficilmente può essere considerata realmente un caso – Voglio continuare a fare del ciclocross per tutta la mia carriera”. Un messaggio chiaro quello lanciato al suo team (che non è sembrato mai opporsi alla questione, anzi), ma non solo, all’intero ambiente. La sua carriera su strada sembra peraltro destinata a essere tutt’altro che aneddotica, casomai qualcuno avesse il dubbio potesse essere questa una causa.
Quest’anno vincitore di tappa sia a Giro Next Gen che Tour de l’Avenir, oltre che di tappa e classifica al Tour de Bretagne, a livello giovanile, tra i big ha già conquistato due corse di buon livello come Tour du Finistère nel 2025 e GP di Vallonia quest’anno, confermandosi come uno dei corridori più interessanti del panorama francese, crescendo ovviamente all’ombra del prodigio Paul Seixas, suo coetaneo.
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