Tour de France 2026, come stanno gli UAE? I corridori vengono isolati il più possibile, ma anche Pogacar e Del Toro non sarebbero al meglio

Si rincorrono le voci alla partenza della 19ª tappa del Tour de France 2026 riguardo le condizioni di salute degli uomini della UAE Team Emirates XRG. Dopo il ritiro di Brandon McNulty, nonché le difficoltà di Adam Yates nella tappa precedente e di Tim Wellens che ieri ha rischiato a sua volta di finire fuori tempo massimo, è chiaro a tutti, per la stessa ammissione del belga, che in squadra sta girando un virus che li ha fortemente debilitati. Colpiti da problemi gastrointestinali, gli uomini della formazione che sino a pochi giorni fa sembrava imbattibile, specialmente in montagna, appaiono più deboli che mai, tanto da aver aperto molte discussioni in vista delle due tappe alpine più attese di questa edizione.

Ovviamente, grandi precauzioni ora in squadra. La nostra redazione ha infatti appreso che i contatti fra i corridori sono fortemente limitati fra loro nel dopo tappa, tanto che si cerca di tenerli lontani nel bus e nel corso di ogni spostamento, fino ad aver chiesto loro di mangiare separatamente, in modo da cercare di evitare ulteriori contagi. Anche lo staff sta molto attento, con un grande utilizzo dei vari dispositivi di protezione, come mascherine e gel igienizzanti, che sono in questo momento i “migliori amici”, specialmente nei momenti di inevitabile condivisione fra i corridori.

L’uomo più sorvegliato chiaramente è Tadej Pogacar, la cui Maglia Gialla non sarebbe stata minimamente in discussione senza questi problemi, anche se ora qualche pensiero inevitabilmente è presente. Discorso simile per Isaac Del Toro, che invece la sua Maglia Bianca deve ancora più che sudarsela nella sfida con Paul Seixas. Ed entrambi, secondo alcune voci e spifferi che abbiamo raccolto alla partenza, non sono sembrati al meglio, né ai vari osservatori, ma soprattutto neanche ad alcuni corridori rivali, che sottotraccia hanno ammesso di aver visto alcuni segnali di possibile malessere per entrambi.

La tappa odierna ce ne dirà di più, ma per come sono andati i primi chilometri appare evidente che Tim Wellens sia ancora in difficoltà, mentre Adam Yates, mandato in fuga, potrebbe stare già meglio (a meno che mandarlo avanti sia proprio per la consapevolezza di sapere che non seguirebbe eventuali attacchi). Non ci sono ovviamente risposte ancora sulle condizioni del capitano e del suo giovane luogotenente, riguardo i quali non è da escludere che le impressioni del gruppo siano più dovute a un desiderio, interpretando eventuali segnali secondo il proprio pensiero soggettivo, più che in maniera oggettiva. La risposta non tarderà ad arrivare sull’Alpe d’Huez…

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