Tour de France 2025, Jonas Vingegaard è pronto: “Sono più forte che mai. Ho più massa muscolare e sono più esplosivo. Anche Pogacar ha i suoi punti deboli”
Più esplosività e muscoli per Jonas Vingegaard al Tour de France 2025. Il danese sembra aver individuato in questi due aspetti due elementi chiave della sua sconfitta della passata stagione, quando Tadej Pogacar si è ripreso lo scettro di Parigi dopo due sconfitte pesanti da parte del leader della Visma | Lease a Bike. Lo sloveno, vista anche la recente dominazione al Giro del Delfinato è chiaramente il grande favorito, ma lo scalatore scandinavo non parte di certo battuto e proverà, assieme ai suoi compagni, a far saltare il rivale come già riuscitogli in due occasioni. Costretto da alcuni problemi fisici a un lungo stop, il classe 1996 si presenta comunque al va di Lille in condizioni decisamente migliori rispetto alla passata stagione e la sua preparazione non sembra essere stata molto condizionata da quanto successo alla Parigi-Nizza, anzi, ha comunque potuto svolgere gli allenamenti che si era prefissato e si sente in ottima forma.
“Sono più forte che mai – ha spiegato in una breve conferenza svolta questa mattina – Lo scorso anno non ero male, ma non così. Avevo meno muscoli ed ero più leggero. Ora son più pesante, in particolare per i muscoli, e questo mi dà più potenza. La differenza maggiore con l’ano scorso è che rientravo da quella brutta caduta e mi ci è voluto più tempo di quanto pensavo per riprendermi. Il mio corpo ci ha messo molto a riprendersi e ci è voluto quasi un anno”.
L’obiettivo del lavoro che lo ha portato ad aumentare la massa muscolare è cercare di rispondere agli sfiancanti attacchi continui dello sloveno, accelerazioni che potrebbe mettere in atto tanto nella prima settimana di gara movimentata, che poi nelle grandi salite. “Con più muscoli sei più esplosivo e sento che è quello che mi è mancato un po’ lo scorso anno, quindi volevo migliorare da quel punto di vista – aggiunge – Mi alleno duro ogni giorno per battere Tadej e questo mi ha fatto crescere. Lo ammiro molto. Ma se fossimo spaventati non saremmo qui. Anche lui ha le sue debolezze”.
Ovviamente, il danese e il suo team non vogliono certo dettagliare la questione: “Non lo diremo di certo ai quattro venti – prosegue – È qualcosa che teniamo per noi […] Quale è il nostro piano? Non lo dirò qui. Chiaramente abbiamo un piano, ma non posso certo dirlo ai media”.
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