Pagelle Europei Ljubljana 2026: Remco Evenepoel più forte della pressione, ma Giulio Ciccone merita il massimo – La Francia pecca di inesperienza
Remco Evenepoel (Belgio), 10: Aveva tanta pressione sulle spalle. Doveva riscattare il Mondiale deludente e vincere un Europeo che ancora mancava nel suo palmares. Partito come grande favorito, gestisce al meglio la corsa ben supportato dai compagni di squadra. Quando scatta Ciccone lui sembra avere la gamba per fare la differenza, ma cade. È lucido nel rientrare e ripartire al momento giusto. Allo sprint poi sbaglia l’ultima curva, ma riesce, per una questione di millimetri, a prendersi il successo che tutti si attendevano. Tante emozioni, e ancora una corsa da grande campione.
Giulio Ciccone (Italia), 10: Ha perso per una questione di centimetri, forse per un colpo di reni dato al momento sbagliato. Tuttavia il voto per l’abruzzese deve essere eccellente perché fa una corsa da grande campione, al cospetto di un Remco Evenepoel scatenato. Lotta, prova anche a giocare di furbizia quando viene a sapere che alle sue spalle c’è Christian Scaroni tutto solo, e imposta lo sprint al meglio. Purtroppo per lui le gambe vengono a mancare proprio a un passo dal bottino grosso. E quando vieni beffato al fotofinish, per così poco, non puoi far altro che rammaricarti. Per la consapevolezza di aver corso da protagonista, bisognerà attendere domani.
Christian Scaroni (Italia), 8.5: L’Italia corre da grande protagonista, forse in un modo che da tempo non ci faceva vedere. La strategia è perfetta, peccato solo per per non aver capitalizzato fino in fondo. Il bresciano si muove bene, in maniera intelligente e alla fine piazza la sua stoccata sull’ultima salita che gli vale una medaglia di bronzo prestigiosa, che legittima la lunga serie di piazzamenti ottenuti in questo 2026.
Ramses Debruyne e Maxim Van Gils (Belgio), 8: Il voto attribuito a loro va esteso a tutta la Nazionale belga che riscatta un Mondiale opaco con una gran prova corale. Loro due sono decisivi in un momento delicato della corsa: quando Evenepoel cade, sono lì pronti a dargli una mano per tornare prontamente sotto, per poi fare da stopper agli attacchi avversari. E alla fine chiudono entrambi in top 10. Prestazione di alto livello.
Toms Skujins (Lettonia), 7.5: In una stagione complessivamente anonima, Skujins trova una delle migliori giornate proprio all’Europeo. La gamba è quella giusta, peccato che non abbia squadra. Si trova isolato nel finale e non nasconde una certa frustrazione quando vedeva i suoi compagni nel gruppetto scattarsi in faccia mentre Evenepoel e Ciccone prendevano il largo. Lui prova a fare il massimo e alla fine coglie un bel quarto posto.
Emil Herzog (Germania), 7: Nome del tutto nuovo non è, tuttavia in casa tedesca erano altri i corridori che ci aspettavamo protagonisti. Invece il 21enne resta sempre a ridosso dei più forti, disputando una prova incoraggiante anche in chiave futura. Da questa estate sta raccogliendo ottimi risultati, per un ragazzo che va tenuto d’occhio.
Jochem Kerckhaert (Paesi Bassi), Luka Mezgec (Slovenia), Fabian Weiss (Svizzera), Tiago Antunes (Portogallo), Josef Cerný (Repubblica Ceca), 7: Gli animatori della prima ora di corsa meritano sempre una menzione d’onore. Oggi più che mai poi bisogna anche applaudire la carriera di Mezgec che, nell’ultima gara della carriera, si prende qualche ora di avanscoperta prima di salutare il mondo del ciclismo che per anni lo ha visto grande protagonista. E la vittoria di un corridore della Red Bull – BORA hansgrohe, squadra di cui diventerà ds dal prossimo anno, non può che essere di buon auspicio.
Ivan Romeo (Spagna), 6.5: La giornata per la Spagna è disastrosa. Lui salva la baracca restando con i migliori e cogliendo un quinto posto. È un ragazzo di 23 anni, ancora tutto da scoprire, che sembra avere le qualità per potersi costruire una certa credibilità anche nelle corse di un giorno.
Jan Christen (Svizzera), 5.5: Confusionario. Attacca due volte nella fase centrale di corsa, ma senza l’opportuna convinzione. Dal talento elvetico ci si aspettava un finale di stagione esplosivo e invece fa fatica a trovare il colpo giusto. Anche oggi, quando la gara si infiamma, sparisce dai radar.
Primoz Roglič (Slovenia), 5.5: Senza Pogačar, le speranze della squadra di casa erano riposte sulle sue spalle. Ha il merito di provarci, tentando anche un attacco con Jan Tratnik, ma la gamba non è quella dei giorni migliori. Perde il treno di Evenepoel quando parte e poi si trova a inseguire da solo, bruciando anche le energie residue per poter provare a salire sul podio. Il decimo posto non può esser considerato soddisfacente.
Francia, 5: Nazionale giovane, ricca di talento, ma che non è riuscita a capitalizzare. Si trovano ben rappresentati nelle fasi decisive della corsa, ma non gestiscono alla perfezione le varie fasi di gara. Leo Bisiaux e Mathys Rondel ci provano, Romain Gregoire fa più fatica del previsto. Non gli si chiedeva di mettere in difficoltà Remco Evenepoel, ma chiudere solo con un nono posto non è il massimo. Forse è mancata un po’ di esperienza, ma ci sarà modo di rifarsi.
Juan Ayuso (Spagna), 4.5: Al Mondiale era arrivato qualche segnale e oggi era lecito aspettarselo con i migliori. Invece esce di scena alla prima accelerata confermandosi corridore indecifrabile. Il talento è fuori discussione, ma non riesce a trovare il bandolo della matassa.
Mads Pedersen (Danimarca), sv: Dopo la prova straordinaria di Montréal, avevamo preso gusto all’idea di vederlo protagonista anche qui, su queste strade. La salita di Mozjenca si è rivelata troppo dura per le sue caratteristiche. Ha comunque fatto di tutto per tenere, in una giornata non indimenticabile per la sua Danimarca.
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