Europei Ljubljana 2026, Mads Pedersen: “A volte bisogna credere nelle cose folli”

Mads Pedersen prova a sovvertire i pronostici agli Europei di Ljubjana 2026. Dopo il bel sesto posto ai Mondiali di Montréal, il danese ha deciso di prendre parte anche alla prova in linea della rassegna continentale, a caccia di un risultato che per un corridore con le sue caratteristiche sarebbe decisamente sorprendente. Di imprese tuttavia il corridore della Lidl – Trek se ne intende grazie alle sue caratteristiche fisiche e mentali, unendo coraggio, determinazione e sagacia tattica a grande resistenteza e capacità di soffrire non comuni. A queste prova ad aggiungere un pizzico di follia, come lui stesso la descrive, per puntare alla maglia stellata.

Dopo aver corso ieri lo Sparkassen Munsterlad Giro, Pedersen è arrivato nella serata di ieri in Slovenia, con un approccio dunque decisamente poco convenzionale.  “Alle 10:15 ero già in hotel, quindi non è andata poi così male. Credo che durante la Vuelta abbiamo avuto giornate di viaggio più lunghe di quella di ieri – ha commentato oggi ai nostri microfoni, relativizzando dunque il suo impegno –  Mi sento abbastanza bene, ho avuto una buona settimana senza pedalare troppo e siamo riusciti a dormire bene. Quindi sì, sento di aver recuperato e di sentirmi piuttosto bene”.

Il suo ruolo comunque alla partenza è ancora incerto: “So che c’è una salita davvero, davvero tosta. È lunga 2 km ed è piuttosto ripida, quindi so che è davvero al limite. Ma avevamo detto lo stesso dei Mondiali, e alla fine mi sono ritrovato a lottare per le medaglie. A volte bisogna credere nelle cose folli, e con questa squadra crediamo di poter fare un buon lavoro su questo percorso. E onestamente, non mi interessa chi di noi sarà, voglio solo che almeno qualcuno dalla Danimarca abbia una medaglia quando torneremo a casa da qui. Vedremo se sarò in grado di stare al passo o se avrò un ruolo più di supporto. Lo scopriremo nel corso della giornata”.

La difficoltà di questi europei, paradossalmente, almeno per quanto riguarda il poliedrico corridore scandinavo, è nella relativa brevità della corsa, che non costringerà dunque i suoi avversari a gestirsi in salita, quindi ogni scalata sarà presumibilmente affrontata a ritmo crescente. Corridore ben conosciuto per la sua grande resistenza, il classe 1995 si trova dunque così con una carta in meno da giocarsi, quella che probabilmente era la migliore per lui. “Penso che oggi dovrò spingermi oltre il limite per stare al passo – ammetto – Non posso fare come domenica scorsa, perché qui il percorso è più corto di 75 km rispetto ai Mondiali, e la distanza mi ha aiutato in Canada. Qui sono ‘solo’ 200 km, quindi ho sicuramente bisogno di un approccio diverso oggi. Vedremo quante volte riuscirò a seguire e poi, se tutto va bene, potremo superare la salita in una buona posizione, recuperare in discesa ed essere in lizza per le medaglie”.

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