Bilancio Squadre 2026: EF Education-EasyPost – La grinta di Carapaz, gli acuti di Valgren e i lampi di Beloki fanno la differenza, ma sono tutti in partenza verso altre squadre…
Per la Ef Education-EasyPost il bilancio 2026 non si discosta particolarmente da quello che è stato il rendimento delle annate precedenti. La squadra di licenza statunitense si conferma specializzata nell’andare a caccia di gloria nelle pieghe del calendario e nei momenti in cui i suoi corridori più affermati riescono a esprimersi al meglio. Le vittorie sono state 12, in linea con quanto visto nel 2025 (furono 10), e alcuni risultati hanno avuto un peso specifico significativo. Uno dei lati positivi dell’andamento della formazione diretta da Jonathan Vaughters rimane la capacità di pungere in tutte le tipologie di gara; uno di quelli negativi è che tanti corridori sono rimasti sotto le potenziali aspettative, anche per via di problemi fisici duri da assorbire.
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Il trascinatore della formazione statunitense in questo 2026 è stato sicuramente Richard Carapaz, nonostante alcuni problemi fisici che lo hanno costretto a saltare il Giro d’Italia e il finale di stagione. Tra giugno e settembre, però, il rendimento dell’ecuadoriano è stato di altissimo livello: secondo al Giro di Svizzera dominato da Pogačar, il 33enne è poi grande protagonista al Tour de France, in particolare nell’ultima settimana, dove va a prendersi ben due successi di tappa e conquista la Maglia a Pois (oltre al premio di Supercombattivo), chiudendo all’ottavo posto finale. Poco dopo deve inchinarsi al solo Evenepoel alla Clásica San Sebastián e si presenta poi al via della Vuelta a España, dove, anche per via di un po’ di stanchezza, non riesce a ripetere le prestazioni della Grande Boucle, concludendo comunque in quarta posizione (sebbene lontano dal podio) senza rinunciare a correre all’attacco e con la solita grinta. Elementi di cui sicuramente la squadra sentirà la mancanza il prossimo anno, che il campione olimpico di Tokyo affronterà con la maglia della NSN.
Altro corridore che tra poche settimane cambierà team è Michael Valgren, che però quest’anno è riuscito a ripagare la fiducia accordatagli della compagine americana dopo l’incidente del 2022, che lo aveva visto rischiare non solo la carriera, ma anche la vita. Pur avendo vissuto in seguito delle annate complicate, la squadra aveva infatti continuato a credere nel danese, che in questo 2026 è rinato ed è riuscito a cogliere due successi di peso, una tappa alla Tirreno-Adriatico e, soprattutto, una al Giro d’Italia, entrambe al termine di fughe da lontano. Buone, inoltre, le prestazioni offerte nelle classiche del Nord e al Tour de France, dove ci ha provato con alcune fughe, ma senza successo. La sua esperienza sarà probabilmente la perdita maggiore per la squadra.
Paradossalmente, anche un altro dei corridori più vincenti del team in questa stagione cambierà squadra nella prossima: si tratta di Markel Beloki, che alla terza annata tra i pro’ ha trovato i primi risultati importanti e anche le prime vittorie. Queste ultime sono arrivate nella seconda tappa e nella classifica finale di una corsa minore come il Tour de l’Ain, ma il 21enne era stato protagonista di buone prestazioni già al Giro dei Paesi Baschi e al Giro d’Italia, dove per le prime due settimane è rimasto a ridosso della top-10 prima di crollare e chiudere 35°. La speranza, nella seconda parte dell’anno, era quella di potersi migliorare alla Vuelta a España, ma, dopo un bel ottavo posto alla Vuelta a Burgos, al GT spagnolo è stato costretto a ritirarsi dopo pochi giorni a causa di una malattia. Un peccato l’addio al team proprio ora, quando stava iniziando a far vedere di cosa è capace.
Sicuramente positivi i risultati ottenuti del reparto ruote veloci, capace di portare un terzo delle vittorie stagionali. Da questo punto di vista il migliore è stato il giovane Noah Hobbs, che al primo anno tra i professionisti ha messo in mostra il suo talento centrando due successi (la Heistse Pijl e una tappa al Tour de l’Ain) e diversi buoni piazzamenti durante tutto il 2026, compresa una top-10 alla Classica di Amburgo. Un po’ più discontinui, invece, Luke Lamperti e Marijn van den Berg, che comunque hanno portato a casa una vittoria ciascuno e un discreto bottino di punti UCI. Lo statunitense è stato brillante soprattutto nella prima parte dell’annata, dove ha lasciato il segno nella prima tappa della Parigi-Nizza, mentre il neerlandese si è visto principalmente nella seconda metà, conquistando la seconda frazione del Giro di Lussemburgo. Nel 2027, però, sarà importante che riescano a dare un apporto maggiore, visti gli addii importanti.
Altro corridore che è andato a segno e che ha anche offerto ottime prestazioni durante tutta la stagione è Alex Baudin, che sembra aver fatto un deciso passo in avanti in questo 2026, sia nelle corse a tappe che in quelle di giorno. Nono nella classifica finale di Parigi-Nizza e Giro dei Paesi Baschi, il francese ha poi sfiorato la top-10 all’Amstel Gold Race e l’ha centrata alla Freccia Vallone e al GP Francoforte, trovando infine il successo nella frazione inaugurale del Tour Auvergne – Rhône-Alpes, dove ha vestito per cinque giorni la maglia di leader prima di chiudere appena fuori dai primi dieci. Al Tour de France entra in tantissime fughe, ottenendo un quarto posto come miglior risultato, e anche il finale di stagione è abbastanza buono, con alcuni piazzamenti in gare di un giorno. Non stupisce, quindi, che la squadra lo abbia blindato fino al 2029.
Discorso a parte merita Ben Healy. Negli anni l’irlandese è diventato un corridore di riferimento su scala mondiale, ma in questa annata il suo sviluppo è andato rallentando, soprattutto per i problemi fisici che lo hanno condizionato nella prima metà di stagione. Il Tour de France gli è servito per ritrovare il colpo di pedale e poi, in autunno, si è rivisto l’ormai proverbiale spirito da battaglia sportiva, con buoni piazzamenti e con un Mondiale corso, nuovamente, da protagonista. Non è una stagione persa, ma se l’avvicinamento al 2027 sarà più tranquillo si potrà pensare di rivederlo costantemente fra i migliori.
Problemi fisici anche per Mikkel Honoré, pure lui andato poi in crescendo una volta ristabilitosi. Il danese ha fatto cose molto buone nel periodo delle Classiche italiane, ha sfiorato il successo al Giro di Lussemburgo e, in generale, ha lasciato intendere di essere corridore su cui si può puntare, soprattutto in giornate nervose. Su di lui però è arrivata la Jayco-AlUla, che lo avrà in organico a partire dal 2027. Guai fisici li aveva avuti invece nel 2025 Georg Steinhauser, presentatosi però tirato a lucido al via del 2026: il tedesco ha inanellato una serie di piazzamenti di alto livello, culminati con il sorprendente terzo posto nella classifica finale della Parigi-Nizza. Nel resto della stagione gli acuti sono andati diminuendo, ma al suo attivo c’è la doppietta Tour-Vuelta portata a termine.
Alla Vuelta a España si è rivelato il colombiano Juan Felipe Rodríguez Contreras, promosso a stagione in corso e subito capace di portare a termine il Grande Giro spagnolo, chiudendo a 16esimo posto della generale. Non si è visto granché, in termini di andamento delle tappe, ma la sua regolarità ha l’aria di essere una caratteristica che potrà essere importante in futuro. Sempre alla Vuelta sono arrivati i migliori momenti della stagione di Vincenzo Albanese: il corridore campano ha raccolto un terzo e un quinto posto, lasciando però per strada qualche rimpianto per risultati che avrebbero potuto essere anche più rimarchevoli. In generale, per lui, va in archivio una stagione non di primissimo piano, ma resa comunque sostanziosa da alcuni piazzamenti sparsi per il calendario.
Nel folto pacchetto di corridori che sanno muoversi su percorsi esidenti e che hanno avuto modo di mettersi in luce ci sono poi Lukas Nerurkar (quarto al Gran Piemonte e frequentemente piazzato nelle corse di un giorno), Sean Quinn (tornato su buoni livelli dopo una serie di problemi fisici), James Shaw e Harry Sweeny. Quest’utimo aveva iniziato la sua annata alla grande, con il terzo posto occupato sul podio finale al Tour Down Under, ma ha poi dovuto saltare praticamente tutto il resto della stagione per un infortunio.
+++ Richard Carapaz
++ Michael Valgren
+ Markel Beloki
FLOP
La stagione 2026 ha portato con sé il rinvigorirsi del sospetto che i momenti più brillanti della carriera di Kasper Asgreen siano ormai alle spalle. Il danese, 31 anni, è rimasto nelle parti meno visibili del gruppo sostanzialmente in tutte le corse affrontate, non riuscendo a portare a casa granché, fatta eccezione per i piazzamenti nelle cronometro affrontate con la maglia della Nazionale fra Mondiale ed Europeo.
Al terzo anno di professionismo ci si aspettava di più da Adam Rafferty, che però non è riuscito a spiccare ed è rimasto sull’onda solcata nel 2025, senza particolari sussulti. L’irlandese aveva lasciato intravedere segnali interessanti, soprattutto in salita, ma non sta trovando il modo di far fruttare le sue qualità. La squadra, comunque, gli darà ulteriore fiducia nel 2027, con la speranza che il livello prestativo del corridore torni ad alzarsi.
È stata una stagione grigia anche per Samuele Battistella, con lo stesso corridore italiano che ha sottolineato come la sua permanenza nella squadra non sia stata particolarmente comoda, almeno in questa stagione. Il corridore veneto è stato spesso impiegato come gregario puro e ha dovuto fare i conti anche con un paio di incidenti di gara, capitati in momenti cruciali dell’annata. Per lui c’è alle viste una nuova avventura, con colori diversi addosso.
Stagione difficile anche per Neilson Powless, che peraltro arrivava dall’annata migliore della carriera. Lo statunitense è stato subito rallentato da un problema fisico, ha dovuto saltare tutta la primavera e poi, una volta rientrato, non è riuscito a trovare il suo miglior colpo di pedale, focalizzandosi probabimente già sull’annata futura. Rendimento non entusiasmante neppure per l’estone Madis Mihkels, che non ha fatto fruttare molto il suo spunto veloce in contesti di concorrenza in cui avrebbe potuto fare meglio: qualche buon piazzamento è arrivato (cinque volte fra i primi 10 di tappa al Giro d’Italia), ma il raccolto complessivo è rimasto inferiore a quello di 2024 e 2025.
Solo qualche isolatissimo lampo per l’ecuadoregno Jefferson Alexander Cepeda, mentre il promettente slovacco Matthias Schwarzbacker non è riuscito a esprimersi, riscontrando un impatto faticoso con il mondo del professionismo. Più visibile è stato il neerlandese Jardi Christian van der Lee, i cui tentativi di fuga non gli hanno però fruttato granché. Il canadese Michael Leonard ha trascorso un ulteriore anno buono per accumulare esperienza, così come lo statunitense Colby Simmons: emtrambi, però, hanno faticato a trovare la loro dimensione nelle varie corse affrontate.
Stagione fondamentalmente anonima anche per l’australiano Alistair Mackellar e per il britannico Max Walker, entrambi raramente in grado di offrire un contributo tangibile all’economia della squadra statunitense. Sostanzialmente ingiudicabile l’annata su strada di Mattia Agostinacchio, che era molto atteso, da debuttante a 18 anni su scala WorldTour, e il cui rendimento è invece stato condizionato da un problema fisico di difficilissima risoluzione, a causa del quale ha corso pochissimo. Ancor meno giudicabile l’annata di Archie Ryan, i cui malanni fisici lo hanno costretto di fatto a una “stagione bianca”, senza neppure un giorno di corsa al suo attivo.
– Samuele Battistella
– – Darren Rafferty
– – – Kasper Asgreen
Classifica UCI
Numeri in leggero calo per la EF Education-EasyPost, rispetto al recente passato. La squadra statunitense ha messo insieme 10710.27 punti, totale tutto sommato simile a quello fatto registrare nel 2025. Quel che scende è la posizione nella classifica mondiale, che ha visto la formazione diretta da Jonathan Vaughters attestarsi al 15esimo posto, tre posti più in basso rispetto allo scorso anno. Di seguito i 20 corridori che hanno contribuito al totale dei punti di squadra nell’arco del calendario 2026.
| CARAPAZ Richard |
ECU
|
3031.12 |
| BAUDIN Alex |
FRA
|
1232.55 |
| HEALY Ben |
IRL
|
860.41 |
| VALGREN Michael |
DEN
|
677.12 |
| STEINHAUSER Georg |
GER
|
556.12 |
| LAMPERTI Luke |
USA
|
525.14 |
| HOBBS Noah |
GBR
|
468 |
| BELOKI Markel |
ESP
|
405.57 |
| NERURKAR Lukas |
GBR
|
338.57 |
| SWEENY Harrison |
AUS
|
338 |
| ASGREEN Kasper |
DEN
|
299.26 |
| MIHKELS Madis |
EST
|
299 |
| ALBANESE Vincenzo |
ITA
|
296 |
| VAN DEN BERG Marijn |
NED
|
290.71 |
| HONORÉ Mikkel |
DEN
|
272 |
| QUINN Sean |
USA
|
216.41 |
| CEPEDA Jefferson |
ECU
|
216 |
| LEONARD Michael |
CAN
|
161.29 |
| RODRIGUEZ CONTRERAS Juan Felipe |
COL
|
153 |
| SHAW James |
GBR
|
74 |
Miglior Momento
Come da consuetudine, le vittorie non sono state numerosissime, ma fra le 12 conquistate ben 6 hanno stampo WorldTour sul trofeo portato a casa. Di queste, hanno sicuramente un rilievo quelle strappate con tutta la sua determinazione e la sua classe da Richard Carapaz al Tour de France, ma in quanto a determinazione pochi possono pareggiare quella che ha mostrato Michael Valgren in questi anni. Il danese, dopo una caduta al Giro d’Occitania 2022, era andato vicinissimo al non poter più neanche camminare, figurarsi affrontare una gara di ciclismo. E invece, di passo in passo e di pedalata in pedalata, è tornato ad altissimo livello, riuscendo a trionfare ad Andalo Valtellino, nella tappa numero 19 del Giro d’Italia, uscendo vittorioso da una fuga zeppa di talenti e di corridori affermati. Qualche settimana prima, peraltro, aveva fatto lo stesso alla Tirreno-Adriatico, ma un successo in un Grande Giro ha sempre un valore speciale.
Bilancio Ef Education-EasyPost 2026
Volate - 6.5
Classiche - 6.3
Grandi Giri - 7.4
6.7
La squadra statunitense rimane in quello che ormai può essere considerato il suo "orto", fatto di gemme spesso isolate, ma sicuramente belle da vedere e da vivere. Complessivamente, il raccolto non è stato indimenticabile, ma ci sono diverse note positive da evidenziare, a fronte anche di un gruppo molto ampio di corridori ancora giovani e, di conseguenza, ancora in grado di crescere. Visto che altri atleti importanti se ne andranno, questa crescita diventa ora necessaria per le sorti della squadra.
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