Bilancio Squadre 2026: Lidl-Trek – Non un’annata memorabile, con calo di vittorie e punti, grandi nomi frenati dai problemi fisici e un po’ di confusione nelle scelte
La Lidl – Trek si conferma fra le squadre di riferimento al mondo, anche se continua a mancare qualcosa per arrivare ai vertici assoluti. Con 29 successi, di cui undici WorldTour, la compagine ormai tedesca fa registrare un totale importante, ma comunque notevolmente inferiore rispetto alla passata stagione, quando le vittorie totali erano state 46 e 20 quelle nella massima divisione. Grazie ai suoi uomini di riferimento, il team conquista ancora numerosi piazzamenti di rilievo, in praticamente ogni tipo di corsa, dalle classiche del pavé alle classiche più impegnative, passando per i GT e le volate, ma resta ancora da compiere l’ultimo step e manca ancora il tanto agognato, dai corridori e dalla dirigenza, successo di peso.
TOP
Non è riuscito ad alzare le braccia al cielo neppure una volta, ma nonostante questo Giulio Ciccone è stato grande protagonista durante tutta la stagione, risultando uno dei migliori corridori della squadra. Tantissimi i piazzamenti ottenuti dall’abruzzese, che al Giro d’Italia è anche riuscito a vestire la Maglia Rosa per un giorno prima di conquistare, per la seconda volta in carriera, quella Azzurra dei GPM. Nella seconda parte dell’anno, invece, il 31enne ha confermato l’ottimo feeling con le corse di un giorno, chiudendo al sesto posto la Clasica San Sebastian, al secondo il GP de Québec, al settimo il GP de Montréal, al terzo Il Lombardia e, con la maglia della nazionale, al nono i Mondiali di Montréal e al secondo gli Europei di Ljubljana, dove per questione di millimetri si è visto beffato da Remco Evenepoel. L’anno prossimo cambierà maglia e correrà con la Pinarello Q36.5: probabile che la sua assenza si farà sentire per il team tedesco.
Rispetto alle 14 vittorie dello scorso anno, l’unica affermazione ottenuta in questo 2026 potrebbe sembrare un fallimento, ma è impossibile mettere Mads Pedersen tra i flop, sia per i risultati che ha comunque ottenuto, sia per la combattività che ha dimostrato in gran parte delle gare. La stagione non era iniziata per nulla bene bene per l’ex iridato, caduto e infortunatosi al primo giorno di gara e costretto così a interrompere la preparazione per le classiche, alle quali riesce comunque a presentarsi dopo un recupero lampo. Nonostante questo, il 30enne chiude in top-10 a Milano-Sanremo, E3 Saxo Classic, Dwars door Vlaanderen, Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix. Si presenta invece al meglio al Tour de France, dove si impone nella quarta tappa al termine di una fuga da lontano ed è poi protagonista di una corsa d’attacco che lo vede ottenere altri piazzamenti e, soprattutto, punti preziosi per conquistare la Maglia Verde. Ci riprova poi alla Vuelta a España, ma un problema di salute e un po’ di stanchezza lo costringono al ritiro; il sesto posto ai Mondiali di Montréal è quindi l’ultimo risultato di rilievo della sua annata, che resta assolutamente positiva malgrado l’unico successo.
Quest’anno il plurivinctore del team è stato Jonathan Milan che ha invece incrementato il numero complessivo di successi, da nove a dodici. Il friulano si è confermato fra i migliori velocisti al mondo, ma rispetto alla scorsa stagione non è riuscito a essere protagonista nelle Classiche, dove invece sembrava poter fare il salto di qualità. Nelle corse a tappe invece il suo ruolino di marcia è stato impeccabile, vincendo tutte le volte che ha preso il via. Infatti è partito subito forte con due centri ad AlUla e UAE Tour, poi una vittoria alla Tirreno-Adriatico e una al Giro d’Italia a Roma, al termine di una Corsa Rosa in cui forse poteva fare qualcosa in più. Poi è arrivato il successo ai Campionati Italiani, seguito dal tris al Giro di Polonia e da quello al Renewi Tour a fine agosto, che è stato l’ultimo a causa della caduta che lo ha costretto a termine in anticipo una stagione nel complessivo positiva.
Tra i protagonisti della stagione c’è poi Quinn Simmons, che ha fatto un ulteriore passo in avanti. Lo statunitense chiude con tre vittorie, come dodici mesi fa, ma complessivamente ha ottenuto molto di più. I successi sono arrivati al Tour Auvergne – Rhône-Alpes, con una grande azione all’attacco, nella prova in linea dei Campionati Nazionali e alla Japan Cup. Nel mezzo c’è stato però tanto altro, con la vittoria sfiorata a Foix al Tour de France, i grandi piazzamenti in Canada, con le top5 a GP de Québec e Montréal e il quarto posto ai Mondiali, oltre ad un altro quarto posto alle Tre Valli Varesine. Un corridore che è diventato ormai un punto di riferimento assoluto nel team, anche a livello di visibilità per il suo modo di correre all’attacco.
Altro punto fermo è Mattias Skjelmose, che non centra la vittoria, ma si migliora complessivamente rispetto all’annata precedente. Il danese si è confermato nelle Classiche delle Ardenne, sfiorando il bis alla Amstel Gold Race e chiudendo quinto alla Freccia Vallone. Oltre ai piazzamenti nelle brevi corse a tappe, settimo in classifica al Giro dei Paesi Baschi e sesto al Tour Auvergne – Rhône-Alpes, è riuscito ad essere protagonista al Tour de France, chiudendo sesto nella generale e soprattutto davanti al compagno di squadra Ayuso, ribaltando così sulla strada quelle che erano le gerarchie alla vigilia nel team. Ha poi corso anche la Vuelta a España, partendo bene, ma poi è arrivato nell’ultima settimana senza più energie dopo una stagione intensa, chiudendo tredicesimo.
La rivelazione della stagione è stata invece Jakob Söderqvist, capace di ottenere alla sua prima stagione da professionista ben quattro successi con il team, più quello a cronometro ai Campionati Nazionali in Svezia. Le sue qualità nelle prove contro il tempo sono state confermate con i due successi arrivati all’Eneco Tour, oltre alla medaglia sfumata ai Mondiali per una caduta. Ha mostrato però di poter dire la sua anche anche in terreni più duri, visto il successo di tappa e della classifica generale al Giro di Ungheria, che lasciano ben sperare per un ulteriore crescita futura.
Cinque centri anche per Mathias Vacek, altro giovane promettente che sta dimostrando di avere delle qualità importanti come passista. Oltre alla conferma dei due titoli ai Campionati Nazionali in Repubblica Ceca, si è fatto valere nelle brevi corse a tappe, chiudendo al terzo posto il Giro di Svizzera, al quinto quello di Germania e poi vincendo il ZLM Tour, in cui ha ottenuto anche due successi di tappa. Oltre a questo ha corso bene anche al Tour de France in supporto ai compagni e provandoci in prima persona anche in diverse fughe.
Un’annata senza grandi acuti, ma comunque con un buon quinto posto al Giro d’Italia per Derek Gee-West. Il canadese, che ha ottenuto come unico successo quello a cronometro ai Campionati Nazionali, non è riuscito in termini di risultati complessivi a replicare la passata annata, con una prima annata con il team tedesco che lo ha visto però comunque protagonista nella Corsa Rosa, dove si è confermato con i big, pur non riuscendo a migliorare il quarto posto del 2025. Al Tour de France ha corso invece in supporto ai capitani e non ha poi più avuto occasioni per mettersi in luce in prima persona, con un finale di stagione abbastanza anonimo.
Ci sono poi due corridori tedeschi che si sono distinti per motivazioni diverse. Da una parte il veterano Max Walscheid ha trovato una delle migliori stagioni degli ultimi anni in termini di risultati personali, con i piazzamenti a cronometro a Tirreno-Adriatico e Giro d’Italia, l’undicesimo posto alla Parigi-Roubaix, il sesto alla Copenhagen Sprint, le top5 a Giro di Danimarca e Germania e infine la vittoria di tappa allo ZLM Tour. Il connazionale Tim Torn Teutenberg ha invece ottenuto a 24 anni la prima vittoria da professionista alla Philadelphia Cycling Class, in una stagione in cui è arrivato il quinto posto alla Flandrien 0.0 Classic e diversi piazzamenti nelle brevi corse a tappe.
Tra gli altri corridori vincenti troviamo Andrea Bagioli, tornato finalmente al successo al Giro d’Austria e che ha poi centrato qualche altro buon piazzamento nel corso della stagione, con il quinto posto al GP Indurain e un terzo di tappa a Sondrio al Giro di Svizzera. Bene anche Matteo Sobrero, capace di chiudere nono in classifica il Santos Tour Down Under ad inizio stagione e ottavo al Giro di Polonia alla fine, oltre ad una vittoria sfiorata al Tour of the Alps e anche un sesto posto di tappa al Giro d’Italia. Buoni piazzamenti in classifica anche per Søren Kragh Andersen, quinto in Danimarca e settimo in Lussemburgo, oltre alle top10 a Ronde van Limburg e Copenhagen Sprint.
La prima parte di stagione aveva fatto sperare benissimo per Albert Withen Philipsen, ancora giovanissimo ma già capace di essere protagonista in gare importanti come Amstel Gold Race e Giro di Romandia. Due cadute, però, lo hanno in pratica tolto dalla scena da inizio maggio in avanti. Tra i gregari ha invece sfiorato il successo Carlos Verona, secondo di poco alla Andorra MoraBanc Clàssica e sempre supporto prezioso in salita per i capitani. Sono stati sempre importanti nei treni e nel propiziare le volate Simone Consonni e Jacopo Mosca, mentre Julien Bernard si è confermato un corridore in grado di andare sempre all’attacco quando possibile, diventando una pedina fondamentale nelle fughe. Un contributo sempre importante, soprattutto nelle fasi iniziali e centrali delle gare, è arrivato poi da Amanuel Ghebreigzabhier, corridore a cui tirate di decine di chilometri non fanno proprio spavento.
+++ Giulio Ciccone
++ Mads Pedersen
+ Jonathan Milan
FLOP
Un altra stagione da dimenticare per Tao Geoghegan Hart, che come ha detto lui stesso deve “trovare i pezzi del puzzle”. Infatti il britannico dopo la caduta in discesa al Giro d’Italia 2023, in cui aveva riportato la frattura del femore, non è mai più riuscito a ritrovare quelle prestazioni in bici che gli avevano permesso di conquistare la Maglia Rosa nel 2020. L’annata appena passata è stata il punto più basso della sua carriera, visto che ha corso solo 29 giorni, senza purtroppo dare mai un segnale di vera ripresa. Uno dei pochissimi corridori del team a non ottenuto nemmeno una top10 e sopratutto non è riuscito nemmeno a dare il proprio contributo ai compagni in corse di rilievo. Evidentemente in questi anni qualcosa non ha funzionato anche a livello di rapporto con lo staff e infatti il prossimo anno proverà a rilanciarsi davvero cambiando team e passando alla EF Education-EasyPost.
Arrivato come grande colpo del CicloMercato e atteso al definitivo salto di qualità, Juan Ayuso non è riuscito a rispettare le aspettative, facendo decisamente peggio della scorsa stagione. L’attesa era per vederlo capitano al Tour de France, dopo essere stato chiuso dalla concorrenza alla UAE, ma non è riuscito a reggere il confronto con i migliori. Infatti alla Grande Boucle è partito bene, restando in lotta per il podio, ma poi è andato in calando, chiudendo solamente settimo e sopratutto alle spalle del compagno di squadra Skjelmose. La stagione si era aperta bene con la vittoria dell’ultima tappa e della generale alla Volta ao Algarve, che sono state però le uniche affermazioni di questo 2026. Per il resto un terzo posto al Tour Auvergne – Rhône-Alpes e un sesto al Tour of Guangxi, troppo poco per quello che ci aspettava.
Per Thibau Nys il 2026 ha rappresentato un’annata complicata. Il corridore belga, dopo aver concluso la stagione di ciclocross con un ottimo bronzo ai Mondiali, è stato sottoposto ad un intervento al ginocchio sinistro per la sindrome da attrito prerotuleo, emersa durante gli allenamenti del periodo invernale. Un periodo di stop, che sarebbe dovuto essere inizialmente di alcune settimane, si è poi rivelato notevolmente più lungo, ed ha costretto il figlio d’arte a saltare tutta la stagione delle Classiche e il Giro d’Italia. Il suo rientro è avvenuto a metà giugno, in occasione del GP Gippingen, dove ha conquistato un quarto posto. La stagione è poi proseguita con il Giro di Svizzera e la Vuelta a España, senza particolari acuti, fatta eccezione per il terzo posto ottenuto nella quindicesima tappa del Grande Giro spagnolo. Un Mondiale non concluso e la mancata partecipazione agli Europei hanno infine chiuso la sua annata su strada. Tra sfortuna e problemi fisici, che hanno inevitabilmente condizionato la sua condizione, la stagione non può che essere considerata poco esaltante.
Lennard Kämna ha vissuto una stagione piuttosto anonima e povera di piazzamenti. Se lo scorso anno era riuscito a raccoglierne alcuni, soprattutto nelle classifiche generali di brevi corse a tappe, quest’anno il bottino è stato ancora più magro. Resta comunque da considerare il grave incidente in allenamento subito nel 2024, che lo ha tenuto lontano dalle competizioni e costretto ad affrontare un lungo percorso di recupero. Ritornare al massimo della forma dopo uno stop così prolungato non è certamente semplice.
Discorso diverso per Bauke Mollema, che ha concluso la sua ultima stagione da corridore professionista, senza centrare risultati particolarmente entusiasmanti. Tuttavia, considerando i 39 anni, il prestigioso palmarès costruito nel corso della carriera e le vittorie conquistate quando era al massimo della condizione, non si può che ammirarne la costanza e la dedizione. Qualche soddisfazione è comunque riuscito a togliersela, come il terzo posto nella classifica generale del Giro d’Austria, corsa nella quale ha ottenuto anche due quarti posti di tappa. Una stagione non da incorniciare in termini di risultati, ma comunque un buon modo per salutare un mondo che lo ha visto protagonista fin dal 2009.
Il 2026 ha visto Toms Skujiņš dare nuovamente il meglio di sé con la maglia della Nazionale lettone. Il miglior risultato della stagione, nonché l’unico piazzamento di rilievo, è stato infatti il quarto posto conquistato in occasione degli Europei in Slovenia. Con la maglia della propria squadra, invece, il corridore baltico ha raccolto meno di quanto ci si potesse aspettare da lui.
Per quanto riguarda Sam Oomen, la sua stagione ha ricalcato abbastanza fedelmente quella dello scorso anno. Impiegato prevalentemente nel ruolo di gregario, anche questa volta non ha ricevuto una convocazione per un Grande Giro e, nelle altre corse a cui ha preso parte, non è riuscito a conquistare alcun piazzamento di rilievo. Nessun piazzamento significativo o podio neppure per Edward Theuns, uomo fondamentale per le volate dei compagni di squadra, ma che in prima persona non è riuscito a raccogliere granché. Annata anonima anche per il danese Mathias Norsgaard, al suo primo anno nella formazione statunitense e raramente protagonista nelle corse affrontate. Poco da segnalare, infine, anche per Otto Vergaerde che, pur svolgendo il consueto lavoro di supporto ai compagni, non è riuscito a mettere in mostra particolari guizzi.
– Thibau Nys
— Juan Ayuso
— Tao Geoghegan Hart
Classifica UCI
L’andamento complessivo della stagione, per la Lidl-Trek, non è stato in linea con quelle che erano le aspettative di inizio stagione, anche se, in termini assoluti, la formazione tedesca è stata una delle più vincenti. In tutto, sono stati raccolti 19361.68 punti, quasi 2000 in meno rispetto al 2025. Il calo è stato rispecchiato anche dalla posizione in graduatoria, visto che il nome della squadra teutonica compare nella quinta casella, due posti più giù rispetto alla terza dell’anno scorso. Di seguito i venti corridori che hanno contribuito a firmare il raccolto di punti nell’arco dell’annata.
| CORRIDORE | NAZIONE | PUNTI |
| CICCONE Giulio |
ITA
|
2728 |
| PEDERSEN Mads |
DEN
|
2715.25 |
| SKJELMOSE Mattias |
DEN
|
2403.82 |
| SIMMONS Quinn |
USA
|
2022.82 |
| AYUSO Juan |
ESP
|
1735.53 |
| MILAN Jonathan |
ITA
|
1285 |
| GEE Derek |
CAN
|
1258.25 |
| VACEK Mathias |
CZE
|
953.96 |
| SÖDERQVIST Jakob |
SWE
|
639.71 |
| WALSCHEID Max |
GER
|
597.67 |
| SOBRERO Matteo |
ITA
|
492.33 |
| TEUTENBERG Tim Torn |
GER
|
430 |
| KRAGH ANDERSEN Søren |
DEN
|
366.71 |
| SKUJINS Toms |
LAT
|
335.53 |
| PHILIPSEN Albert |
DEN
|
323 |
| NYS Thibau |
BEL
|
300 |
| BAGIOLI Andrea |
ITA
|
264 |
| BERNARD Julien |
FRA
|
187.28 |
| OOMEN Sam |
NED
|
166 |
| VERONA Carlos |
ESP
|
156.82 |
Miglior Momento
La giornata che ha meglio di tutte rappresentato la grande coesione e la grande forza del team è la quarta tappa del Tour de France 2026. A vincere è Mads Pedersen, che dopo tre anni torna al successo alla Grande Boucle, ma la vittoria porta la firma anche di Quinn Simmons, peraltro secondo all’arrivo, e Mathias Vacek, che assieme a lui si infilano progressivamente nella maxi-fuga di giornata e poi lo scortano nel corso di una giornata impegnativa e combattuta, durante la quale si ritrovano praticamente in tre contro trenta. Un perfetto gioco di squadra, perfettamente finalizzato da una volata di pura potenza del suo capitano.
Bilancio Lidl - Trek 2026
Volate - 8.7
Classiche - 8.2
Grandi Giri - 7.7
8.2
L'eccellenza non è lontana, ma qualcosa manca ovunque rispetto ai grandi dominatori del presente. Il campo migliore son gli sprint, nei quali comunque forse rispetto al passato è mancato il successo di peso, ma in generale il team è ben attrezzato su ogni fronte e continua a rafforzarsi alla ricerca di quell'ultimo salto di qualità.
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