Giro d’Italia 2026, colpo di Michael Valgren in fuga! 3° Damiano Caruso e 7° Gianmarco Garofoli, tutto tranquillo tra i big
Michael Valgren si prende la diciassettesima tappa del Giro d’Italia 2026. Inseritosi nella maxi-fuga di 29 uomini che ha caratterizzato la giornata, il danese è poi riuscito a rimanere davanti assieme agli altri attaccanti che hanno fatto la differenza nel finale, anticipandoli poco prima dell’ultimo chilometro con un perfetto colpo da finisseur. Il portacolori della EF Education-EasyPost si è quindi imposto con 3″ di margine su Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), al terzo secondo posto in questa edizione della Corsa Rosa, e 6″ su Damiano Caruso (Bahrain Victorious), che ha regolato allo sprint Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe) e un combattivo Einer Rubio (Movistar). Piazzamento in top-10 per un altro italiano, Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), settimo a 52″.
Tutto tranquillo tra i big, che sono giunti tutti assieme al traguardo di Andalo, con un ritardo di 5’15”. Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) resta dunque saldamente in Maglia Rosa con un vantaggio di 4’03” su Felix Gall (Decathlon CMA CGM) e 4’27” su Thymen Arensman (Netcompany Ineos). Unico cambiamento nella generale è l’ingresso tra i primi dieci di Caruso, in nona posizione.
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
Dopo una fase di studio iniziale, il primo a rompere gli indugi è Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), ma la sua azione viene subito annullata così come un altro paio di tentativi. Dopo circa sette chilometri allungano invece Madis Mihkels (EF Education-EasyPost), Johan Jacobs (Groupama-FDJ United) e Robin Froidevaux (Tudor Pro Cycling Team), che riescono a guadagnare una trentina di secondi di vantaggio su un gruppo nel quale comunque non si fermano gli scatti. Riescono infatti a sganciarsi Mattia Bais e Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta), sui quali si riportano anche Francesco Busatto (Alpecin-Premier Tech), Iván García Cortina (Movistar Team), Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe), Fabio Van den Bossche (Soudal Quick-Step), Sean Flynn (Team Picnic PostNL) e Alberto Bettiol (XDS Astana Team), ma il plotone non concede spazio.
Altre accelerazioni nelle fasi seguenti portano anche al riassorbimento del terzetto di testa, dopo 22 chilometri dal via, e ci vogliono un’altra decina di chilometri di scatti e controscatti prima che un nuovo tentativo riesca a formarsi. Ad allungare sono Michael Valgren (EF Education-EasyPost), Rémi Cavagna (Groupama-FDJ United), Jan Christen (UAE Team Emirates XRG), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Alessandro Tonelli (Team Polti VisitMalta) e Niklas Larsen (Unibet Rose Rockets), che in vista del primo GPM, il Passo dei Tre Termini, riescono a prendere una quarantina di secondi di margine sul gruppo, dal quale nel frattempo è fuoriuscito Tobias Bayer (Alpecin-Premier Tech), che insegue solitario a metà strada.
L’austriaco viene poi raggiunto da Lorenzo Milesi (Movistar Team), Mick van Dijke (Red Bull-Bora-hansgrohe), Sean Flynn e Frank van den Broek (Team Picnic PostNL), Mattia Bais (Team Polti VisitMalta) e Tomas Kopecký (Unibet Rose Rockets), e questo sestetto inizia la salita con circa un minuto di ritardo sui battistrada e altrettanto vantaggio sul plotone, la cui andatura è calata dopo una prima ora di gara volata a 53,3 km/h. Flynn perde presto contatto tra gli inseguitori e lo stesso accade poi a Bayer, Kopecký e, in gruppo, ai velocisti e a Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-hansgrohe) dopo un’accelerazione causata da nuovi attacchi che portano alla formazione di un drappello di 15 inseguitori.
A comporlo sono Damiano Caruso (Bahrain Victorious), Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost), Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Simone Gualdi (Lotto-Intermarché), Enric Mas, Juan Pedro López ed Einer Rubio (Movistar Team), Jan Hirt (NSN Cycling Team), David De La Cruz e Mark Donovan (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team), Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe), Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step), Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), Florian Stork (Tudor Pro Cycling Team) e Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG), che scollinano la salita con 50″ di ritardo dalla testa della corsa, sulla quale sono nel frattempo riusciti a rientrare Milesi, Van Dijke, Van den Broek e Bais.
Lungo la successiva discesa, Bayer riesce a riportarsi sui 15 inseguitori e lo stesso fanno Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG) e Fabio van den Bossche (Soudal Quick-Step), e questo drappello si avvicina agli undici al comando nel tratto di falsopiano che anticipa l’ascesa di Cocca di Lodrino, lungo la quale avviene il ricongiungimento. Prima che ciò accada, però, Cavagna riesce ad allungare e a scollinare poi con 40″ di margine, mentre dietro Ciccone sprinta per prendersi il secondo posto e quattro punti per la classifica GPM. Il plotone, dove la Visma | Lease a Bike impone un ritmo regolare, giunge in vetta con un ritardo di 4’50”.
I distacchi si dilatano in discesa e nel lungo tratto di fondovalle seguente, con Cavagna che arriva ad avere 2’30” di vantaggio sui 28 inseguitori e 7’10” sul gruppo, dove si porta davanti un uomo ciascuno di Tudor Pro Cycling Team e Team Jayco AlUla per aumentare un po’ l’andatura con l’intenzione di difendere il piazzamento di Mathys Rondel, Michael Storer e Ben O’Connor dalla rimonta di Caruso, portatosi virtualmente in top-10. In avvicinamento alla salita che porta al traguardo volante di Roncone gli inseguitori tornano a riavvicinarsi a Cavagna, che viene ripreso proprio in prossimità dello sprint intermedio, dove Narváez transita per primo e, grazie ai 12 punti guadagnati, scalza Paul Magnier (Soudal Quick-Step) dalla vetta della classifica della Maglia Ciclamino.
Superato il traguardo volante e la successiva discesa, si aprono ufficialmente le ostilità tra i fuggitivi, con una serie di allunghi nel tratto di falsopiano seguente che porta il gruppetto di testa a selezionarsi. A far la differenza ai -45 dal traguardo sono López, Caruso, Valgren e Garofoli, sui quali riesce poi a riportarsi in solitaria Leknessund, e questi uomini riescono a guadagnare una ventina di secondi su tutti gli altri, tra i quali non c’è accordo e si prosegue a scatti. A sganciarsi sono Van Dijke, Vlasov, Tonelli e Arrieta, subito raggiunti da Rubio, Gualdi, De La Cruz e Leemreize, mentre restano indietro Ciccone e Narváez, anche perché molto marcati. Rubio, Vlasov e Arrieta riescono poi ad avvantaggiarsi e ad avvicinarsi ai cinque al comando, riaccodandosi a Leknessund, Valgren e López dopo un breve tratto di discesa che vede Caruso e Garofoli prendere qualche secondo di margine.
Appena la strada torna a salire, Rubio accelera e si riporta sulla coppia di testa, ma anche gli altri si riaccodano e, sfruttando un rallentamento, lo stesso riesce a De La Cruz e Van Dijke. Questi dieci approcciano il GPM di Andalo-Lever con mezzo minuto di vantaggio sui più immediati inseguitori, un drappello di otto corridori del quale fanno parte anche Ciccone e Narváez, che tuttavia non riescono a fare la differenza in salita per provare a riavvicinarsi ai battistrada. Davanti, invece, è Caruso ad accelerare, con il siciliano che viene seguito da Vlasov, Arrieta, Leknessund, Valgren, De La Cruz, Garofoli e Rubio, il quale poi rilancia e sembra riuscire a fare la differenza in un tratto duro.
Valgren e Arrieta hanno tuttavia la forza di riportarsi sul colombiano, guadagnando 6-7 secondi di margine sugli altri cinque, che dopo il tratto di falsopiano che divide la salita in due, con passaggio anche dal Red Bull KM, riescono però a riaccodarsi al terzetto di testa. Appena le pendenze tornano a farsi sentire, è ancora Rubio ad accelerare, con il solo Valgren a riuscire a seguirlo; De La Cruz e Garofoli perdono invece contatto, mentre Caruso, Arrieta, Leknessund e Vlasov si mantengono vicini e scollinano con meno di 10″ di ritardo. Tra i quattro inseguitori c’è però poco accordo e, tra la breve discesa seguente e il tratto di falsopiano che anticipa l’ultimo strappo, il vantaggio della coppia di testa aumenta a 20″.
Iniziato lo strappo finale, Arrieta allunga e riesce a riavvicinarsi molto a Valgren e Rubio, riaccodandosi a loro a due chilometri dall’arrivo. A quel punto, però, salta un po’ l’accordo e 500 metri più tardi tornano sotto anche Vlasov, Leknessund e Caruso, che prova subito a partire in contropiede. Rubio reagisce e va immediatamente a chiudere con Valgren, anche gli altri rientrano e si arriva così tutti assieme in cima alla salita, a 1200 metri dalla conclusione. Dopo un timido allungo di Rubio e uno di Vlasov, Valgren piazza quindi l’attacco decisivo poco prima dell’ultimo chilometro; unico a rispondere, ma tardivamente, è Leknessund, che nelle ultime centinaia di metri prova senza successo a riavvicinarsi al danese, il quale va a trionfare sul traguardo di Andalo.
Risultato e Classifiche Tappa 17 Giro d’Italia 2026
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