Giro d’Italia 2026, il calvario di Arnaud De Lie: “Non penso di essere mai stato così male”

Il Giro d’Italia 2026 di Arnaud De Lie potrebbe durare anche meno del previsto. Al momento il belga sta stringendo i denti e tenendo duro finché può, ma le sue condizioni fisiche restano precarie, come ha dimostrato ieri, quando è stato praticamente l’unico corridore a perdere contatto nel corso della lunga salita che ha caratterizzato la terza tappa. Rientrato grazie al sostegno di due compagni, non è poi riuscito a dire al sua nella volata conclusiva, così come già nella prima tappa era rimasto tagliato fuori dai giochi. Ammalatosi dopo la Famenne Ardenne Classic, forse per colpa di sterco di mucca, il leader della Lotto – Intermarché aveva già saltato la presentazione visto che era nella fase più acuta dei suoi problemi gastro-intestinali, ma la situazione non sembra essere migliorata quanto sperato.

Considerando che era stato annunciato il classe 2002 avrebbe corso solo 7-10 tappe, il rischio concreto che debba lasciare la Corsa Rosa senza alcun acuto c’è, così come che possa anche salutare addirittura prima se la sintomatologia non dovesse migliorare. Il giorno di riposo non poteva arrivare in momento migliore e ovviamente in squadra la speranza è che possa dire la sua nelle occasioni che ci sono nei prossimi giorni.

Al momento comunque c’è poco da dire, con il 24enne vallone che non nasconde il disagio. “Non credo di essermi mai sentito così male”, ha infatti commentato mestamente a Het Nieuwsblad, che nel frattempo ha parlato anche con il medico sociale Gerard Ackerl. “È chiaro che hanno contratto una gastroenterite. Il recupero da questa malattia ha un impatto enorme sul corpo”, commenta riferendosi anche a Milan Menten, che prima di partecipare alla Corsa Rosa è passato anche per un ospedale per assicurarsi delle sue condizioni.

“Lo abbiamo fatto venire solo quando eravamo sicuri al cento per cento che non ci fosse alcun pericolo per la sua salute. È andato al pronto soccorso perché volevamo escludere qualsiasi altro problema, ad esempio di natura cardiologica”, aggiunge sottolineando comunque che sono convinti “che staranno meglio nei prossimi giorni”, giustificando così la loro partecipazione, che per il momento lascia effettivamente qualche interrogativo.

Al momento però non è dato sapere quando potranno tornare al loro livello: “Difficile da prevedere, perché non conosciamo la causa esatta. Quindi non sappiamo con certezza cosa abbia causato l’attacco acuto. Inoltre, ogni organismo reagisce in modo diverso. Milan si riprenderà più in fretta perché si è ammalato prima? Non possiamo dirlo. Sappiamo solo che staranno meglio. La misura più importante che abbiamo preso è stata quella di metterli nella stessa stanza insieme”.

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