Giro d’Italia 2026, Michael Valgren in trionfo: “Per me significa tantissimo. Oggi ho corso con intelligenza. L’esultanza? Un portafortuna Pokémon dei miei figli”
Michael Valgren festeggia la prima vittoria in un Grand Tour al Giro d’Italia 2026. Il danese si impone sul traguardo di Andalo con uno dei suoi colpi, un perfetto attacco da finisseur all’imbocco dell’ultimo chilometro, che non lascia scampo ai compagni di fuga. Il corridore della EF Education-EasyPost si è mosso perfettamente a livello tattico, grazie alle sua grande esperienza e ha centrato il risultato. Si tratta della vittoria più importante conquistata da quel terribile incidente alla Route d’Occitanie quattro anni fa, che sembrava poter porre fine alla sua carriera, mentre con costanza e determinazione è tornato protagonista ai massimi livelli.
“Era praticamente una tappa perfetta per me – ammette Valgren al termine della tappa ai nostri microfoni – Però è stata davvero una giornata durissima. Entrare nella fuga iniziale è stato molto difficile e poi, poco alla volta, si sono aggiunte altre persone. C’erano anche alcuni nomi un po’ fastidiosi per me, quando ho visto Narvarez, Vlasov e tanti altri come Rubio, ho pensato: “Ah, oggi non sarà la mia giornata”. Però ho corso con intelligenza e fortunatamente avevo anche ottime gambe, quindi questo mi ha aiutato molto”.
Una vittoria che significa tantissimo, perché è la prima in un Grande Giro e arriva a otto anni di distanza da quel successo alla Amstel Gold Race che lo fece conoscere al grande pubblico: “È davvero molto emozionante, per me significa tantissimo. Ho avuto una carriera piuttosto lunga senza una vittoria di tappa in un Grande Giro. Ero andato vicino qualche anno fa qui in Italia, ma al Tour non sembrava mai andare tutto per il verso giusto. Quest’anno mi sono allenato davvero duramente per arrivare pronto, perché penso che vincere una tappa di un Grande Giro sia qualcosa…non direi che ti cambia la carriera, anche perché ormai non sono più giovanissimo, ma è qualcosa che resterà per sempre nella storia. Per me è davvero molto importante”.
Il danese analizza poi l’andamento tattico della tappa, con un finale molto complesso da gestire: “Si trattava soprattutto di seguire i movimenti giusti al momento giusto. Non volevo nemmeno mostrare troppo quanto fossi forte, forse. Poi, fortunatamente, quando siamo andati via con Caruso, Garofoli e Lopez, abbiamo collaborato abbastanza bene. Poi è rientrato Leknessund e altri corridori ancora. Da quel momento in poi è diventata più una questione tattica, perché lavoravamo insieme…ma non proprio benissimo. Così ho fatto il mio attacco con Rubio, poi ci hanno ripresi nel finale, ma fortunatamente sono riuscito a partire e vincere la tappa”.
Le ultime quattro vittorie di Valgren sono tutte arrivate in corse italiane a dimostrazione di un feeling particolare con le strade del nostro paese: “Non ho tantissime vittorie in carriera, ma la maggior parte sono arrivate qui in Italia. Anche quando ero Junior vinsi una tappa al Giro Lunigiana, nel 2009. Quindi probabilmente qui in Italia vado forte. Magari ho qualche origine italiana, non lo so, non ne sono sicuro”.
Il danese spiega poi il gesto molto particolare con cui ha esultato, estraendo un medaglione dalla tasca e mostrandolo al traguardo: “I miei figli sono appassionatissimi di Pokémon. È una specie di Pokémon fatto con le perline. Hanno scelto il verde, che è il mio colore preferito, con dei puntini rosa che richiamano il colore della nostra maglia. È una sorta di portafortuna Pokémon che porto con me quando penso di avere una possibilità di vincere una tappa, ma solo nei Grandi Giri. Me l’hanno fatto l’anno scorso al Tour, quindi non l’ho usato molte volte. Oggi l’ho portato con me…e ha funzionato”.
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