Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech): Lui stesso aveva iniziato a dubitare delle sue capacità dopo sedici tappe senza acuti e in cui le gambe sembravano sempre inchiodate in volata. Oggi invece è tornato a dettare legge, a vincere facile, con l’esplosività che ha contraddistinto le sue tante vittorie alla Grande Boucle, visto che con questa diventano undici. Lo ha fatto grazie al grande supporto del team e soprattutto ad un monumentale Mathieu van der Poel, che ancora una volta ha lanciato il suo sprint in un modo perfetto, mettendosi a disposizione del compagno con grande umiltà e confezionando così un vero successo di squadra.
Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step): Ha un grande merito, quello di provarci sempre quando c’è l’occasione. Anche oggi ha avuto l’intelligenza tattica di sfruttare il momento di indecisione dopo il traguardo volante per allungare. Si è lanciato quindi una cavalcata solitaria in grande stile e ha dato davvero il massimo, venendo ripreso dagli inseguitori a soli 3700 metri dall’arrivo. Sfuma quindi nuovamente il sogno della prima vittoria alla Grande Boucle della carriera, ma il belga resta sempre un protagonista dei grandi appuntamenti.
Olav Kooij (Decathlon CMA CGM): La prima partecipazione al Tour del velocista olandese continua a regalare grandi risultati. Dopo la vittoria a Pau ha trovato energie aggiuntive per lottare sempre per il successo e con il terzo posto odierno salgono a quota quattro le ulteriori top3 raggiunte. Da sottolineare poi come la squadra francese abbia controllato la situazione nei punti chiave e, a parte un momento di impasse in cui si sono spostati, hanno saputo pilotare bene il proprio capitano a giocarsi la volata, dove ha ottenuto un altro ottimo piazzamento.
Mads Pedersen (Lidl-Trek): Per citare le sue parole “Non doveva andare così”. Infatti quella che sulla carta poteva essere l’occasione giusta per rafforzare la Maglia Verde, si è tramutata in una giornata da dimenticare. Infatti il grande rivale Philipsen si è portato a soli sette punti e l’obiettivo inseguito fin dall’inizio rischia proprio di sfumare vicino a Parigi. Bisogna comunque dare atto al danese che in questo Tour ci ha sempre provato, ed è stato ripagato a Foix, ma oggi ha sprecato troppo energie inutilmente, non avendo probabilmente la necessaria lucidità per marcare stretto il belga nel finale e impedire di perdere così tanti punti.
Nessun italiano in fuga: Sono solo dodici i corridori italiani al via di questa edizione, ma non vederne neanche uno provarci in una fuga con quasi cinquanta corridori rappresenta una delusione. In questo Tour non è ancora arrivato l’acuto di uno dei nostri portacolori e le occasioni da qui a Parigi sono sempre meno. Oggi poteva essere quella buona almeno per provarci. Un piccolo segnale, che conferma però come il nostro movimento stia faticando sempre di più a livello internazionale nei grandi appuntamenti.
Uno-X Mobility: La squadra norvegese ci ha abituato a essere un team particolarmente attento a centrare la fuga giusta nelle giornate importanti. Oggi invece sorprendentemente nessuno dei corridori è riuscito a entrare nel tentativo che ha preso il largo, probabilmente sprecando troppo energie nelle fasi iniziali. Infatti paradossalmente i primi tentativi avevano visto protagonista Jonas Abrahamsen e poi anche gli altri compagni avevano partecipato agli altri allunghi, ma nel momento chiave nessuno ha avuto le gambe per essere davanti.
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