#SpazioTalk, Maurizio Evangelista: “Sì agli Europei, ma con gli atleti migliori e senza sovrapposizioni. Poche speranze per il Tour of the Alps”

Futuro incerto per i Campionati Europei di Trentino 2020 e per il Tour of the Alps 2020. Ospite telefonico della quinta puntata di #SpazioTalk, il general manager del Tour of the Alps e membro del direttivo della rassegna continentale, Maurizio Evangelista, ha fatto il punto della situazione sull’organizzazione dei due appuntamenti. Se per la corsa a tappe che si sarebbe dovuta svolgere nei giorni scorsi sembra decisamente improbabile una ricollocazione anche in caso di regolare ripresa dell’attività agonistica a partire dal 1° luglio, per quanto riguarda gli Europei tutto dipenderà dalla schedulazione dei tre Grandi Giri, con l’eventualità di una sovrapposizione che precluderebbe a priori la disputa dell’evento che ha registrato, negli ultimi due anni, i successi azzurri con Matteo Trentin ed Elia Viviani.

Quali ipotesi di calendario esistono per lo svolgimento del Tour of the Alps?
Le ipotesi sono tutte molto complesse, perché complessa è la situazione attuale. Al momento, come a tutti è noto, c’è soltanto un evento che è stato riprogrammato e intorno al Tour de France dovrebbe ricostruirsi un calendario che possa prevedere almeno la disputa, tra al momento in cui si riprenderà e la metà di novembre, della maggior parte delle gare oltre a quelle in calendario nel periodo di riferimento. Al momento noi non vediamo grandissime possibilità perché il tempo sta trascorrendo e non sappiamo ancora quale possa essere la data di inizio di ripresa dell’attività, e perché c’è un affollamento di appuntamenti, per i quali verrà seguito un criterio gerarchico dando prevalenza a Grandi Giri e Classiche Monumento, che determina spazi molto risicati. Tra l’altro dobbiamo anche considerare il fatto che l’ultima parte del periodo dell’eventuale prolungamento, ovvero metà novembre, presenta problematiche meteorologiche che in un’area geografica come quella in cui lavoriamo diventano un ostacolo insormontabile.

Avete quindi messo in conto un arrivederci al 2021…
È un’ipotesi che qualsiasi organizzatore deve prendere in considerazione, perché l’emergenza sanitaria è tutt’altro che conclusa e mi sembra che, dal dibattito generale, stia scaturendo una serie di perplessità rispetto al fatto che lo stesso Tour de France possa avere regolare svolgimento. Dobbiamo rispettare le decisioni degli organi politici e territoriali, senza dimenticare che questa gara si svolge in due paesi, Italia e Austria, e quindi ricade sotto la legislazione di due differenti governi. Questo aumenta la complessità. Mi sembra, in un mosaico complicato come quello che l’UCI sta cercando di ricostruire, che trovare uno spazio adeguato per una gara a tappe di cinque giorni che cerca una sua adeguata visibilità mediatica, sia molto problematico. Ogni tipo di sovrapposizione diventa penalizzante e diventa quasi automaticamente un’ipotesi da scartare. Noi siamo alla finestra, ovviamente seguiamo con grande attenzione tutti gli sviluppi, ma non ci sembra che ci possano essere ipotesi concrete per uno svolgimento della gara.

Volendo ipotizzare uno scenario idilliaco, con ripresa il 1° luglio delle gare non World Tour e del 1° agosto per le World Tour, dove potreste eventualmente collocarvi?
In realtà mi viene da dire che luglio diventa un periodo scarsamente praticabile, perché è estremamente vicino. Noi ad oggi non sappiamo ancora quali siano tutte le contromisure che un’organizzazione dovrebbe prendere, anche e soprattutto rispetto al problema del pubblico oltre che, ovviamente, della sicurezza e dell’incolumità di tutte le persone in carovana, in primis degli atleti. Resta estremamente difficile immaginare una collocazione, perché in primo luogo sappiamo che ci sono gare che avrebbero una priorità rispetto a noi e in secondo perché l’idea di andare in sovrapposizione con un Grande Giro, qualunque esso sia, non è praticabile.

Ad oggi quali sono le percentuali di disputa o non disputa del Tour of the Alps?
Credo 20% sì e 80% no, realisticamente penso sia così.

Per gli Europei, invece, quali ipotesi ci sono?
Che io sappia ci sono sul tavolo ipotesi alternative rispetto allo svolgimento durante il Tour de France, ma anche qui con notevoli problemi. Non dimentichiamo la riprogrammazione del Tour, che è stata fatta in sovrapposizione con un evento che aveva naturalmente la sua data a settembre. Questo apre degli scenari che sono complicati da valutare in funzione di quelli che sono basilari diritti sportivi. Un campionato continentale non può essere disputato in una data in cui i migliori atleti di quel continente non sono messi in condizione di poter partecipare. Ritengo che se c’è una possibilità, e mi auguro che ci sia, possa essere in una data alternativa, che però è compito trovarla da parte di chi ha creato questa sovrapposizione.

Data alternativa che dovrebbe essere per forza di cose antecedente?
Sì o no, nel senso che non va dimenticato che sulle date delle altre due gare a tappe, e quindi di tutto l’incastro che si andrà a determinare di conseguenza, non ci sono ufficialità. Ad oggi sappiamo che c’è una data ufficiale, ovvero quella del Tour de France, mentre le altre sono ipotetiche. Chiaramente in ragione di come verranno gestite quelle date, se verranno confermate o meno, potrebbe crearsi una finestra più avanti, magari tra fine settembre e inizio ottobre. Di certo un campionato continentale, così come un Mondiale, per principi sportivi, deve mettere in condizione gli atleti migliori di gareggiare. Con una sovrapposizione col Tour de France, questo non avviene.

Realisticamente di quanto tempo c’è bisogno per rimettere in piedi una macchina organizzativa? Entro quando vi aspettate una comunicazione per agire di conseguenza?
Qui non c’è solo una questione tecnica, ma che riguarda anche tutti gli altri soggetti coinvolti nella manifestazione. Naturalmente c’è da considerare che c’è tutto un discorso di autorizzazioni, oltre al fatto che bisogna capire tra i partner della manifestazione quali siano quelli che sono in questo momento in grado di confermare la partecipazione. Direi che ci vogliono non meno di 60 giorni. Ovviamente con tutto il rispetto, ma una gara nazionale, giovanile o di dilettanti, che è meno strutturata, ha un altro discorso. Qui entrano in ballo diritti televisivi e marketing, il tutto è molto più complesso.

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